Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 22 Maggio 2019

Cucinema la finale, la vittoria va al mixologist Jordy Di Leone

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Cucinema 2018 il premio culinario ispirato al Cinema, che ha visto sfidarsi da settembre a dicembre i migliori chef e mixologist della Capitale a suon di piatti e coctkails a tema celluloide, si è concluso domenica scorsa. Il format organizzato da Deacomunicazione Eventi, Ciak si cucina e Born Studio 03 si è tenuto a Roma in 13 episodi itineranti. Hotel 5 stelle, ristoranti, bistrot e cocktail bar sono stati i “set “ in cui si è svolta la seconda edizione. Il 3 marzo scorso, i nove finalisti delle rispettive categorie (chef e bartender) abbinati tra loro nella finale dedicata al food-pairing svoltasi presso il Teatro Lo Spazio di San Giovanni a Roma, si sono confrontati in un’emozionante scontro finale, animato da un clima di sana competitività, in cui si è respirata però un’atmosfera di amicizia, stima e collaborazione reciproca tra tutti i concorrenti.

La giuria di Cucinema ha infine individuato il suo vincitore assoluto: Jordy Di Leone, il brillante bartender di Botaniko Roma che ha trionfato con un cocktail squisito, molto equilibrato intitolato “Benvenuti in Italia”:

2,25cl agrumi Mix (succo di lime e pompelmo rosa)

1,5 cl sciroppo di Berberè

4,5 vodka alla vanilla

Top ginger beer

Guarnizione: pompelmo disidratato e chicchi di caffe tostati

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Benvenuti in Italia

Durante la sua esibizione Di Leone ha raccontato che il cocktail vincitore nasce da un viaggio in Etiopia, che ha compiuto anni fa alla scoperta delle origini paterne. Un viaggio che, come fu per il protagonista del film “ Benvenuti al Sud” cui era abbinato, gli ha permesso di scoprire e apprezzare con occhi diversi questa terra lontana, i cui sapori e profumi si ritrovano perfettamente in ogni sorso di questo drink che con lo sciroppo di berberè, gli agrumi e l’aroma di caffè unisce idealmente Etiopia ed Italia, in un cocktail che ha fatto letteralmente innamorare la giuria mettendo tutti d’accordo.

Jordy Di Leone

Jordy ha spiegato: “Come Bisio nel film i miei pensieri verso l’Africa erano molto restii e invece mi sono emozionato quando sono arrivato e quando sono andato via. La vodka alla vaniglia e il mix di agrumi sono ingredienti presi dal piatto tipico locale, che è caratterizzato dal Berberè un mix di spezie tipico eritreo ed etiope alla base di molti piatti del posto, la ginger beer invece perché la mattina in Etiopia si beve del thè allo zenzero, non il caffe che è invece un rito, ecco perchè come guarnizione ho scelto una tostatura di caffè, per rievocare l’odore di caffè bruciato che si sente durante il rito del caffe etiope. La semplicità e la materia prima sono centrali: più si va al sud e più la materia prima è madre di ciò che beviamo e mangiamo, dobbiamo solo ascoltarla e tradurla”.

Di Leone, che ha anticipato al pubblico il suo prossimo progetto (sushi e cocktail presso l’ex Terrazza San Pancrazio), ha conquistato la giuria per l’equilibrio e il gusto del suo cocktail, ma anche per il suo show sul palco, dove è salito fingendosi invalido con una stampella, proprio come Bisio nel film. Jordy coniuga lo stile classico con quello dell’American Bartending, e da tre anni è trainer e socio di Botaniko, con alle spalle oltre dieci anni di esperienza tra ristorazione e bar management nei migliori locali romani, elementi che da sempre cerca di affiancare nel suo lavoro.

Dopo essere stato incoronato dagli organizzatori della serata Emy Diamante e Niccolò Salvini (di Deacomunicazione Eventi e Ciak si cucina) Di Leone, ha dimostrato soddisfazione per il premio conseguito, ringraziando tutti i presenti e affermando che è grazie all’umiltà e anche al confronto costante con gli chef e il mondo dell’alta cucina, che ha trovato lo stimolo a migliorarsi sempre più, ed è così che anche la mixologia è tanto cresciuta in questi anni. Solo così restando umili e aperti alle sfide, si può fare sempre meglio in questo lavoro.

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Tortelli verdi

Inoltre si è aggiudicato il premio per il miglior piatto della finale di Cucinema, il bravissimo Chef Mirko Campoli dell’Osteria 140, con i suoi “Tortelli verdi ripieni di norma, consommé di pesce, mozzarella affumicata e crudo di gamberi marinati lime e vaniglia” ispirato al film “BENVENUTI AL SUD” che erano abbinati al cocktail vincente.

