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Galatime: il galateo a tavola secondo Carlo Cambi e Petra Carsetti

La vita come palcoscenico di eleganza. Carlo Cambi e Petra Carsetti firmano il secondo atto di “Galatime” dedicato alle buone maniere a tavola.

Cosa ce ne facciamo del Galateo all’alba del 2024? La domanda oltre che palesemente retorica nasconde in sé un errore. Il Galateo infatti, oltre che una parola usata oggi per designare un giusto modo di comportarsi a tavola o in società o semplicemente nella vita, è un libro scritto da monsignor Giovanni Della Casa dal titolo non di Galateo ma, bensì di Galateo ovvero de’ costumi. Un trattato, datato nella sua prima edizione addirittura 1558, che prende la sua ispirazione dal nome dell’uomo che lo caldeggiò, il vescovo Galeazzo (da qui il nome latinizzato di Galateo) Florimonte, dando l’input  alla scrittura al Della Casa, che realizzò l’opera durante il suo ritiro a Sant’Eustachio presso Nervesa tra il 1551 e il 1555.

Dunque l’importanza e la storicità di questo testo è dichiarata. Possiamo dire infatti che il trattato ha viaggiato nei secoli diventando emblema o meglio traduzione stessa di eleganza, parola che il Della Casa nel ‘500 definiva però più come “Buona creanza” e che oggi siamo costretti o, per meglio dire, invogliati, ad adeguare ai tempi. Quest’operazione di modernizzazione del bon ton cinquecentesco da cui nasce il Galateo viene oggi ben eseguita dal magistrale lavoro, arrivato ormai alla sua seconda espressione, della coppia Castelli – Cambi, per la casa editrice Manfredi Niccolò Maretti.

Petra Carsetti, docente di galateo e già campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola, insieme a Carlo Cambi, saggista, giornalista e gastronomo firmano l’atto II di ‘Galatimeè sempre il tempo di buone maniere’, dal titolo “Galatime – la vita come palcoscenico di eleganza“. Si tratta di un manuale bello ed elegante come il contenuto che veicola, teso all’eliminazione di ciò che nella tavola di tutti i giorni può risultare volgare ed eccessivo, approssimativo e ridondante. Dunque un’ode a tutto ciò che c’è di acconcio, liturgico e preciso, come scrive Jean Anthelme Brillat-Savarin «La qualité la plus indispensable du cuisinier est l’exactitude: elle doit être aussi celle du convié» ossia «La qualità indispensabile di chi cucina è l’esattezza, deve essere anche quella del convitato» nel suo La fisiologia del gusto.

Gli autori del testo più elegante degli ultimi tempi non sono però nuovi alla scrittura, entrambi hanno lavorato per quotidiani e testate nazionali come ad esempio “La Repubblica”, nella quale Carlo Cambi ha addirittura fondato nel ’97 il settimanale di turismo “I Viaggi di Repubblica”, o ancora “La Verità”, “Panorama”, “Ville&Casali” dove ha scritto invece Petra Corsetti.  Quest’ultima ha poi una impeccabile preparazione sul campo anche grazie alla frequentazione dell’Accademia Italiana Galateo: Lezioni di Buone Maniere di Roma, una scuola dove è possibile partecipare a corsi di Galateo di base o avanzati trasformando la propria vita in un palcoscenico di eleganza e buon gusto. Tra i suoi successi Petra vanta anche un riconoscimento internazionale importante come il premio “Etiquipedia International Place Setting Competition”, un concorso prestigioso sulla migliore apparecchiatura.

Il libro non si compone però solo di accorgimenti e regole ad opera dei due autori ma è arricchito e completato da altri contenuti di indiscusso rilievo come la prefazione di Marco Bizzarri, ex presidente e amministratore delegato di Gucci e da una post-fazione di Roberto e Veruschka Wirth, figli ed eredi dello storico proprietario dell’Hotel Hassler scomparso nel giugno del ’22, l’indimenticabile Roberto Wirth. Le immagini del libro invece sono opera del fotografo toscano Lido Vannucchi.

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