Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 26 Febbraio 2020

Roma. Cosa di mangia da Almatò, la nuova insegna del quartiere Prati

Cucina ricercata, semplice e ricca di gusto, atmosfera elegante e informale. Questo è Almatò

Elegante, intimo, moderno e dal design minimal ma accogliente e informale. Almatò è il nuovo progetto ristorativo nato nel quartiere Prati dall’idea di tre giovanissimi soci, Alberto Martelli, Manfredi Custureri e Tommaso Venuti, rispettivamente responsabile di sala e sommelier, restaurant manager e chef del locale, accomunati dalla passione per la buona tavola e per il rugby.

“L’interesse per il cibo – sottolineano Manfredi Custureri e Alberto Martelli – è sempre stato qualcosa di centrale per tutti noi. Dopo aver accumulato la giusta esperienza abbiamo capito che era giunta l’ora di dare vita al nostro sogno, ovvero un locale tutto nostro. Ad Almatò ognuno ha portato il proprio contributo secondo competenze e gusti (questi ultimi da sempre abbastanza simili). Il ristorante ha la sua identità ben delineata, un luogo dall’atmosfera al contempo raffinata e amichevole, adatto a molteplici occasioni e dove chiunque possa sentirsi a proprio agio”.

L’identità di Almatò è ben definita e rispecchia a pieno le anime dei tre soci. La sala, che accoglie ben 28 coperti, è stata progettata dallo stesso Venuti, è intima e accogliente, arredata con tavoli in legno, sedie in velluto e arricchita con luci soffuse dal design lineare, realizzate su misura da un abile artigiano, che rendono l’atmosfera elegante ma allo stesso tempo informale, adatto a una clientela di tutte le età.

Al centro del progetto c’è però la cucina dello chef che, nonostante la sua giovane età, vanta già esperienze in importanti cucine nazionali e internazionali al fianco di grandi chef come Heinz Beck, Antonino Cannavacciuolo e Marcus Wareing.

“A mio modo di vedere – spiega Tommaso Venuti – tutte le pietanze devono risultare, nella loro interezza, leggibili e fruibili a un pubblico quanto più vasto possibile. I miei piatti partono sempre da una base di tradizione e si evolvono secondo un mio personale lavoro di ricerca. Lo scopo finale è in ogni caso estrarre il massimo del gusto, pensando in primis alla soddisfazione del cliente. Allo chef Heinz Beck devo molto: nei quattro anni trascorsi a La Pergola posso dire di aver imparato il mestiere di cuoco, inteso non solo come filosofia culinaria ma anche come gestione di una cucina e di un ristorante”.

Gusto e semplicità sono le parole chiave di una proposta gastronomica semplice e di grande effetto. In ogni piatto, ogni ingrediente è riconoscibile, stagionale e di grande qualità. Gli accostamenti tra sapori e consistenze differenti creano giochi sorprendenti per il palato ma anche per gli occhi.

Cinque proposte per ogni portata che spaziano dalla terra al mare, che partono da una base di tradizione e si evolvono secondo il lavoro di ricerca svolto dallo chef, avendo come scopo primario la soddisfazione del cliente.

Il menu

In carta, tra gli antipasti, da provare il Cappuccino, ma salato, a base di cavolfiore, oppure gli Scampi con radicchio e radici o ancora la Tartare con sfoglia, puntarelle e alici.

Imperdibili i primi come la Cacio e pepe con gamberi rossi e arancia bruciata, i Ravioli di coda con erbe amare e salsa mirepoix o i Fagotti di baccalà con fagioli neri, castagne e guanciale.

Anatra, patata viola, cipollotto e lavanda, Agnello con cipolla, ricotta e dragoncello o Spigola con biete e liquirizia chiudono il menu.

La carta dei dessert, sempre firmata da Venuti, rappresenta un naturale prosieguo, con creazioni dalle forme e dal gusto contemporanei come le personali versioni di Tiramisù e Soufflé.

Oltre alla carta, gli ospiti hanno la possibilità di optare per un menu degustazione da 5 o da 7 portate da concordare con la sala inoltre, dal lunedì al venerdì si aggiunge la formula del lunch tasting, composta da 3 portate, e quella del fast lunch, pensata per una rapida pausa lavorativa e che garantisce all’ospite di poter consumare un benvenuto dello chef, un piatto a sua scelta e una bottiglia d’acqua in soli 30 minuti.

La carta dei vini, curata dal Alberto Martelli, è composta da circa 80 etichette (suddivise tra bianchi e rossi e disponibili anche al calice) provenienti dai territori più interessanti del Paese e comprensiva di diverse referenze estere, Francia in primis, tra nomi di cantine blasonate e piccoli produttori meno noti. Variegata anche la selezione di bollicine italiane e di Champagne.

Ph. Alberto Blasetti

Info utili

Almatò

Via Augusto Riboty 20C, Roma

Orari: aperto dal lunedì al sabato dalle 13 alle 15 e dalle 20 alle 23:30. Chiuso la domenica

Tel: 06 6940 1146

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