Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Lunedì 01 Giugno 2020

Ristoranti e bar, si riparte lunedì 18: distanza di 1 metro, non obbligatori i divisori in plexiglass e niente buffet

ristoranti e bar riaprono lunedì 18

Ecco le regole da rispettare, meno rigide del previsto, scaturite dal confronto tra le Regioni e il Governo

Ci siamo. L’attesa, logorante, snervante, è finalmente finita e l’Italia della ristorazione può finalmente ripartire. Anche se a farlo sarà per ora solo parte di essa. Al termine di una intensa trattativa tra le regioni e il governo, è stato infatti definito un protocollo unico nazionale per riaprire in sicurezza già da lunedì 18 maggio. La decisione arriva a seguito della firma del decreto del Consiglio dei ministri e a seguire le specifiche ordinanze delle singole regioni.

In attesa della comunicazione ufficiale da parte del premier Giuseppe Conte, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore, tra i primi a darne notizia è stato Attilio Fontana, Governatore della Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia: “Il premier Conte ha recepito le linee guida delle Regioni. Un passo avanti decisivo e importante per arrivare finalmente lunedì alla riapertura di una serie di attività produttive. Adotteremo provvedimenti che garantiranno la ripartenza in sicurezza di ristoranti, bar, parrucchieri e altre attività in Lombardia e nel resto d’Italia”.

Si riparte dunque. E lo si farà con regole molto meno rigide di quelle delle quali si era discusso in questi giorni. Per “ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per l’attività di catering” bisognerà “predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità” e “potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore 37,5 °C”.

Le regole da rispettare

Lo prevedono le linee guida delle Regioni sulla Fase2. “È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno” e “negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere”.

Ancora, “negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti” mentre “laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro)”.

“I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet”, si legge nel documento.

“La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale” mentre “la consumazione a buffet non è consentita”. Ancora, “il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima di ogni servizio al tavolo” e bisogna “favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria”.

ristoranti e bar riaprono lunedì 18 maggio
Per i camerieri obbligatoria la mascherina

Nel documento si specifica ancora che “la postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo” e “i clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non si è seduti al tavolo”. “Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc). Per i menù favorire la consultazione online sul proprio cellulare, o predisporre menù in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere”, si sottolinea. (adnkronos)