Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 27 Maggio 2022

Amari siciliani, l’irrinunciabile fine pasto di origine araba. I nostri migliori assaggi

amari siciliani

Non c’è pasto in Sicilia che si possa concludere degnamente senza un bicchierino di amaro. Noi vi suggeriamo alcuni di quelli che meglio rappresentano la tradizione regionale.

Sorseggiati come digestivi o utilizzati nei cocktail, lisci o con ghiaccio, gli amari sono gli ingredienti fondamentali per la riuscita di pranzi e cene di cui, come da tradizione araba, sono la perfetta conclusione. 

Gli Amari ieri

Le prime infusioni alcoliche a base di erbe che avevano una funzione medicamentosa risalgono al ‘700 e sono di origine araba. Bisogna poi arrivare al 1300 per avere una produzione a uso fitoterapeutico che li rendesse idonei alla cura di alcune malattie. Tra queste, ad esempio, la malaria e il vaiolo contro i quali si riteneva che avessero effetti curativi o, comunque, ritardanti dell’incedere della malattia.

Si deve, però, alla scoperta dell’America e al conseguente arrivo delle spezie in Europa la piacevolezza palatale degli amari. Motivo del successo riscosso prima alla corte di Caterina de Medici e poi, da metà ’800, nei salotti aristocratici.

La parola “Amaro”, nell’accezione di una specifica bevanda, compare sui manuali e nei libri attorno al 1897. In questo periodo gli elisir e i preparati  farmaceutici grazie all’aggiunta di zucchero, diventano apprezzati digestivi (o ingredienti nei cocktail). Ottime bevande per concludere il pasto.

Gli Amari oggi 

Se, tuttavia, per decenni sono stati relegati al ruolo marginale di  semplice fine pasto in bar e trattorie di paese, negli ultimi anni gli amari si sono presi la loro rivincita rubando la scena agli altri spirits nel mondo della mixology. Non solo. Hanno anche fatto il loro ingresso tra gli ingredienti gourmet più amati dagli chef stellati.

Così, dal passato riemergono formule antiche che si scomodano nel tentativo di ridar vita a “formule  magiche” in grado di incantare il palato. Una moda partita dagli Stati Uniti  che, ben presto, ha contagiato tutta l’Italia. Non a caso proprio nella Capitale è stato aperto l’Amaro bar del Il Marchese nella centralissima via Ripetta. Si tratta del primo locale tutto dedicato agli amari. Vanta oltre 500 etichette, per la maggior parte italiane, tra cui spiccano alcune “chicche” territoriali, limited edition e una selezione di amari “vintage”.

Oggi se, da una parte, si assiste al ritorno sulla cresta dell’onda di marchi storici della liquoreria italiana, dall’altra vi è il pullulare di piccole produzioni locali che recuperano i segreti degli speziali per proporre prodotti per il mercato internazionale. 

Gli Amari siciliani

Quello degli amari siciliani, poi, è un argomento particolarmente affascinante che merita un capitolo a sé. L’amaro, infatti, rappresenta per i siciliani un irrinunciabile piacere della tavola che chiude degnamente ogni pasto che si rispetti accompagnando il palato con grazia ed eleganza.

Bere un amaro in Sicilia, infatti, oltre a facilitare la digestione o rendere un cocktail aromatico, riesce a distillare tutto il gusto più armonioso della tradizione mantenendo costante il contatto con il passato e con la storia del territorio. 

I nostri assaggi

Quella che, di seguito, vi proponiamo è una panoramica di alcuni dei migliori amari siciliani, tutti di produzione artigianale creati a partire da ricette tradizionali per gustare un autentico “sorso di Sicilia”. 

Amaranca

Amaranca nasce dal perfezionamento di un’antichissima ricetta segreta di famiglia, tramandata di generazione in generazione. Il suo gusto dalla forte personalità, caratterizzato da un sorso armonico e fresco regalato dal frutto dell’arancio selvatico siciliano (citrus aurantium), la madre di tutti gli agrumi della Conca d’Oro, cui si uniscono le note aromatiche estratte dalle erbe officinali e radici raccolte alle pendici dell’Etna, lo rende riconoscibile, al di là delle imitazioni, creando un unicum inconfondibile.

Amara Caroni

Amara Caroni, la limited edition, nata dall’incontro tra le note amare delle scorze di arance rosse IGP Sicilia di Amaro Amara arricchite dai profumi delle erbe aromatiche dell’Etna, con le botti che hanno contenuto rum Caroni, un distillato mitico per gli appassionati e i collezionisti di tutto il mondo. Un processo di produzione lento e paziente (l’affinamento dura 12 mesi) che rende Amara Caroni un liquore originale e unico nel suo genere. All’interno di una cantina in pietra lavica ai piedi dell’Etna, Amara Caroni si arricchisce dagli aromi rotondi e vellutati rilasciati dal legno. Le sei botti di rovere americano da 190 litri permettono ai sentori distintivi degli agrumi infusi in Amara di raggiungere un nuovo stato di maturazione grazie alla morbidezza e al tono vanigliato rilasciato dal legno. 

