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Verona: piatti tipici e dove mangiarli nella città scaligera

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Tra botteghe storiche, ristoranti e gastronomie, gli indirizzi da non perdere per assaggiare la tradizione di qualità nella romantica città di Giulietta e Romeo.

Una fuga di coppia o tra amici, nella romantica città di Giulietta e Romeo, per immergersi nei luoghi più iconici di Verona, culla della storia d’amore più celebre di tutti i tempi. Tra passeggiate rilassanti e insoliti trekking urbani lungo le mura, inseguendo le tracce della leggendaria coppia, si condivide il piacere di una soave vacanza nella città scaligera, impreziosita da imperdibili appuntamenti a tavola all’insegna del gusto e della tradizione, tra piatti e sapori tipici da assaporare in indirizzi storici che svelano un affascinante passato. 

I piatti tipici di Verona

Se il Bollito di Carni miste con salsa Pearà è la ricetta delle grandi feste, la ricchezza gastronomica di Verona è tale da non deludere chi, in questo periodo natalizio, vuole assaggiare diverse tipicità. L’intingolo con pane grattugiato, brodo e midollo di bue, il cui delicatissimo sapore è reso piccante da un’abbondante aggiunta di pepe, fu inventato, secondo la leggenda, dal cuoco di corte della regina Rosmunda, per sollevarla da un crudele supplizio a cui venne costretta dal marito, il longobardo Re Alboino. Questi, dopo una notte di gozzoviglie nella sua reggia, bevve del vino in una coppa ottenuta dal cranio di Cunimondo, padre della sua consorte, costretta poi a fare lo stesso.

Bigoli

Nei menu si trovano poi i Bigoli con musso – pasta fresca ruvida e spessa – simili a degli spaghetti, ottenuti con una trafilatura al bronzo (il “bigolaro”) e un impasto con uovo. Tipica della tradizione, la portata è anche a base di un particolare condimento con il sugo di carne di musso (asino).

Ancora: la Pastisada de caval è un piatto di lunga cottura, tipico invernale, con carne di cavallo, vino, verdure e aromi, che originariamente andava unito agli gnocchi preparati dalle massaie del rione di San Zeno. Tondeggianti pezzi di impasto ai quali, tra l’altro, è intitolato il Bacanal del Gnoco, il Carnevale di Verona, nonché uno dei più antichi d’Italia.

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Pastisada

Immancabile, quando si parla di gastronomia locale, è infine il Risotto all’Amarone, un classico della cucina che unisce tre ingredienti tipici del territorio: il vino Amarone, il riso Vialone Nano e il Monte Veronese. Una pietanza che conquista solitamente anche i palati più esigenti, quando a tavola ci si ritrova in compagnia di un calice di Soave o di Valpolicella, prima di un assaggio d’olio locale, a scelta tra il Garda Orientale DOP e il Veneto Valpolicella DOP.

Le gastronomie, le osterie rustiche e i ristoranti storici di Verona

L’attività cominciata agli inizi degli anni ’60 in centro storico, a due passi dal famoso balcone di Giulietta, era in origine denominata “La casa del parmigiano”. Successivamente divenuta SPE.GA (acronimo di “SPEcialità GAstronomiche”), l’insegna diventa dal 1986 la Gastronomia Stella. Un negozio con servizio al tavolo, che ha saputo specializzarsi sempre di più nella produzione in proprio di prodotti della tradizione locale.

Storica ma piccolina, l’Osteria a’ la Carega (sedia in dialetto veronese) è nascosta tra le vie del centro, nell’antico quartiere della “Carega” da cui prende il nome, e offre primi caldi e cicchetti da accompagnare all’ampia scelta di vini rossi e bianchi regionali. Alla parete, colpisce la presenza di manifesti dedicati alla musica Jazz, mentre una volta entrati, spicca l’imponente colonna di tufo, che sembra risalire all’epoca romana. La cantina, oggi usata come magazzino, conserva la volta di mattoni di cotto e pareti in pietrame a vista, come pure due vasche probabilmente utilizzate per la concia delle pelli.

Un’altra insegna da non perdere è l’Osteria a’ le Petarine, a pochi passi da piazza delle Erbe, fuori dagli itinerari turistici. Un’ambientazione rustica e popolare, con la prima saletta occupata dal bancone, sul quale sono esposti i “paninetti” da gustare in piedi con del vino di mescita. Un secondo ambiente consente di pranzare seduti ai tavoli in legno. È qui che, nel 2002, nacque l’AGA, la curiosa Associazione Giochi Antichi di Verona, a cui è dedicato un festival, ma questo posto è noto altresì per essere sede di una delle maschere storiche del Carnevale, quella di Re Teodorico.

Vicina all’Arena, l’Osteria la Mandorla, accogliente e originaria degli anni Trenta del secolo scorso, introduce questo suo nuovo nome alla ex Enoteca Zampieri nel 2008, per omaggiare un noto liquore, “Il Mandorlin”, che qui era tradizione offrire alla  clientela. Il locale è specializzato in aperitivi e stuzzichini accompagnati da vini locali.

L’Osteria Sottoriva, invece, è ubicata in una delle vie più caratteristiche del centro storico, tra le piazzette Pescheria e Brà Molinari, con lo spazio esterno occupato dai tavoli in legno di fine ‘800 posti sotto il porticato. Il pavimento alla veneziana di scaglie policrome del XIX secolo rifinisce il contesto, per un luogo che ha saputo mantenere i canoni tradizionali della locanda rustica, servendo esclusivamente il vino e in alternativa l’acqua, accompagnati a delle polpettine di cavallo, uova sode e alette di pollo, oltre ad altri piatti tipici. Nei sotterranei, le cantine in mattoni incorniciate da un soffitto a volta sono ancora ben conservate. Un indirizzo che vanta, tra i suoi frequentatori, il famoso poeta Berto Barbarani, la cui casa natale era  in prossimità di via Sottoriva.

Da segnare è pure il Ristorante Arche che la famiglia Gioco gestisce dal 1877 quando era un antico ristoro con stazione di posta per il riposo dei viaggiatori e dei cavalli. La signora Silvia e il marito, oggi, gestiscono l’attività prediligendo il pesce e le sue ricette. L’edificio è ricco di valore storico: la ringhiera in ferro battuto è stata realizzata dall’artista Berto da Cogollo, con le fattezze simili al perimetro che racchiude le Arche Scaligere, il cimitero monumentale dell’antica nobile famiglia veronese, situato a pochissimi passi dal ristorante incluso nell’albo delle Botteghe Storiche, sia per pregio che per anzianità. Un luogo che si trova all’interno del porticato della Casa di Romeo. Nel muro della cucina sono incastonate tracce delle colonne e dei volti di quello che una volta era il portico di casa Montecchi. Così, anche a tavola, continua il viaggio romantico sulle tracce di Giulietta e del suo amato.

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