Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 03 Aprile 2020

Vinitaly 2020 salta. Appuntamento al 2021

vinitaly 2020

È ufficiale, Vinitaly 2020 non si terrà. Nessun rinvio a giugno, la manifestazione slitta al prossimo anno con le nuove date riprogrammate dal 18 al 21 aprile 2021. Il parere dei produttori vinicoli e le loro misure per fronteggiare la crisi

Il Vinitaly nel 2020 non s’ha da fare, né ad aprile né a giugno. Appuntamento nel 2021. No, non è Don Rodrigo a dirlo e non stiamo parlando dei “Promessi Sposi”, ma dell’epilogo di un triste romanzo segnato dai tragici eventi del Coronavirus (o meglio Covid 19), che ha indotto Veronafiere a tale decisione dopo un CdA straordinario tenutosi ieri sera per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa.

«Fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare che il Vinitaly si potesse tenere a giugno, ma la crisi sanitaria si è, come evidente a tutti, decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech abbiamo quindi deciso di spostare tutto al prossimo anno, dal 18 al 21 aprile 2021», ha annunciato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini e Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative.

«Siamo convinti che il post-emergenza per noi si chiamerà rinascita. – riprende Mantovani – Per questo, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali (*) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende».

(*) Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020)

Così, per la prima volta nella sua storia, Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione all’aprile 2021. Una decisione sofferta, ma necessaria, anche perché tutti i principali produttori vinicoli avevano espresso forti dubbi sullo spostamento dell’evento a giugno, dal momento che la pandemia da Covid 19 sta dilagando in tutto il mondo con tempistiche diverse e, per i grandi clienti e buyer esteri, essere presenti a Verona a giugno sarebbe stato pressoché impossibile.

Circostanza questa confermata (e preannunciata) dai rappresentanti di alcune importanti aziende vinicole italiane, ai quali abbiamo posto due domande:

  1. Alla luce di quanto sta accadendo nel mondo per il Covid 19 il Vinitaly slitta al 2021. Condividete la decisione di Fieraverona o avreste preferito si tenesse a giugno 2020?
  2. Come la vostra azienda sta fronteggiando questa pesante crisi?

Riccardo Cotarella – Presidente Famiglia Cotarella – Presidente Assoenologi

  1. Per noi produttori e operatori del vino il Vinitaly è come il Natale o la Pasqua per i Cristiani. È il momento degli esami, delle speranze, dell’incontro con i nostri clienti e partner. Rinunciarci è una perdita enorme, ma non sarebbe stato plausibile partecipare a un Vinitaly con le mascherine e con moltissime defezioni di aziende e buyer internazionali. Per cui sono d’accordo con la decisione presa da Fieraverona e, anzi, ringrazio il direttore generale Giovanni Mantovani per la sensibilità dimostrata.
  2. Da presidente di azienda vinicola e presidente mondiale degli enologi dico che, come tutti, siamo pervasi dall’ansia per la nostra salute e quella dei nostri cari e dalle preoccupazioni per le sorti delle nostre aziende. In questo momento abbiamo una forte richiesta dalla GDO, dal momento che la gente fa provviste per un po’ di tempo, mentre il mondo Ho.re.ca. è completamente fermo. I nostri abituali clienti non stanno lavorando. Considerando che tra 4 mesi inizieranno le prime vendemmie e che nella maggior parte dei casi le cantine hanno ancora grosse scorte mi chiedo dove metteremo il prodotto del 2020? Mi consola il fatto che tutto questo dovrà finire e che ci sarà un rimbalzo positivo.

Camilla Lunelli – Responsabile Comunicazione Cantine Ferrari

  1. Siamo d’accordo con la decisione di rinviare al 2021 perché in questo momento di emergenza sanitaria è fondamentale mettere al primo posto la vita delle persone. Ma anche perché il Vinitaly è l’evento italiano più importante e deve essere sempre all’altezza del proprio nome. Farlo in questo momento avrebbe significato chiedere un grosso impegno economico ai produttori che, in un momento difficile come questo, sarebbe stato un vero sacrificio.
  2. La crisi la stiamo affrontando mettendo al primo posto la sicurezza delle persone. Abbiamo ridotto le attività in maniera drastica, lavorando tutti da remoto o consumando ferie arretrate. Dal punto di vista produttivo anche lì le operazioni continuano al minimo indispensabile, con riduzioni del personale operativo e sotto controllo medico. In vigna si continua a lavorare ma lì gli operatori sono all’opera distanziati da centinaia di metri l’uno dall’altro. 

