Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 22 Settembre 2021

Palermo. Il Borgo del Vino, la nuova sfida del ristorante A Nica

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A un anno dalla riapertura della scorsa estate, il team del ristorante A Nica è pronto per una nuova sfida che è destinata a impreziosire e completare la già ricca offerta gastronomica del ristorante. 

Nel cuore del centro storico di Palermo, i locali e ristoranti stanno ripartendo dopo il lockdown, ognuno a proprio modo, reinventando sé stessi anche grazie a iniziative che li sostengono. Tra questi, in una piccola piazza in via Alloro, di fronte al Giardino dei Giusti, esiste un luogo il cui nome, A Nica, che in siciliano vuol dire “la piccola”, nasconde una storia grande fatta di amore e abnegazione per il proprio lavoro da parte dei proprietari che hanno deciso di puntare tutte le loro fiches sulla qualità dell’offerta gastronomica e del servizio.

Quella di A Nica è una storia d’amore. Proprio l’amore, infatti, ha portato Annika Pettersson, svedese, ex manager di banca, a scegliere la Sicilia come terra in cui poter mettere a frutto le innate doti organizzative insieme al giovanissimo imprenditore siciliano Giulio Scaduto.

Così, prendendo spunto dal nome Annika, grazie a una felice e fortuita casualità, nasce A Nica Ristorante & Pizza Gourmet.

Il locale e la cucina

Filo conduttore dell’offerta gastronomica è una cucina senza eccessi che non ammette sprechi in un contesto minimal reso confortevole, al contempo, da tanti spunti di sicilianità. Un mix interessante di due culture, svedese e siciliana, apparentemente lontane tra loro ma che riescono a trovare un punto di incontro in un unicum elegante e raffinato perfettamente integrato nell’accogliente atmosfera di via Alloro. Asse principale del quartiere della Kalsa a Palermo, un tempo dimora delle più alte cariche della città, oggi è una via culturale che coniuga lo stile “lagom” svedese, termine che intende la ricetta della felicità, al gusto della tradizione culinaria siciliana dando origine a un’esperienza culinaria che punta all’essenziale, alla freschezza delle materie prime e alla loro sostenibilità.

All’arredamento lineare e ordinato fanno da contraltare pezzi unici e di recupero, ben mixati in un’atmosfera avvolgente riscaldata dalla luce naturale o da punti luce calda e disposti accuratamente nel ristorante.

In cucina un team giovane e con alle spalle importanti esperienze i cui componenti, Luca Ezzine, executive chef, Vincenzo Mezzatesta, chef di cucina, Daniele Cammarata, pizzaiolo, Martino Puccio e Federica Rocco in sala, accompagnano l’avventore in un viaggio alla scoperta della cucina tradizionale siciliana che, di tanto in tanto, strizza l’occhio a delle interessanti rivisitazioni.

Anche se mi divido ancora oggi tra la Svezia e la Sicilia, amo quest’isola dal primo giorno in cui l’ho conosciuta al punto da considerarla la mia seconda casa: era il 2002 quando per la prima volta l’ho visitata.” racconta Annika Pettersson.

La mia famiglia gestisce aziende agricole da quasi 100 anni. – spiega Giulio Scaduto, giovane imprenditore siciliano – Io ho trascorso la mia infanzia a Villa Cefalà, azienda agricola trasformata in agriturismo quando ero ancora molto piccolo. Piano piano il nostro ristorante è cresciuto ed è diventato il core business della nostra attività. Vista l’esperienza maturata abbiamo deciso di aprire un ristorante che coniugasse diversi aspetti: il buon cibo, l’utilizzo di materie prime della nostra terra e lo spirito di accoglienza tipici di un agriturismo”.

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La proposta gastronomica

La cucina di A Nica interpreta piatti tipici della tradizione culinaria siciliana esplorando tra mare, terra e monti: tra i cavalli di battaglia l’insalata di àmmaru (trad. gamberi), i paccheri all’ortolana, le fettuccine con macco di fave e gamberi, la calamarata, la tagliata di alalunga, l’insalata sapurita, gli spaghetti alla chitarra e il gelo di melone. Tra i piatti più amati, soprattutto nella stagione autunnale, fagottini di pasta fillo con ortaggi e verdure su salsa caponata, le fettuccine con bottarga di tonno, vongole e datterino, minestra di pasta all’aragostella e broccoletti, filetto di maialino cotto a bassa temperatura in crosta di lardo di Colonnata con carciofo alla Viddaniedda.