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Mirko Campoli

Lo chef Campoli durante il suo cooking show ha spiegato di aver voluto portare con questa creazione nel piatto tutti sapori del sud Italia, una terra che gli è particolarmente cara perché sua moglie è siciliana. Agrumi, basilico, mare il piatto evocava tutto il sole del Sud ed era davvero eccellente, e nonostante i molti ingredienti davvero ben equilibrato sposandosi benissimo anche col cocktail abbinato. La pasta del tortello era stesa perfettamente e profumava di basilico, mentre le note affumicate della mozzarella contrastavano gradevolmente con la dolcezza del ripieno e del gambero crudo. Dopo la vittoria perciò abbiamo chiesto allo chef Campoli la ricetta di questi ottimi tortelli per i lettori di Mangia & Bevi che vorranno cimentarvisi, perciò la riportiamo qui.

A decretare il vincitore, una giuria formata da foodblogger e giornalisti enogastronomici di importanti testate (THE WALKMAN MAGAZINE- Eleonora manzo, SNAP ITALY-Marcella Scialla,THE PARALLEL VISION- Maria Pia Gentile, SCATTI DI GUSTO- Anna Tortora, CRONACHE DI GUSTO- Fabiola Pulieri, SO WINE SO FOOD-Francesca Tantillo, MANGIA E BEVI- Valentina Franci, FAN PAGE- Francesca Cavallari) e dai 2 Presidenti: lo chef neo stellato Andrea Pasqualucci del ristorante Moma e Francesco Spenuso, Brand Ambassador Jack Daniel’s e proprietario della scuola per barman Flair Project.

I giurati hanno giudicato i piatti e i drink in base alla mise en place, al gusto, alla creatività e coerenza con la pellicola abbinata, alla complessità e alle doti di public speaking espresse dai singoli concorrenti nella presentazione delle loro creazioni.

Oltre a premiare il vincitore assoluto del contest sono stati assegnati i Cucinema Awards, votati dai media partner e dalla stampa di settore:

– Premio The Parallel Vision a Silvia Carpene Barlady Buseto

– Premio Snap Italy a Chef Pierluigi Gallo del Giulia Restaurant

– Premio The Walkman Magazine a La Santeria di Mare

– Premio Ciak si cucina a Piccadilly Roma

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Andrea Pasqualucci

Il brillante chef stellato del Moma Andrea Pasqualucci, nonostante un piccolo infortunio ad una spalla che per una volta gli ha impedito di cucinare, è stato comunque protagonista a Cucinema la finale, restando a presiedere la giuria con il suo prezioso parere tecnico, e dando vita prima dell’inizio della gara a un interessante show-cooking, in cui ha guidato la sua assistente, nella realizzazione di una buonissima tartare di razza piemontese, arricchita da lardo di maiale nero dei Nebrodi, e vivacizzata da fiocchi di rapa rossa e liquirizia. Un piatto eccellente che ha conquistato tutti e che ben descrive la bravura del suo talentuoso autore.

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Tartare

Dopo chef Pasqualucci, si sono poi succeduti sul palco i cooking show dei maestri pasticceri Valerio Romani direttamente da Coquis Ateneo della Cucina Italiana e Marco Nuzzo pastry chef del ristorante Imàgo all’Hassler. Romani ha presentato una deliziosa “Citrus cake”: una rivisitazione della classica cheesecake con frolla di mandorle, cremoso al formaggio, sfera al cioccolato ed agrumi. Fresca e leggera è un dolce che ci ha davvero convinto. Mentre Nuzzo ispirandosi al film “La fabbrica del cioccolato” ha realizzato una bella quanto golosa bavarese di nocciole con cuore di pera, finocchietto e cioccolato al 64%. Un dessert cui ogni amante del cioccolato non saprebbe dire no.

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Citrus Cake

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Marco Nuzzo

La competizione è entrata a questo punto nel vivo, con il cooking show del primo finalista: lo chef Fabio Pecere del FAD BURGER & BISTROT, che per CUCINEMA 2018 si è ispirato al film “TUTTO PUÒ SUCCEDERE” creando un appetitoso antipasto che aveva tutta la freschezza delle giovani donne di cui si innamora l’attempato Harry, alias Jack Nicholson, protagonista del film: “Millefoglie di pancake al nero con tartare di gambero rosso di Mazzara e la sua maionese, crema di zafferano, cialde e spuma di parmigiano e salicornia”.