Io ho molta fiducia nella resilienza del nostro paese, quello che ci ha fatto rialzare nel dopoguerra e condurci verso il boom economico. Infatti, lo spirito di intraprendenza e di sacrificio italiano è unico. Ci servirà anche un forte indirizzo di governo a livello italiano ed europeo che sembrano, dopo un tentennamento iniziale, essere arrivati. Temo molto le ripercussioni sulle piccole aziende come i piccoli bar e ristoranti che sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire. Valuteremo anche il modo per cercare di sostenerli al momento della ripresa. In questo momento sono molto felice di vedere il nostro Paese così unito, sia per il rispetto delle restrizioni che per la solidarietà e la capacità di donare. Noi stessi abbiamo sostenuto varie iniziative, tra cui quella a favore dell’unità di terapia intensiva di Trento, promossa dagli studenti dell’università: si è mobilitata tutta la cittadinanza e con tanti piccoli contributi sono stati raccolti oltre 300.000 euro.

Rodolfo Maralli – Direttore Commerciale & Marketing Banfi

  1. La “riprogrammazione” del Vinitaly al 2021, come saggiamente già deciso dal Prowein e da London Wine fair, è senz’altro una buona notizia, probabilmente tardiva nel timing, ma comunque attesa e gradita alla stragrande maggioranza dei produttori. Giugno era, oggettivamente, un periodo sbagliato, vuoi per la stagione in se (Verona, con i suoi 30/35° a giugno è buona per l’Opera, meno per degustare un buon Brunello) vuoi, soprattutto, per le attuali e negative contingenze legate al Covid-19 che, nemmeno nella più ottimistica interpretazione, vedevano nel mese di Giugno un periodo realmente “safe” per produttori e operatori del settore. Non ultimo, giugno è anche un mese dedicato ad importanti e non rinviabili operazioni in vigna che, specie per i piccoli produttori, rappresentano la vera priorità della stagione
  2. La crisi in atto è di quelle che fanno male e su cui è difficile, se non impossibile, fare credibili  e durature previsioni. Siamo di fronte ad un momento che segnerà, per la nostra vita umana e professionale, un prima e un dopo. E, soprattutto, siamo di fronte ad un presente complicato e ricco di difficili ed inattese sfide, che richiederà pazienza, fiducia e, soprattutto, passione per il nostro lavoro che, non dimentichiamocelo, è quello di vendere emozioni e sorrisi,. Noi, forti del nostro storico ed empatico legame con la forza vendita e con la clientela, stiamo facendo del nostro meglio per supportare, anche da un punto vista psicologico, i nostri partner commerciali, italiani ed internazionali, vecchi e nuovi. Lo facciamo con call e tasting virtuali, a distanza e con il supporto delle nuove tecnologie del mondo social, che accorcia le distanze, in un mondo del vino sempre più globale e connesso. Sul lato più pratico, sosteniamo quanto più possibile i canali ancora aperti, come la GDO e l’on-line, con quest’ultima che, specie in Italia, sta brillantemente ma faticosamente superando il primo e più difficile banco di prova. Ovviamente, stiamo anche lavorando ad un “dopo”, senza tuttavia speculare sulle difficoltà e sulla contingenza del momento, ma facendoci trovare pronti da un punto di vista commerciale e, come sempre, aperti al sostegno, fattivo e concreto, di chi è rimasto indietro.