Amaro della Santuzza

Amaro della Santuzza è un liquore alle erbe dedicato alla patrona di Palermo, preparato con una selezione delle specie vegetali che si trovano lungo il tragitto che va da Monte Pellegrino alla Quisquina, ribattezzato “Itinerarium Rosaliae” ovvero il Cammino di Santa Rosalia. L’idea si deve all’intraprendenza di Don Gaetano Ceravolo, al servizio del santuario dal 2008, che dopo aver assaggiato nel 2013 a casa di una coppia di amici, i coniugi Pizzuto, un liquore prodotto dall’azienda Sclafani di Bolognetta, decide di rivolgersi a questa per far produrre un liquore in onore della Santuzza. Ci vorrà un anno per mettere a punto la “ricetta perfetta”.

Nel novembre 2014 nasce così l’Amaro della Santuzza costituito da un infuso di finocchietto selvatico, mentuccia, iperico e aloe vera che insieme all’acqua, allo zucchero e al caramello, diventano i semplici ingredienti del primo ed unico “Amaro di Palermo” così come si trova scritto nell’etichetta che ben rappresenta lo spirito del liquore prodotto dall’Opera Don Orione.

Amacardo Red

Amacardo Red nasce dall’incrontro tra le scorze d’arancia e il carciofino selvatico dell’Etna. L’amaro presenta un colore ambrato, offre profumi aromatici e regala un sapore caramellato, dolce e profumato. Un amaro da servire ghiacciato a tavola per eventi importanti. Esiste anche la versione Amacardo Black in cui il  carciofino selvatico dell’Etna è usato “in purezza” e sorprende con il suo gusto agreste e amabile. È un digestivo al sapore di Sicilia prodotto con i carciofini selvatici che nascono intorno al prezioso vulcano. 

Amaro Indigeno

Amaro Indigeno il cui nome indica che gli ingredienti utilizzati sono tutti siciliani, in particolare della zona dell’Etna. Il sorso alterna con eleganza il dolce e l’amaro. Per primo arriva la dolcezza del melograno, insieme alla scorza di arancia dolce e alla carruba, regala la nota aromatica e fruttata che si percepisce al primo sorso.  In chiusura volge verso l’amaro grazie al sentore di erbe spontanee cresciute ai piedi dell’Etna. Grazie a queste caratteristiche si presta bene alla Mixology oltre che come ingrediente di alcuni piatti gourmet cui conferisce una piacevole nota amaricante.

Amaravigghia

Amaravigghia (in siciliano “la meraviglia”) è l’amaro che fa parte de “I Gioielli del Gusto” la linea di prodotti enogastronomici di Isolabella Gioielli, il brend catanese che ha deciso di puntare sulle eccellenze siciliane. Nasce dall’abbraccio di alcune erbe che si trovano sul vulcano Etna grazie al  clima e temperature favorevoli alla crescita spontanea con l’infuso di scorze dell’agrume mani di Buddha. In particolare il  ginepro, la genziana, la corteccia di Cinchona e l’assenzio. Queste erbe regalano all’amaro profumi e sapori davvero straordinari in grado di donare ad ogni sorso una emozione di Sicilia. 

Amari Siciliani

Amari Siciliani è una giovane azienda a gestione familiare in provincia di Palermo che ha prodotto una intera linea di referenze di amari. L’Amaro Sabbenerica, il cui nome è un antico saluto usato in Sicilia da nonni e bisnonni fino agli anni ’50. Il significato letterale è “sia benedetto”, quindi oltre che un saluto è anche una benedizione e l’augurio di una buona giornata. Tra gli ingredienti carciofo, alloro, limone e zenzero sapientemente  miscelati per un sorso intrigante e raffinato dal finale persistente. 

BeddAmari

BeddAmari è la nuova linea di amari siciliani che fa capo al brend Sicaffè, fondata a Palermo nel 2011 da Giacomo Duro, giovanissimo imprenditore con la passione eccelsa per l’espresso. Con lo stesso entusiasmo di dieci anni fa oggi nasce un altro brend che ha lo stesso obiettivo di esaltare la territorialità e la sua tipicità, attraverso la scelta del naming (che ricorda la tipica esclamazione dialettale siciliana “Beddamatri”) e dello stile.

Ispirato dalle maioliche simboli rappresentanti della Sicilia, il decoro usato riporta ai carretti siciliani, emblema dello sviluppo economico della regione. Il risultato si può definire un incontro tra tradizione e innovazione, folclore e semplicità.

Quattro le etichette: Cocciu d’Amuri con arancia amara e mandorle, sublime connubio di due tipicità locali che si inseguono in un continuo gioco di  armonici rimandi; Ciuriddu con cedro, zenzero e alloro, ideale digestivo a fine pasto; Perla Nera con cacao e cannella, intenso e profondo come il mare che circonda l’isola di Ustica il cui nome è un tributo e, infine, Testa di Moro seducente e aromatico grazie all’incontro dell’alcol con l’infuso di caffè espresso Sicaffè, ottenuto dalle migliori selezioni di Arabica e Robusta. 