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Millefoglie

A questo piatto era abbinato uno dei drink più belli della serata che ha raccolto i maggiori favori proprio per l’accurata presentazione e la sua la fiorita e colorata “mise en place”, con tanto di sigaro fumante per rimandare al protagonista della pellicola. Stiamo parlando di “Harry” di Stefano Franzon bartender del MY MARTINI: Sweet&sour di passion fruit con acqua di mare, liquore piccante con bitter al parmigiano, tequila silver, grand marnier.

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Harry

E’ stata poi la volta dell’antipasto a cura degli CHEF Valerio Chiaccherini e Davide Lombardi di CENTO GOURMET che hanno presentato una divertente variazione sul tema del Foie gras intitolata “TROIS FOIE GRAS” macaron di barbabietola con paté di foie gras e pistacchio,croccantino di nocciole, crème caramel con topping al tartufo che faceva riferimento al film “MOULIN ROUGE”. Questo piatto bellissimo giocava col pubblico presentando sottoforma di diversi tipi di dessert, un ingrediente nobile e salato come il fegato d’ oca, e incarnava perfettamente così quel pizzico di folle estro, tipico del film di Baz Lurhmann. L’ottima creatività dimostrata dagli chef sfociava in un piatto in cui i singoli elementi erano d’effetto e molto gradevoli, ma che presi tutti insieme lasciavano (ahimè) il palato piuttosto grasso. Bravi comunque per la fantasia, l’impegno e le ottime capacità espresse.

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Trois Foie Gras

In abbinamento il drink a cura del bartender Luca Moroni dell’OFF CLUB ROME, che ha creato per l’occasione “POUR L’AMOUR” ispirato ancora a “MOULIN ROUGE”. Questo piacevole cocktail molto complesso nella sua realizzazione, era a base di Pisco peruviano, fiori di ibisco, sciroppo di Kumquat, liquore ai frutti di bosco home-made, purea di mandarino, spuma di avocado, spolverata di the macha, aroma di karkade, spuma di agrumi e spuma di mango. Il gusto molto dolce e gradevole era ben compensato dall’ acidità del Pisco, e mi è piaciuta molto la profumata spuma al mango sopra (di consistenza simile al foie gras cui era abbinato) anche se poi forse il food pairing con il piatto non convinceva del tutto.

Poi è stato il momento del primo piatto a cura di chef Campoli e del cocktail vincitore di Di Leone, di cui vi abbiamo già parlato.

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Infine si è esibito in chiusura di serata l’ottimo Chef Pierluigi Gallo del GIULIA RESTAURANT che ispirandosi al film “CHEF LA RICETTA PERFETTA “ ha preparato a mio giudizio uno dei piatti più convincenti e ben eseguiti della serata: la pancia di maiale con glassa di pere e cipolle con cicoria marinata e gelo di mandorle (Orme Valori Agricoli Ritrovati). La pancetta era coperta da una lussuriosa crosticina croccante e la carne sotto si scioglieva in bocca tra i dolci sentori di pera e cipolla, mentre la cicoria di campo, per nulla amara, sgrassava il palato e sprigionava profumi agrumati.

Balos

Perfetto l’abbinamento con l’ultimo drink in gara a cura del bartender Patrizio Boschetto dell’ OFF CLUB ROME, molto equilibrato nella sua complessità e davvero straordinario nel gusto, e battezzato “BALOS” dal suo creatore. Un cocktail a base di salsa Tzatziki, gin, aceto di lamponi, zucchero al cetriolo e vaporizzazione al legno di cedro che Boschetto ha creato dopo un viaggio in Grecia trasferendo in questo drink tutti i sapori di questo bellissimo luogo. “BALOS” grazie alla sua gradevolissima acidità e freschezza si sposava a meraviglia con la pancetta di chef Gallo, sgrassando la bocca e preparando il palato al successivo morso.

Nel corso di questa piacevole serata è stato anche lanciato il video di presentazione del CalenDEArio, a cura del collettivo fotografico di Deacomunicazione Eventi, quest’anno a tema Cucinema, e abbiamo assistito alla sfilata, sempre a tema cinematografico, organizzata con il Gruppo Spettinati e Ida Maggio, organizzatrice del concorso di bellezza Miss Pomezia che si svolgerà il prossimo 11 Luglio a Cinecittà World.

Cucinema 2018 si è quindi conclusa in un clima di assoluta festa e amicizia, con chef e bartender che si abbracciavano sul palco, forti di aver condiviso questa bella esperienza insieme.

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