Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 26 Ottobre 2021

Eugenio Roncoroni e il suo nuovo Al Mercato Steaks & Burgers, una svolta carnivora e (sempre) in controtendenza

Eugenio Roncoroni

Eugenio Roncoroni non ama seguire il tracciato e ci racconta come è nato il suo nuovo ristorante e perché.

Eugenio Roncoroni ha fatto una scelta decisamente carnivora. Il suo marchio di fabbrica sono da sempre gli hamburger, o almeno negli ultimi 10 anni di onorato servizio alla ristorazione milanese.

“Il concept andrà più verso una cucina a base di carne stile steakhouse americane con qualche influenza francese. Credo che ci sia spazio a Milano per questo tipo di ristorazione, lo stile americano fatto bene deve essere conosciuto meglio per essere apprezzato e spinto” ci racconta. Una scelta coraggiosa in un momento di incertezza. O forse può essere in momento adatto per fare un balzo senza far storcere il naso a nessuno?

Come è andata la situazione post lockdown? È cambiata la tua clientela?

“Più che con una clientela diversa, abbiamo lavorato per offrire ai clienti qualcosa di nuovo, rimanendo comunque su una proposta alla portata di tutti, senza concentrarci su una nicchia di persone in particolare.

Con la ristrutturazione abbiamo dato la possibilità di provare la nostra cucina a molti più clienti, che prima avevano rinunciato a venire perchè trovavano sempre coda”.

Cosa si può dire dell’andamento del ristorante in termini di nuovi clienti? Il nuovo concept attira o spaventa?

“Dopo il lockdown della scorsa primavera le persone avevano tanta voglia di uscire, la volontà di riprendere una vita “normale” era palpabile, così come l’ottimismo. Nonostante le mie paure iniziali, devo ammettere che dopo la riapertura abbiamo lavorato molto bene e sono fiducioso”.

Cosa ne pensi della proposta di riaprire i ristoranti anche alla sera?

“É stato chiesto ai ristoratori di fare un grosso sforzo, anche e soprattutto economico, per seguire le regole. Sono stati investiti soldi ed energie: non è stato corretto chiederci poi di chiudere. Sono mancate indicazioni chiare, quindi premo anche io, come i miei colleghi, per la riapertura”.

Quando pensi sarà possibile tornare a pieno regime?

“Mi auguro al più presto, ma credo che dovremo aspettare la primavera”.

Sei soddisfatto degli aiuti promessi dal governo? Hai dovuto mettere tutto il personale in cassa integrazione in questo periodo?

“Per nulla soddisfatto. Gli aiuti promessi, soprattutto per i dipendenti e per l’azienda stessa sono arrivati troppo in ritardo”.

La tua proposta gastronomica è cambiata pre e post lockdown? Hai fatto delivery?

“Sì, abbiamo deciso di dare vita ad “Al Mercato Street”: una proposta studiata appositamente per il delivery”.