Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 24 Maggio 2019

Bruno Barbieri ad Expocook 2019: “finalmente il mestiere del cuoco è diventato importante”

Come vi avevamo anticipato, negli spazi della Fiera del Mediterraneo di Palermo si sta svolgendo in queste ore Expocook 2019, la manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche siciliane con oltre 130 aziende espositrici e un programma davvero ricco di eventi tra tavole rotonde, show cooking e dibattiti.

L’evento, unico nel suo genere in Sicilia, attira ogni anno tantissimi buyers e operatori del settore provenienti da tutta Italia, ma non solo. Oggi, a visitare la Fiera del Mediterraneo, c’eravamo anche noi di MangiaeBevi e abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Bruno Barbieri, pluristellato chef e noto giudice di Masterchef.

Lui si è rivolto ai giovani cuochi presenti sul palco e in sala, raccontando gli inizi della sua carriera e l’impegno che ci vuole per raggiungere il successo. Ha parlato di prodotti del territorio e di Sicilia ma anche di televisione e social e della visibilità che hanno contribuito a dare al mestiere dello chef.

In questa fiera, oggi, ho visto tanti giovani che saranno il futuro della ristorazione italiana. A loro voglio dire di continuare così. La strada è dura ma dovete mettercela tutta. – ha detto Barbieri – La Sicilia ha sempre dato molto in questo campo. Continuate così”.

Bruno Barbieri e Fabio Sciortino, lead project di ExpoCook

Ho lavorato sulle navi all’età di 17 anni. È stata una grande esperienza, formativa, professionale e tecnica. Ho imparato molte cose. Quando mi sono imbarcato io, molti anni fa, c’era ancora tutta quella parte di cucina francese che in realtà erano le tecniche, il rigore, il modo di porsi, di fare brigata e di fare cucina. Non dobbiamo dimenticarci che la cucina non è fatta solo dallo chef, è fatta da un team, un gruppo, una squadra. Lo chef è solo l’allenatore di grandi talenti“.

Mia nonna è stata un po’ la musa. Io ho vissuto in una famiglia dove il cibo era importante. Mia nonna è stata la prima che ogni giorno mi raccontava le sue storie. Da lì è iniziata la mia carriera, la mia storia. Mi ricordo che quando facevo l’asino, come si dice dalle mie parti, lei mi menava con l’ortica. Ecco, nei miei menu l’ortica non è mai entrata” ricorda scherzosamente lo chef.

Finalmente il mestiere del cuoco è diventato importante grazie al lavoro di tanti chef, grazie a noi che abbiamo la fortuna di stare in televisione e raccontare questo mestieri. Ma non è tutto rose e fiori come appare in televisione. Bisogna spendere molta energia, fare tanti sacrifici, avere anche un po’ di talento. Bisogna impegnarsi. Con Masterchef cerco di scoprire talenti, ma lo facevo anche prima nella mia brigata. Riuscire a trovare persone di talento da far crescere, come hanno fatto con me. Ci vuole anche la fortuna di trovarsi al momento giusto nel posto giusto e soprattutto di incontrare e seguire grandi chef. Io sono sempre stato un po’ una carta assorbente. Ho lavorato con grandi chef senza mai parlare perché ho sempre pensato che un giorno sarebbe arrivato il mio momento“.

Non è mancato un riferimento alla Sicilia, la vera protagonista di Expocook con i suoi prodotti e la sua storia.

“La Sicilia è un territorio con una grande materia prima. Dove c’è un prodotto straordinario. C’è il mare, il sole e un sacco di cose straordinarie. Ci sono tanti piccoli produttori che hanno voglia di raccontare una storia. Non dobbiamo dimenticare una cosa noi chef: tutto quello che arriva nelle nostre tavole è perché prima c’è qualcuno che ha raccolto i prodotti dell’orto, che ha munto e prodotto formaggi straordinari. C’è un lavoro a monte della filiera e questa è una storia che gli chef devono raccontare con i piatti”.

Da grande chef, nel discorso di Barbieri non sono mancati i suggerimenti e i consigli dal punto di vista dell’alimentazione.

“Seguire rigorosamente la stagionalità. Seguendo le stagioni staremo meglio anche noi. Perché dovremmo mangiare le fragole a dicembre? Le fragole ci sono a giungo. Poi mangiare sano. Io non sono per l’estremismo gastronomico. Sono più per raccontare una cucina moderna attingendo nella storia. In Sicilia, che ha avuto tante contaminazioni orientali, c’è il profumo delle spezie, dei fiori, gli elisir, i concentrati. Tutto questo fa parte di una cucina interessante”.

Televisione e cucina. Quanto ha influito l’esposizione televisiva al successo del lavoro di cucina?

“La televisione è il messaggio più veloce e facile per poter raccontare un mestiere. Con Masterchef abbiamo fatto un lavoro straordinario. Cercavamo persone normali che avevano un sogno nel cassetto. Oggi tanti ragazzi che hanno fatto Masterchef, dirigono un ristorante. I social fanno parte della nostra storia oggi. Siamo un popolo moderno. L’importante è raccontare, anche con i social, delle storie vere”.