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La Finocchiona IGT e il nuovo profumo della sostenibilità

Finocchiona IGT e api, due mondi apparentemente differenti ma accomunati da un solo obiettivo: proteggere la biodiversità per la produzione del finocchietto selvatico portando avanti un progetto di ripopolazione apistica. A Scandicci, la regina dei salumi toscani ha sposato il progetto di 3Bee Hive Tech.

Che cosa hanno in comune la Finocchiona IGT e le Api. Da un lato un prodotto ottenuto dal maiale destinato ad essere conservato con un disciplinare di riproduzione certificato con carni selezionate, macellate, speziate, impastate, insaccate e stagionate, per un periodo che varia tra i 15 ed i 45 giorni. Dall’altro questa peculiarità della Finocchiona IGT, si sposa con l’impollinazione del finocchio selvatico effettuato dalle api, che trovano una migliore qualità della vita e dell’ambiente circostante.

Il progetto di 3Bee

L’idea dell’azienda 3Bee Hive Tech è creare, tramite un sistema tecnologico IOT, la possibilità di controllare la vita dell’alveare con un monitoraggio da remoto. Pertanto un intervento diretto e precauzionale aiuta a scoprire eventuali anomalie. In quest’ottica e per migliorare l’effetto conservativo, si è pensato anche a massimizzare in maniera diretta la piantumazione di boschi nettariferi.

Così facendo con un alveare di api impollinatrici selvatiche, vicino ai campi dove si coltiva il finocchietto selvatico, emergono dei risultati inaspettati. L’area geografica si trova sulle colline vicino a Scandicci in provincia di Firenze, dove la 3Bee fornisce all’apicoltore la possibilità di controllare ogni istante della vita dell’arnia. Lo stato di salute, non solo aiuta le api con la loro tutela a ridurre la moria, ma anche un miglioramento dell’impollinazione, quindi non solo si favorisce la produzione ma anche si ottimizza la vita delle api.

Un progetto che 3Bee sostiene dal 2017, l’anno della nascita dell’azienda. Considerando che l’80% di quello che troviamo sulle nostre tavole oggi deriva dall’impollinazione degli insetti, va sicuramente sostenuta un’attività di questo tipo. Il problema principale è che le api stanno diminuendo per vari fattori, soprattutto per i cambiamenti climatici. Da qui la possibilità di sviluppare dei sensori che si possono installare in qualsiasi alveare nel mondo, per controllare addirittura dal cellulare lo stato dell’alveare, per prevenire le morie delle api, e qualsiasi imprevisto in tempo reale. Già esiste in 26 paesi, tra cui l’Australia.

La tecnologia

I sensori si caricano con un pannello solare, pertanto una scelta certamente green, in modo che le varie aziende possano aiutare a migliorare l’ecosistema delle api. Ben vengano i supporti a questo tipo d’iniziative, per salvaguardare l’ambiente e l’eco sistema, i risultati parlano chiaro. Si abbatte del 20% la moria delle famiglie, si riducono del 30% i trattamenti chimici, aumenta del 30% l’attività del produttore e un incremento della biodiversità del 50%. In questo modo, aldilà dei benefici economici e tecnici, si realizza un prodotto tracciato e monitorato. Un miele “Sostenibile” protegge sia le api sia gli insetti impollinatori.

Il Consorzio Finocchiona IGP

A questo proposito il Consorzio Finocchiona IGP ha sposato dalla primavera 2021, il “Progetto Api Sentinelle” con l’obiettivo di proteggere la biodiversità per la produzione del finocchietto selvatico portando avanti un progetto di ripopolazione apistica nella campagna toscana. I risultati cominciano a vedersi tanto da consolidare la partnership tra il Consorzio e la 3Bee. Difatti i dati dello scorso anno dicono che oltre 300.000 api sono state protette, e addirittura 300 milioni di fiori sono stati impollinati.

Ma il miele prodotto tra aprile e giugno come potrebbe essere utilizzato? Un forte input l’ha dato l’Unione Regionale Cuochi Toscani, ed è proprio presso l’Enoteca La Torre, in una posizione panoramica del settimo piano della Rinascente di Piazza Fiume a Roma, si è preso atto di come si può abbinare un menù tra la Finocchiona IGT ed il Miele proveniente dalle colline fiorentine di Scandicci. Sotto la cura di Antonio Autiero, e con il supporto di Maria Probst, le varie portate hanno dimostrato come sia possibile e gradevole, abbinare su tutte le portate entrambi i prodotti realizzati.

Concludendo possiamo ammettere che questo progetto è un modo per coinvolgere in maniera più attiva e consapevole gli Skateholders, i dipendenti e le comunity in nuove ed emozionanti esperienze per l’impatto dell’iniziativa, e per il benessere del pianeta e dell’uomo, senza tralasciare il lodevole aspetto etico dell’iniziativa.

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