Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Sabato 20 Gennaio 2018

Fuorilegge l’olio di 3 ristoranti su 4

Il 76% delle oliere nei locali italiani o non presenta indicazioni sul contenuto o non è predisposta di tappo antirabbocco: lo dice un’indagine della Coldiretti. Che poi avverte: il costo delle bottiglie è destinato a impennarsi a seguito del crollo del 38% della produzione

Salviamo l’olio made in Italy. E’ questo il grido che si alza a seguito della Giornata Internazionale dell’Olio Extravergine che ha visto accorrere circa 10mila produttori dello Stivale al Mandela Forum di Firenze, dove ad aspettarli c’era tutto o quasi lo stato maggiore della Coldiretti, che per l’occasione ha presentato anche un’indagine secondo cui in media nei ristoranti sono fuorilegge tre contenitori di olio d’oliva su quattro.

Nello specifico, si legge nel documento, il 76% delle oliere utilizzate non rispetta l’obbligo del tappo antirabbico, entrato in vigore per legge europea dal 2013: nel 33% dei casi c’è un’oliera senza alcuna indicazione sul contenuto, nel 43% una bottiglia di olio con etichetta ma con tappo che permette il rabbocco.

Risultato: solo il 24% dei ristoranti italiani serve una bottiglia di olio con etichetta e tappo antirabbocco a norma di legge.

Un dato che si aggiunge ad un contesto, quello dello Stivale, in cui sono quadruplicate le frodi nel settore degli oli e dei grassi con un incremento record del 278% dei sequestri di tali prodotti contraffatti o falsificati, come certifica l’analisi della Coldiretti relativa al 2015 e realizzata in sinergia con i carabinieri dei Nas.

Tra le frodi più comuni, la vendita di olio straniero spacciato per “made in Italy” e il confezionamento di olio di semi che viene adulterato e fatto passare al pubblico come extravergine.

Non bastassero le cattive notizie, il costo di bottiglie e litri è destinato a spiccare il volo nei prossimi tempi a seguito del “crollo del 38% – a causa della mosca olearia, ndr – della produzione di olio di oliva in Italia che scende ad appena 298 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici di sempre, con effetti inevitabili sui prezzi”, comunica la Coldiretti.

La grande sfida dell’agroalimentare sarà «dare una maggiore informazione al consumatore, tracciabilità, etichettatura per le produzioni di qualità» assicura il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina. Che poi spiega come a tutela della qualità dell’olio ci sia ora «un’etichetta più chiara, e tra le novità, c’è anche l’indicazione della data di raccolta, che in Italia abbiamo fortemente voluto».