Marzia Varvaglione – responsabile marketing di Varvaglione1921

  1. Noi avremmo avuto un grosso problema a giugno perché i nostri importatori non sarebbero potuti venire, bloccati nei loro Paesi dalla pandemia, considerando che dopo l’Europa ora sta colpendo gli USA ma anche il Brasile e il Sud America. E oltretutto, dopo le perdite di questo periodo nero, non credo avrebbero avuto le risorse per sostenere una manifestazione costosa come il Vinitaly, idem noi produttori. I piccoli, senza i clienti, avrebbero avuto una perdita certa. Ma anche aziende grandi come la nostra sarebbe stato un grosso sacrificio, dovendo sostenere, oltre al costo sostanzioso dello stand, anche quello di 12 persone (viaggio, hotel, vitto, ecc.). Aggiungiamoci poi i ristoratori che, visto il momento di crisi che stanno attraversando, nel momento in cui il mercato dovesse riprendersi non so quanta voglia avrebbero di perdersi giornate di lavoro per andare a Verona.
  2. Stiamo mettendo in atto diverse iniziative, social e online, per tenere compagnia e parlare con i nostri clienti e follower, raccontar loro cosa facciamo. Inoltre io, il direttore commerciale Italia e quello estero, insieme ai ragazzi del back office, tutti in modalità in smart working, ci sentiamo più volte a settimana con i nostri importatori (che sono anche nostri amici) sparsi in tutto il mondo, per tenere il contatto vivo in attesa che l’emergenza finisca e si possa ripartire.

Fiorenzo Dogliani – Patron Beni di Batasiolo

  1. Ritengo che Veronafiere abbia preso la decisione giusta. Da una parte, il mese di giugno, isarebbe stato un periodo troppo avanzato e, anche nelle migliori previsioni, i buyer esteri non sarebbero venuti. In questa situazione, tutta la manifestazione si sarebbe snaturata e perso il suo significato. Il Vinitaly è per noi una vetrina fondamentale, un appuntamento dove bisogna esserci, sia per gli italiani che per gli “stranieri”, per mantenere i contatti e curare i clienti. Alla luce di quanto sta accadendo, non credo sarebbe stato possibile.
  2. Siamo a personale ridotto, ma tuttora attivi. Ho comunicato a tutto il mio staff che, chi non se la sente, può usufruire delle ferie. In azienda siamo presenti solo in numero consono a rispettare le disposizioni anti contagio e anche la nostra logistica viene organizzata in modo adeguato. Per il resto, le enoteche sono chiuse, come i ristoranti e i bar, per cui puntiamo sulla grande distribuzione e, in misura minore, sulla vendita on line, ma qui c’è l’incognita dei corrieri che non sappiamo per quanto saranno attivi.

La ripresa sarà dura ma speriamo avvenga presto. Il nostro mercato principale è quello estero e faremo di tutto per ripartire il prima possibile. Uno dei nostri importatori ha confermato l’ordine, ma altri hanno preso tempo. In ogni caso, quando questo disastro sarà finito, penseremo a prenderci cura dei nostri clienti. Ma non possiamo sapere quando e il mio dubbio è quando riapriranno i ristoranti. Noi comunque ci saremo per sostenerli, quanto possibile, nel loro rientro alla normalità. La via per far ripartire il commercio sarà spingere sulla qualità e salubrità del prodotto italiano e speriamo che l’Italia e gli italiani rispondano in maniera positiva all’acquisto del prodotto nazionale, perché il loro sostegno sarà fondamentale.

Rossella Macchia – Responsabile comunicazione e marketing Poggio Le Volpi

  1. Giugno assolutamente no per ovvi e vari motivi. Innanzitutto, alla luce di quanto sta accadendo e accadrà la popolazione tutta va tutelata e, soprattutto nell’ipotesi che ad aprile o maggio si possa tornare alla normalità, bisognerà spingere forte per riprenderci da questo periodo difficile, dove le finanze saranno limitate.

Giugno no perché ci sarebbe stato poco o nulla da presentare, con le nuove annate dei rossi e dei bianchi già uscite e, anche se in piccola parte, già presenti in commercio.

Giugno no perché i buyer del nord Europa e America ci avevano già comunicato che non sarebbero venuti, chi per la pandemia, chi perché nel loro periodo di ferie.

Giugno no perché a Verona comincia l’opera e ci sono difficoltà per trovare strutture alberghiere disponibili.

Giugno no perché saremmo stati praticamente in estate e con il caldo e la bella stagione si aprono le riviere, la gente va al mare, i ristoranti dovrebbero ricominciare a lavorare. Chi verrebbe al Vinitaly?

Dobbiamo guardare al Vinitaly come se fosse un vino. Le bottiglie si producono solo se è una buona annata, altrimenti si attende l’anno venturo.

