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Di geografia e di stile: ecco il nuovo Confini Restaurant, a Pozzuoli

confini restaurant

Campania negli indizi culinari e nelle icone scaramantiche sparse nel ristorante. Il resto è contaminazione e soprattutto allegria: da Confini Restaurant vogliono giocare e noi accettiamo.

Pozzuoli, terra florida per la stessa ragione per cui balla. Area flegrea con tutto il suo bagaglio di vulcanica ricchezza. E proprio sul confine con Napoli, nel 2022 apre Confini Restaurant, nome suggerito dalla geografia dei luoghi e da una camaleontica proposta gastronomica, quella di Giuseppe Mellone, lo chef. L’avventura inizia con tre giovani imprenditori, Antonio Ippolito, Giovanni Conturso e Carmine Ferrara. Volutamente citiamo chi osa l’investimento in territori non facili. Guardando sempre il sole e non solo la sua ombra.

A proposito, se riuscite ad incrociare l’ora giusta, dalle vetrate di Confini Restaurant il tramonto lascia senza parole e, non per caso, il ristorante si articola in due sale adiacenti. La prima, da 24 coperti, stile lounge perfetto per un drink. L’altra sala, sempre da 24 coperti, fa più ristorante, colorata, a tratti infuocata, materiali, luci ed accessori en pendant con il resto, piatti compresi.

La proposta

Pane che arriva dalle mani del maestro Carlo Di Cristo, la Campania che riecheggia negli ingredienti, ma la forma è nuova, spesso thai e non solo. Iniziamo con un Sorbetto al lime profumato da sale sulfureo: il tributo alla vicina solfatara è un dovere e diventa una vellutata delizia. E appalusi per chi fa iniziare una degustazione con le temperature basse, evitando di propinarle a fine pasto, stroncando uno stomaco già in piena digestione.

Tra gli assaggi, Gyoza al vapore e fritti (ravioli giapponesi), ma troverete anche tanta Spagna nelle Croquetas accompagnate da salsa bravas, a base di maionese, salsa di pomodoro e aglio.

Per quanto ci riguarda, nominiamo piatto del cuore l’Anguilla in cialda di grano. Succulenza e croccantezza. Anguilla affumicata al legno di ciliegio, aromatizzata con aneto e aceto di karkadè: una tesi di laurea su texture, contrasti e armonia.

Sul podio sale anche Frozen Oyster Martini, foglia di ostrica con avocado sferificato, Gin e Martini. Qui il sommelier, Fabio Gatta, sfodera un colpo da maestro abbinando un Sakè Konishi Hiyashibori Gold. E se è vero che mangiare è un po’ come viaggiare, la sensazione da Confini Restaurant è stata sicuramente questa. Compresa la forchettata di Spaghetti con cacio, pepe e pere che ha tutta l’aria di chiudere il cerchio per poi riaprirlo chissà dove, chissà quando.

Lasciatelo viaggiare, chef Mellone. In sala gli tiene testa un ottimo sommelier che sa fare digressioni colte su Saké, grandi classici, curiosità e novità. Per noi, un piacere riassaporare calici di Vintage Tunina Jermann 2020 e di Viognier Omina Romana 2017.

Lo chef

Giuseppe Mellone, classe ’85, ci sorprende non poco. Con estrema simpatia si annuncia burbero e antipatico e parte con il racconto. “Vi deludo se qui non ci sono storie di nonne che mi preparavano brodini ispiratori, eccetera? Sono partito da zero, anzi, sono partito letteralmente”.  

Ad un certo punto della vita intuisce che gli obiettivi primari erano diventati due: lasciare casa e lasciare l’Italia. Fare esperienza, insomma. E al contempo intuisce che per potersi permettere questo giro di giostra, la cucina poteva essere la chiave. Un linguaggio internazionale, mondiale, che tutti comprendono e accolgono con gioia. Un linguaggio che certamente già lo appassionava. Cuoco autodidatta, prima ancora giornalista, nonché gelatiere e pasticciere. Per questo non ci perdoneremo mai di non essere stati all’altezza dell’assaggio del dolce finale. Ma una promessa è una promessa.  À la prochaine.

Info utili

Confini Restaurant

Via Napoli, 221

80078 Pozzuoli

+39 081 359 9202

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Aperto a cena, dal martedì al sabato

Sabato e domenica anche a pranzo

Chiuso domenica a cena e lunedì

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