Fiore all’occhiello del locale è la pizza prodotta con farine di qualità e impasto lievitato per un minimo di 48 ore e cotto su pietra refrattaria, con l’aggiunta di prodotti bio e stagionali. In particolare consigliatissima la pizza ai tre pomodori con datterino, ciliegino e San Marzano, quella alla bottarga, pepe rosa e “carpaccio” di limone. Degno di nota anche lo sfincione, piatto povero della tradizione contadina siciliana da gusto ricco che nasce dal perfetto connubio dei suoi ingredienti. 

Rocca Sirignano

Ma non è tutto. A un anno dalla ripartenza della scorsa estate, il team di A Nica è pronto a una nuova sfida che è destinata ad impreziosire e compleatare la già ricca offerta gastronomica del ristorante. Partendo dal profondo attaccamento alla terra e alla tradizione contadina Leonardo La Rocca e Giovanni Scaduto – oggi alla guida insieme ai titolari Annika Petterson e Giulio Scaduto di A Nica Ristorante & Pizza Gourmet – hanno deciso di dar vita a una realtà enologica in grado di riportare in vita l’antica tradizione dei borghi siciliani che, un tempo, ruotava tutto l’anno intorno a un evento cardine: la vendemmia.

I vigneti aziendali si trovano tra Alcamo e Monreale, in una piccola frazione baciata dal sole, dove da sempre la vendemmia è uno dei momenti più attesi dell’anno. In questi luoghi le giornate trascorrevano in famiglie interamente dedicate alla raccolta delle uve sin dall’alba. Il tempo era scandito unicamente dai pasti durante i quali ci si riuniva per pranzare insieme e poi si proseguiva nel lavoro di raccolto. Momenti di condivisione e amore per la natura, resi ancor più unici dal vino e dal cibo, preparato dalle mani esperte delle donne di famiglia.

Il Borgo del Vino di A Nica

È questa l’atmosfera che si è voluta ricreare al Giardino dei Giusti, uno degli spazi degradati del centro storico di Palermo recuperato dall’amministrazione comunale negli anni 1999-2000 la cui posizione frontale rispetto al ristorante A Nica, lo ha reso il teatro perfetto per inscenare un ideale Borgo del Vino in cui le etichette della neonata azienda Rocca Sirignano hanno incontrato le pietanze tipiche della tradizione contadina compiendo un sorprendente salto nel tempo.

Un luogo in cui il vino è cultura, condivisione, festa e la sua produzione è  strettamente connessa al rispetto per la terra e alla riscoperta del fascino di antiche tradizioni. 

Da bambino ogni fine estate assistevo e partecipavo ad una festa entusiasmante che durava quasi un mese. Era la vendemmia – racconta Leonardo La Rocca -.  I contadini accorrevano con le famiglie e si stabilivano per il periodo della raccolta nel Borgo, dove anticamente si trovava la cantina di famiglia. Ci si svegliava presto quando era ancora buio per andare a raccogliere l’uva, poi a metà pomeriggio le donne tornavano al Borgo e iniziamo a preparare per la sera. Si mangiava insieme, tutti attorno a grandi tavolate, con cibi genuini e stagionali”.

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Ripartire con una nuova sfida dopo un periodo difficile che ha messo la ristorazione in difficoltà per la seconda volta rappresenta per noi uno sprone in più per dare il massimo. Siamo fermamente convinti che alla lunga le idee vincenti siano destinate ad avere successo indipendentemente dalle difficoltà incontrate e noi siamo pronti a metterci in gioco” aggiungono gli altri soci.

In occasione del lancio dell’azienda sono stati presentate quattro etichette: Chardonnay, Nero d’Avola, Grillo e Syrah, alle quali sono state abbinate le pietanze proposte dal ristorante A Nica. Piatti poveri che rimandano alla tradizione contadina siciliana: lo sfincione, l’insalata d’uva, i formaggi, le cotolette di melanzane,  la caponata, lo sformato di pasta con le fave e i maccheroni con salsa e melanzane, il melone e i dolci con la ricotta.
I vini di Rocca Sirignano sono biologici e portano con sé la voglia di convivialità, di famiglia, di celebrare le cose autentiche e genuine della vita.

Saranno compagni perfetti della cucina di A Nica che della tradizione siciliana e dell’arte dell’accoglienza ha fatto il proprio vessillo. 

Info utili

A Nica Ristorante & Pizzeria Gourmet
Via Alloro, 135 – Palermo
Tel: 091 982 6011
Sito