Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 22 Ottobre 2019

Gola. Il più buono dei vizi capitali si trova a Roma, nel cuore dei Parioli

gola

Tra tutti i vizi capitali, ce n’è uno che ci piace tanto: la gola. Gola come il locale, aperto due anni fa ma recentemente rinnovato, del giovanissimo Simone  Segneri, ventottenne da sempre innamorato del mondo della ristorazione.

Gola si trova nel cuore del quartiere Parioli, uno dei più belli e storici di Roma. Il locale è moderno, accogliente e colorato, una sorta di girone dantesco con tavoli in legno e ferro, luci soffuse e diavoletti disegnati alle pareti. Quaranta i coperti in totale più altri venti nel dehor visibile attraverso le vetrate incorniciate da piante sempre verdi.

“Ho deciso di dare un’identità più forte al ristorante sia nell’aspetto esterno che nel menu realizzato dallo chef; siamo un team giovane, under 30 e lavoriamo con passione per offrire ai clienti un momento di vero piacere” spiega Segneri.

Gola

Obiettivo raggiunto. Perché Gola è davvero il paradiso del gusto. L’ambiente è davvero allegro e familiare e la proposta gastronomica è decisamente intrigante. In cucina un giovane ed estroso chef, Simone Ballicu, con importanti esperienze lavorative alle spalle, da Niko Romito a Riccardo di Giacinto passando per Capo Faro e Madeleine e candidato come Miglior Chef Under 30 al Premio MangiaeBevi del 2017.

La proposta gastronomica

Qui da Gola presento una cucina tradizionale con un accenno innovativo; cerco sempre di non stravolgere la materia prima ma di esaltarne la qualità” racconta l’Executive Chef approdato nel locale ai Parioli lo scorso luglio.

Quello ideato da Ballicu, più che un menu, è un vero e proprio viaggio attraverso i sensi. Gusti, sapori e consistenze si alternano nei suoi piatti senza una chiara suddivisione tra antipasti, primi e secondi.

Gola

Bomba

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Matrù

Si può partire dalla Bomba, un krapfen salato con burro francese, alici e timo, per poi passare al Matrù, un panino cinese al pepe cotto al vapore e ripieno di maiale stufato all’amatriciana e pecorino. Buoni, gustosi e davvero golosi. Nota di merito per i panini, il pane e i grissini fatti in casa.

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Tiramisushi

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Tartanesca

Buono anche il Tiramisushi, una cialda sottile di riso croccante con tonno marinato nella soia con mascarpone salato, caviale di tuorlo d’uovo e crumble al cacao. Da provare anche la Tartanesca, una tartare di fassona tagliata al coltello con salsa di pomodoro leggermente piccante, polvere di olive, crumble di capperi e salsa all’aglio dolce. Non fatevi intimorire dalla descrizione del piatto. Il sapore dell’aglio è delicatissimo perché cotto tre volte nel latte.

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Bon Thon “ricordo di una nizzarda”

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Pancho Pig

Tonno rosso leggermente scottato accompagnato da spuma di patate, pomodoro, cipolla candita, tuorlo d’uovo, olive disidratate e polvere di rucola è il “Ricordo di una nizzarda” mentre Pancho Pig è una squisita pancia di maiale con purea di carota, nocciole croccanti e cicoria dove il dolce e l’amaro ben si sposano alla grassezza della carne e della frutta secca.

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Amatriciana

Gola

Cacio e Pepe

Capitolo a parte meritano le Stradizionali, straordinarie rivisitazioni delle classiche paste romane. Abbiamo assaggiato i cappellacci all’amatriciana, rigorosamente con pasta all’uovo home made, ripieni di sugo all’amatriciana con pecorino e croccante al pepe e i tortelloni ripieni di cacio e pepe, conditi con carciofi, limone e origano. Consiglio: munitevi di cucchiaio e assaporate, in un sol boccone, queste piccole e deliziose creazioni. Il ripieno si sprigionerà in bocca lasciandovi davvero entusiasti.

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Griciaburger

Imperdible il Griciaburger, duecento grammi di carne di manzo con pecorino stagionato, maionese al pepe, guanciale croccante e ketchup all’amatriciana servito con salse home made e patatine fritte a sfoglia.

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Avarizia

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Ira

Se si parla di gola però, non possono mancare i dolci. E di dolci, Simbone Ballicu è un vero esperto. I dessert in carta sono sette, come i vizi capitali. C’è, ovviamente, la Gola un maritozzo con crema chantilly allo zabaione e noccioline, l’Accidia, un soffice alle mele con crema alla cannella e l’Avarizia, una sfera di cioccolato bianco con cuore allo yogurt, clementine e lime. C’è la Superbia, una golosa Sacher alla gianduia con confettura di pere e cardamomo, la Lussuria, una profumatissima crème brulée al té matcha e frutto della passione e l’Invidia, fiesta al tiramisù. Fresca, croccante e non eccessivamente dolce, grazie alla frolla salata, Ira, la crostatina con crema agli agrumi chiusa in una cupola di meringa italo-francese leggermente bruciata.

La carta dei vini, studiata da Segneri, è ben articolata e comprende 34 etichette provenienti da tutte le regioni d’Italia con qualche incursione in Francia soprattutto per quanto riguarda le bollicine.

Il pranzo della domenica

Per la domenica, Gola esce dagli schemi e non propone il solito brunch ma un vero e proprio pranzo “come vorrebbe nonna Annarella”. Due  i menu proposti: Inferno (30 euro con antipasto, primo e secondo) e Purgatorio (25 euro con antipasto, un primo o un secondo a scelta), entrambi con una grande abbuffata di dolci finale.

Info utili

Gola

Via Ruggero Fauro 2, Roma

Tel: 06 807 5195

Orari: aperto tutti i giorni dalle 18:00 alle 23:30. Sabato e domenica aperto anche a pranzo

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