Mannamaru

Mannamaru è l’amaro siciliano che nasce alle pendici dell’Etna, prodotto in piccole quantità, utilizzando mandarini biologici  che vengono selezionati con cura da agricoltori del territorio. Si tratta di un progetto integralmente ideato da due giovani siciliani, Gaetano Peci e Salvo Cosentino che, spinti dall’amore per la propria terra, danno vita a questo amaro che si distingue per la sua unicità ed originalità e per omaggiare la Sicilia con il suo agrume dal profumo più raffinato, il mandarino. È il nome del mandarino che ispira l’idea del naming “Mannamaru”, frutto dell’unione delle due parole siciliane “manna” – come manna-rinu, che sta per mandarino – e “amaru” – amaro -. La fusione dei due vocaboli s’intreccia in un’ulteriore gioco fonico trasformando la denominazione originale nell’espressione (m’annamuru) termine che in italiana si traduce in “m’innamoro” proprio come ci si innamora di questo liquore di cui ogni bicchierino è un sorso di Sicilia.

Nepeta

Nepeta è l’unico tra gli amari siciliani ottenuto dall’infuso di nepitella biologica e Limone di Siracusa IGP. Il suo gusto straordinario, dato dall’incontro tra erbe aromatiche e agrumi di Sicilia che regalano un profumo inconfondibile, è perfetto per un fine pasto fresco e digestivo o per un cocktail estivo e dissetante.

Rosso Amaro

Rosso Amaro nasce dall’inaspettato e insolito incontro tra le uve rosse di Nero d’Avola e selezionate erbe aromatiche e officinali. Le sue indiscusse proprietà digestive lo rendono il complemento ideale di ogni momento conviviale e un ottimo fine pasto. Esprime il carattere siciliano e il profondo legame con il territorio siracusano. I vitigni di Nero d’Avola gli conferiscono, inoltre, una forte personalità, un gusto corposo e un intenso. 

Oltre al Nero d’Avola, alloro, cardo, cannella, timo, carruba, scorza d’arancia sono solo alcuni degli ingredienti di Rosso Amaro. Questi vengono sottoposti ad processo di macerazione e infusione lungo e lento. Ne risulta un sorso corposo e deciso piacevole al palato, con delicato retrogusto amaro delle erbe aromatiche, che lascia una delicata freschezza balsamica e un finale persistente. 

Shurhuq

Shurhuq, nasce dal progetto di Salvo Neri e Nicola Cammisano, due amici prima che soci, che hanno fatto del succo di melograno e arancia amara assaggiato in un mercato di Istanbul, un liquore che rappresentasse, anche grazie all’aggiunta del finocchietto selvatico, le eccellenze siciliane.

Anche la scelta del naming, che in arabo significa “scirocco”, il vento caldo che proviene dalle lontane terre a sud-est e il logo rimandano ai mori che dal deserto sono giunti in Sicilia lasciando la loro impronta indelebile nelle tradizioni enogastronomiche. Da quelle stesse terre proviene, infatti, originariamente l’ingrediente principale, il melograno, frutto ricco di vitamine minerali e antiossidanti. Il succo di melagrano arricchito con infuso di arance e finocchietto selvatico, tutti rigorosamente made in Sicily, sono i caratteri distintivi di questo amaro, prodotto a Bolognetta, in provincia di Palermo, ottimo bevuto con ghiaccio a fine pasto per le sue proprietà digestive oltre che adatto alla preparazione di cocktail durante la bella stagione. Oggi, a due anni dalla nascita, i due soci lanciano un nuovo progetto che accosta a questo liquore una raffinata collezione di bicchierini di ceramica realizzati dall’artista bagherese Laura Buzzetta che raffigurano le classiche teste di moro, sia uomo che donna, sia bianche che more, di cui è possibile richiedere la collezione completa tramite lo shop on line.

Spinamara

Spinamara, è il liquore a base di due dei frutti siciliani più rappresentativi: il ficodindia e l’arancia rossa, con l’aggiunta del cardo selvatico. E’ nato a Belpasso, piccolo centro alla pendici dell’Etna, un prodotto, unico e innovativo, dall’idea di due sorelle, Sara e Francesca Piana, studentessa universitaria la prima e imprenditore agricolo e della ristorazione la seconda che hanno dato il via ad un progetto, tutto “Made in Sicily”, creando il primo digestivo naturale di ficodindia, arancia e cardo selvatico accompagnato da un mix di erbe aromtiche che regalano un sapore inconfondibile e genuino. L’idea nasce dalle letture delle due sorelle di un’antico scritto ritrovato su alcune usanze dei monaci che allocavano nel convento di San Vito sull’Etna nel XV secolo in cui si parla di “un liquore a base di ficodindia, frutti di arancio amaro, e miscelanza di foglie di cardo e erbe aromatiche”di cui le due giovani imprenditrici siciliana hanno cercato, riuscendoci, di ricreare l’intensità che nasce dai profumi dei frutti bilanciate dal cardo selvatico che rende piacevole ed equilibrato ogni sorso.