Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 03 Aprile 2020

Cibo e Film. I piatti più famosi del grande e del piccolo schermo

Ratatuille, frittatone di cipolle, stufato. Ecco i piatti presenti in alcuni dei film più visti degli ultimi tempi

Dalla crème brulèe de Il Favoloso Mondo di Amelie alla famosa pizza napoletana raccontata magistralmente in Mangia, prega, ama. Nei film non trionfano solo gli attori, ma alcune volte anche il cibo. E allora, soprattutto oggi, quando le nostre giornate in quarantena passano al rallentatore e noi ci ritroviamo a casa un po’ annoiati, accendiamo la televisione e scrolliamo la home per vedere vecchi e nuovi film. Alcuni di loro sono autentici capolavori, altri sono un “rumore di compagnia”, ma ce ne sono alcuni, invece, che rivelano ricette interessanti.

Gioiello della Disney Pixar, amato da grandi e bambini, Ratatuille racconta le vicissitudini del topolino Rémy che sogna di diventare chef. È lui che ci insegna che per fare la ratatuille perfetta – un po’ come la nostra caponata – servono ingredienti di prima qualità, verdure di stagione e un po’ di fantasia per condirla come più ci piace. La produzione della Pixar ha passato ore ed ore al French Laundry di Thomas Keller e ha assaggiato tutti i piatti del menu prima di riprodurli fedelmente in 3d.

Trionfatore agli Oscar 2020, Parasite è un capolavoro sul riscatto sociale dove anche il cibo gioca un ruolo importante. Nel film le nobildonne sono depositarie di particolari abilità culinarie e quando la signora Park richiede alla sua governante un piatto di ram-don suona quasi dissacrante il “cosa cavolo è?” della cameriera. Alla signora Park invece che il ram-don sarà servito dello Jjapaguri, un piatto di noodle con filetto di manzo in brodo.

In tutti i film di Quentin Tarantino vediamo celebrare i piatti del fast food, dai milkshake agli hamburger. Ma è uno strudel di mele il protagonista di una delle scene più cruente in Bastardi senza gloria. Quando il generale della SS Hans Landa incontra Melanie Laurent, alla quale in passato aveva sterminato tutta la sua famiglia, seduti al tavolo, Hans ordina per entrambi lo strudel di mele. Mentre lei mangia composta, forchetta dopo forchetta il suo dolce, lui ingurgita vorace, per poi spegnere la sigaretta su uno degli ultimi bocconi.

Piovono polpette è la storia dell’aspirante inventore Flint Lockwood, un genio strambo determinato a creare qualcosa che faccia felice la gente, ma il suo macchinario per trasformare l’acqua in cibo distrugge la piazza della sua cittadina e sparisce tra le nuvole. Un giorno però iniziano a piovere cheeseburger dal cielo, ma quando la gente chiede avidamente sempre più cibo, il macchinario inizia a creare problemi. Il cibo diventa metafora sociale, come le polpette. Il film è entrato nel Guinness dei Primati, basta pensare che in Messico, per promuovere la pellicola è stata realizzata la polpetta da record da 49.5 chilogrammi, preparata dai cuochi del Ritz Carlton di Cancún.

Julie e Julia racconta, invece, del dialogo a distanza tra la protagonista e la celebre cuoca Julia Child. Grazie al suo libro di cucina, “L’arte della cucina francese”, Julie sperimenta ogni giorno un piatto diverso, ma quello più celebre è sicuramente lo stufato, il Bouf Bourguignon di carne e verdure dalla lunghissima cottura.

Sofia Coppola nella sua Marie Antoinette per accentuare gli eccessi della moglie di Luigi XVI la relega in una gabbia dorata fatta di dolci. Tra tutti, spiccano i macaron dai toni pastello e le gelatine di frutta, simbolo di vizi e capricci regali.

Non è il primo film che li ha uniti, ma è il primo film che li ha lanciati. Era il il 1970 quando usciva al cinema Lo chiamavano Trinità e nessuno avrebbe potuto immaginare che Bud Spencer e Terence Hill sarebbero diventati dei veri e propri beniamini per il pubblico di tutte le età con i sedici film che hanno girato insieme. Guardare questo film mangiando un piatto di fagioli è il minimo che si possa fare per sentirsi in pace col mondo.

Infine, immancabile e intramontabile nell’immaginario collettivo di noi italiani è la frittatona di cipolle del ragionier Ugo Fantozzi ne Il secondo tragico Fantozzi. Da consumare seduti davanti la televisione, accompagnata con la birra Peroni regolarmente gelata, la frittatona è il cibo familiare, popolare e basico. È il piatto della consolazione, fatto con pochi e semplici ingredienti: uova, cipolle e un pizzico di pepe, richiesto appositamente da Fantozzi alla moglie Pina. Un piatto che ancora oggi, forse anche più di ieri, rimane un cult e scalda i cuori di tutti noi italiani.