  • Domanda di riserva? La produzione e il lavoro in vigna vanno avanti. Ai primi segnali ci siamo subito tutelati e tutelato i nostri dipendenti, adottando tutti i presidi necessari, mascherine, guanti, igienizzanti, sanificazione degli ambienti interni ed esterni, postazioni e strumenti di lavoro. La struttura ristorativa è stata chiusa ancor prima dell’emanazione del decreto, a tutela nostra e del cliente.

Ora, tramite i social, stiamo mantenendo una comunicazione molto umana e vicina ai nostri clienti, che non vogliamo lasciare soli in questi tempi duri dove dobbiamo stare tutti chiusi in casa. Inoltre stiamo attivando un servizio di delivery per la consegna dei nostri vini al proprio domicilio. Se non possono venire da noi, andiamo noi da loro. Insomma lontani ma vicini, come in una grande famiglia.

Martin Foradori Hofstätter – Patron Tenuta J. Hofstätter

  1. Ritengo che Veronafiere abbia preso la decisione giusta, seguendo l’esempio di Prowein, fin da subito rimandato al 2021. Del resto il mese di giugno sarebbe stato un periodo molto delicato, dedicato all’esigenza di ripartire, con tanti altri problemi per la nostra clientela del canale ho.re.ca. che avrà altre priorità. Stesso discorso per gli operatori esteri, alcuni dei quali si trovano adesso a fronteggiare l’emergenza sanitaria.
  2. La nostra azienda ha la fortuna di poter contare su collaboratori capaci, che si sono da subito attivati per guardare avanti. Il lavoro in vigna prosegue, io stesso mi sono rimboccato le maniche e sono con i miei collaboratori in campagna. In cantina abbiamo ridotto il lavoro al minimo, svolgendo tutte le operazioni per garantire lo standard di qualità dei nostri prodotti  e gli uffici, anche questi operativi al minimo necessario, possono garantire il servizio ai nostri clienti. Abbiamo attivato alcune promozioni nella nostra piattaforma e-commerce per far recapitare a casa i nostri vini. Abbiamo inoltre guardato anche al sociale, aderendo con entusiasmo all’iniziativa di Tannico per dare un aiuto concreto con una raccolta fondi destinata all’ospedale Sacco di Milano, al quale verrà donato 1 euro per ogni bottiglia acquistata da una speciale selezione che include il Gewürztraminer Joseph di Hofstätter.

Cristian Calatroni – Patron Azienda Agricola Calatroni

  1. Giusto così. Alla luce di quello che sta accadendo nel mondo, avrebbe perso di senso perché a giugno il comparto ho.re.ca. sarà impegnato nella ripresa e dubito si potrà impegnare nella ricerca e nell’assaggio di nuovi vini. Ma anche perché buyer e pubblico estero a giugno non potranno viaggiare e venire qui in Italia. Il vino è un prodotto di lusso e, in questo momento, tutto quello che gli ruota attorno è fermo.
  2. La nostra è un’azienda colpita su più fronti: dal punto di vista delle vendite, completamente congelate, ma anche dal punto di vista turistico, perché al momento il nostro agriturismo interno è fermo. È in corso una vera e propria situazione di stallo, ma stiamo lavorando sui nostri contatti interni, facendo promozione ai prodotti, per poi magari spedirli a casa. La cosa che più mi auguro è che una volta finito questo periodo e passata l’emergenza, le persone ritrovino la voglia di uscire, di fare quello che abbiamo sempre fatto. Sarà importante sostenere le aziende come la nostra. L’obiettivo ora è debellare questo virus e avere certezza di eliminare tutti i problemi.

Giorgio Rivetti – Patron Contratto e La Spinetta

  1. Vinitaly è sempre stata una grande opportunità per noi ma riteniamo che in questo momento sia stato giusto saltare l’anno e riprogrammare tutto ad aprile 2021. Noi avevamo già negato la nostra partecipazione a giugno perché non rispettava le nuove annate del vino.
  2. Abbiamo ovviamente dovuto sospendere tutte le attività di accoglienza in cantina, ma se possibile ci stiamo dedicando anche con maggior vigore all’attività in cantina e nel vino, penso che il 2021 sarà un’ottima annata. La vita non si ferma, la natura ora è in fiore e quindi anche l’azienda agricola continua la sua attività, rispettando ovviamente sempre le norme di sicurezza. Il 90% di Spinetta e il 75% di Contratto sono venduti all’estero e in questo momento notiamo una ripresa della domanda in Cina, Giappone e Asia, mentre fino alla scorsa settimana abbiamo consegnato negli Usa, quindi ritengo sia solo una questione momentanea per poi ripartire più attivi di prima.

