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ADLER Spa e Resort Dolomiti e la cucina dello chef Martino Longo

Tra le cime maestose e i paesaggi verdeggianti delle Dolomiti, nel cuore della Val Gardena, sorge ADLER Spa e Resort Dolomiti dove vivere una vacanza da sogno completamente immersi nella natura senza tuttavia rinunciare al relax e al comfort.

In questo luogo in cui la tradizione incontra la modernità e il minimalismo l’eleganza, dove ci si reca per staccare la spina e godere delle bellezze che le montagne hanno da offrire, oltre alle numerose attività da svolgersi all’aria aperta proposte dalla struttura (dall’ e-bike, allo sci) e alla Spa con i suoi innumerevoli servizi e con la sua nuova sala relax, è anche possibile vivere un’esperienza culinaria e gastronomica incentrata sui sapori del territorio. Tra l’altro, inaugurato nel 1810, l’ADLER Dolomiti è stato il primo SPA Resort di Ortisei e rappresenta l’anima storica e la memoria del Gruppo ADLER.

La proposta gastronomica di chef Longo

A firmare la proposta gastronomica dell’ADLER, lo chef Martino Longo, trentino doc, che dopo diverse esperienze in giro per il mondo, è approdato all’ADLER condividendo a pieno la filosofia che il resort segue.

Lo Chef Longo, infatti, basa la sua cucina sul concetto di sostenibilità e rispetto per l’ambiente circostante avvalendosi prettamente di materie prime locali che impiega in base alla disponibilità e alla stagionalità per realizzare piatti tipicamente di montagna con qualche influenza mediterranea.

L’ADLER Spa Resort DOLOMITI gode di una posizione davvero strategica: è collegato direttamente alla zona
pedonale del Paese ed ha accessi diretti al comprensorio sciistico ed escursionistico del Dolomiti Superki, il più grande del mondo, grazie ai suoi 1200 km di piste. Dallo skiroom della struttura, una scala mobile porta direttamente alla funivia del Seceda. A pochi minuti a piedi dall’Hotel si trovano l’ovovia per l’Alpe di Siusi e la funicolare per il Rasciesa.

La storia di ADLER Spa Resort

Dagli inizi degli anni ottanta, la conduzione è in capo ai fratelli Andreas e Klaus Sanoner insieme alle rispettive mogli: Verena e Karin. Con il nuovo millennio si afferma il desiderio di volare oltre i confini della Val Gardena. Nel 2004, nel pittoresco paesaggio della Val d’Orcia (SI), viene inaugurato l’ADLER Spa Resort THERMAE. Nel 2008
nasce l’ADLER Spa Resort BALANCE di Ortisei, una struttura dedicata alla prevenzione e alla salute, dotata di centro medico interno. Un viaggio di famiglia in Africa ispira la creazione di luoghi di ritiro immersi nella natura: nel 2014 apre l’ADLER Lodge ALPE sull’Alpe di Siusi (BZ) e nel 2019 nasce l’ADLER Lodge RITTEN sull’altipiano del Renon
(BZ). Con Franziska, Moritz, Lukas e Maximilian Sanoner, la settima generazione entra a far parte dell’azienda di famiglia dando una forte spinta allo sviluppo. In prima linea nella realizzazione dell’ultimo progetto, l’ADLER Spa Resort Sicilia, i “giovani Sanoner” si sono distinti per l’ importante contributo in termini di nuove idee e competenze,
dimostrando una particolare sensibilità al tema della tutela ambientale.

Abbiamo rivolto proprio allo chef Longo qualche domanda sulla sua idea di cucina.

Nella bio si dice ristoranti stellati in Italia, Francia e Spagna. Mi puoi indicare quali?

In primis il Ristorante Gelius a Oderzo, il Ristorante San Domenico, 2 stelle Michelin a Imola, poi la volta di Verona al Ristorante Perbellini (ora 2 stelle Michelin), poi il Ristorante Malga Panna a Moena, l’Atelier de Joel Robuchon a Parigi e da Martin Berasategui, 3 stelle Michelin in Spagna”.

E cosa può dirci aver imparato da queste esperienze?

In Italia direi essenzialmente le basi della cucina. Dalle esperienze in Francia, invece, rigore, disciplina e forza. In Spagna direi il concetto di cucina molecolare e il fatto di pensare fuori dagli schemi“.

Clientela straniera e italiana, quali percentuali, e che differenze di usi/palato riscontri?

“L’ospite italiano è molto esigente, tende a fare molti confronti sia con altri ristoranti che anche con quello che non conosce già ed è molto scettico per quanto riguarda “novità” o ciò che non conosce. D’altro canto, l’ospite straniero ha più aspettative sui primi piatti, ma tendenzialmente è un ospite più facile da stupire“.

Quale pensi sarà il futuro dell’alta cucina? In Italia e all’estero.

Penso che la tendenza sia un pò uguale in tutto il mondo al momento. Quindi l’idea di andare verso una cucina più locale e sostenibile, che si faccia ambasciatrice del territorio e che rappresenti lo stesso in modo innovativo e creativo”.

Piccoli produttori: quali sono i tuoi agganci a km zero ?

Tra i miei agganci a km 0 sicuramente Formaggio del Maso “Hof zu Fall” di Castelrotto oppure di “Degust” in Val Pusteria“.

La tua filosofia in cucina?

Mi piace proporre una cucina sostenibile che rifletta il cambio delle stagioni. C’è il momento giusto per ogni cosa, non tutti i prodotti sono disponibili sempre. Questo è un bene, perché così valorizziamo ciò che cuciniamo e mangiamo.
Cerco sempre di realizzare una cucina che sia strettamente legata al territorio. La mia proposta per l’Hotel ADLER Spa Resort DOLOMITI sarà una cucina di montagna e piatti con influenze mediterranee; realizzati prevalentemente con i prodotti “ADLER Regional Partner”; ossia con gli ingredienti genuini che provengono dai coltivatori e aziende agricole locali, con le quali l’ADLER ha instaurato nel tempo un rapporto di fiducia. Una cucina concreta e sincera, dunque, che riduca al minimo gli sprechi e promuova il valore e il piacere del cibo
“.

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