Paolo Rametta – Patron Azienda Poggio della Dogana

  1. La situazione attuale e l’incertezza totale che caratterizzerà i mesi a venire ci aveva già fatto dire “no” al Vinitaly a giugno. È difficile immaginare che gli spostamenti internazionali ritornino alla normalità a stretto giro e quindi un evento di portata mondiale come il Vinitaly non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi. Una decisione maturata a malincuore visto il grande danno per i produttori, come noi, che lavorano tutto l’anno per potersi presentare al meglio a questo evento. Danno che si manifesta materialmente anche nei costi già sopportati e che non verranno rimborsati.
  2. Stiamo navigando a vista. La situazione è talmente fluida che nessuna stima o previsione è attualmente fattibile. Abbiamo nel frattempo cercato di stimolare le vendite prolungando le promozioni, in accordo con la nostra distribuzione. Stiamo cercando di contenere al massimo i costi, monitorandoli attentamente. Riguardo gli investimenti, il nostro programma rimane al momento inalterato.

Simone Cecchetto – Patron cantina Ca’ di Rajo

  1. Il rinvio al 2021 è la scelta più corretta, sull’esempio Prowein. Non avrebbe avuto senso pensare a una fiera a giugno, le occasioni di B2B sarebbero state ridottissime. Oggi abbiamo bisogno solo di lavorare sodo per ripartire più forti di prima.
  2. Stiamo navigando a vista. La situazione è talmente fluida che nessuna stima o previsione è attualmente fattibile. Abbiamo deciso sin da subito di favorire lo smart working per tutelare i nostri collaboratori. Il nostro reparto commerciale, e in particolare i nostri export manager, stanno lavorando per assicurare consegne e servizi puntuali ai nostri clienti. Insieme alla nostra responsabile marketing abbiamo attivato strategie mirate per incentivare le vendite attraverso il nostro shop online.

Loretto Pali – Patron azienda vinicola Castello di Spessa

  1. Giusto così, Vinitaly quest’anno non andava fatto. Non avrebbe avuto aspetti positivi, ma solo costi non ammortizzabili. Un anno che purtroppo va considerato perso.
  2. Fronteggiamo la crisi usando tutti i mezzi a nostra disposizione, per una riorganizzazione interna (risorse, miglioramenti, ecc.), in modo da poter affrontare adeguatamente e preparati la ripresa che tutti ci auguriamo possa arrivare presto..

Francesco Gambino – Patron Azienda Vitivinicola Gambino

  1. Noi non partecipiamo al Vinitaly dal 2008 e non perché non lo reputiamo utile, ma perché siamo assorbiti in modo significativo nell’enoturismo e le date di aprile sono sempre coincise con la nostra piena stagione lavorativa.
  2. In 15 giorni lo scenario è cambiato totalmente. L’epidemia si allargata e le opportunità di vendita si sono drasticamente ridotte. Sono saltati tutti gli appuntamenti. Il contraccolpo è stato durissimo. Noi abbiamo messo al primo posto la salute dei nostri dipendenti e della nostra famiglia. Stiamo lavorando con personale ridotto: l’enologo, il cantiniere e due amministrativi. Gli operai non pranzano insieme, stanno su piani diversi ed evitano di incontrarsi. Ma la natura non si cura dell’epidemia e la vite sta continuando il suo ciclo. C’erano vini già pronti per essere imbottigliati e non abbiamo potuto bloccare tutti i processi.
    Vendiamo on line, abbiamo un nostro e-commerce, ma non è assolutamente sufficiente, tra l’altro il vino non è un genere di prima necessità ed è tutto direttamente proporzionale alla gestione dell’epidemia. La natura, tra l’altro, non si cura dell’epidemia e la vite sta continuando il suo ciclo. C’erano vini già pronti per essere imbottigliati e non abbiamo potuto bloccare tutti i processi. Sul futuro non posso fare previsioni, tutta l’Italia deve superare questo momento per ripartire al più presto. Prima di tutto devono stare bene le persone, ma ripartiremo trovando il modo di farcela insieme.