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I migliori assaggi a Sicilia En Primeur

Le anteprime del vino siciliano che sposano l’enoturismo.

“La Sicilia ha tutte le carte in regola per diventare una wine destination di eccellenza, la Napa Valley del Mediterraneo, in virtù della varietà e qualità del vino, le bellezze paesaggistiche, un patrimonio storico-archeologico unico” sono le parole di Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, che ha aperto il convegno di Sicilia en Primeur nello splendido scenario del parco botanico Radicepura, ai piedi dell’Etna.

L’enoturismo si rivela in Sicilia un fattore economico e strategico grazie alla capacità delle cantine di essere un contenitore culturale ideale dove coniugare arte, storia, natura, cultura gastronomica, territorio, genius loci e all’abilità delle aziende nell’ aver saputo intercettare prontamente questo potenziale sviluppandolo con competenza e professionalità– commenta il presidente di Assovini Sicilia. “Alla centralità del vino come esperienza di degustazione, l’enoturismo delle nostre aziende associate affianca un’offerta diversificata e di qualità, dal semplice tasting alla più complessa esperienza in vigna come concerti, un reading o un percorso artistico tra i vigneti”.

Con la wine experience si vogliono trasferire le emozioni dalla vigna al vino fino al consumatore finale, attraverso la personale esperienza e storia dei produttori. E lo si vuole fare in una cornice unica: quella del territorio, della cantina, del vino. Una visione olistica dove Il valore culturale che il vino possiede, rappresentato da un mix unico tra prodotto, terroir e persone, affascina ed attrae sempre più e diventa simbolo di eccellenza del Made in Sicily. Assovini Sicilia intende valorizzare l’enoturismo dei nostri associati come strategia per promuovere la diversità e la qualità dei territori siciliani, la loro ricchezza e cultura gastronomica, il patrimonio paesaggistico-culturale”- conclude de la Gatinais.

Roberta Garibaldi, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, nel suo intervento su Trend e Tendenze del Turismo Enogastronomico ha evidenziato che “La Sicilia conferma il suo primato come migliore meta enogastronomica per i turisti italiani grazie al fascino esercitato dal food & wine. L’enoturismo è uno dei punti di forza dell’offerta, e nel futuro sarà chiamato ad evolversi ed arricchirsi. Guardando ai desiderata degli italiani che hanno intenzione di compiere un viaggio enogastronomico in Sicilia- continua Roberta Garibaldi– forte è la voglia di vivere gli spazi aperti ed immergersi nella ruralità, primeggiano le degustazioni al tramonto (indicate dal 66%), cene in vigna (60%), vendemmia turistica (46%), wine trekking (42%) passando per il nuovo trend del foraging (46%)”.

Ecco gli assaggi che ci hanno stupito di più a Sicilia En Primeur e perchè

Fior di Spina- Perricone rosato Doc Sicilia Bio- Cantina Assuli

Un vino che racconta un territorio: interpretazione originale del Perricone, vitigno versatile quasi dimenticato, da riscoprire, vera espressione di una Sicilia del vino nuova e diversa. Inoltre l’etichetta ha vinto il premio come miglior packaging 2022 Vinitaly per rosè. Racconta come tutti i vini della cantina, un personaggio dell’Orlando Fuorioso: in questo caso Fior di Spina era una donna diventata tra le fila nemiche (arabe), Olrando si accorge che è una donna quando la soccorre, ferita. Una potenza nascosta, come quella di questo vitigno.

Contesa dei Venti- Vittoria Doc- Donna Fugata

Nero d’Avola prodotto nell’ultima Tenuta acquisita da Donna Fugata a Vittoria, una zona vinicola molto quotata negli ultimi anni. “Contesa dei Venti – afferma Antonio Rallo winemaker di Donnafugata – è un Nero d’Avola identitario, figlio del territorio e della nostra originale interpretazione. Un rosso in purezza, fresco, armonico e dal tannino suadente, che nasce dai tanti assaggi di vendemmia fatti assieme a tutta la squadra. Ci siamo divertiti molto a dare vita a questo vino e siamo convinti che, chi ricerca rossi piacevoli e rappresentativi del territorio di origine, possa trovare nell’area di Vittoria delle risposte molto valide”.

“Un nuovo vino e, quindi, una nuova etichetta dai colori intensi che parlano di susine rosse e di lavanda, quelle note che ritroviamo nel calice – racconta Josè Rallo -. Una donna, la Contesa dei Venti, che guarda lontano, lasciandosi accarezzare dolcemente dal vento che nasce dal dialogo tra il mare e i monti Iblei. Il nome di questo rosso prende spunto dalla piacevole brezza che è sempre presente nel territorio di Vittoria e soffia tra i grappoli. Una nuova magica illustrazione di Stefano Vitale che, ancora una volta, racconta fedelmente il carattere del vino”.

Isesi Bianco Pantelleria Doc- Cantine Pellegrino

Un vino eroico, nato a Pantelleria, isola del vino e del vento: il nome richiama quello degli antichi abitanti dell’isola, i Sesi, popolazione proveniente dall’Africa che quasi 5000 anni fa hanno costruito delle strutture megalitiche a forma di tronco per le loro tombe funerarie. Isesi è uno zibibbo secco che racchiude tutta la mineralità dell’isola. Infatti le viti di zibibbo, battute dal forte vento, trattengono il sale marino mentre le radici, allungate in profondità, si appropriano dei sali minerali di cui è ricco il terreno, e tutto ritorna nel calice, quasi fosse un rito magico. “Possiamo dire di aver svolto dal 1992 un ruolo sociale nei confronti dei piccoli produttori locali, con i quali abbiamo stretto una sorta di “patto per lo Zibibbo”, sostenendo le produzioni e garantendo un equo prezzo fisso e pagamenti regolari” racconta Benedetto Renda, Presidente di Cantine Pellegrino. “Ma quest’anno abbiamo affiancato a questo, una presenza diretta che ci aiuterà ad approfondire ulteriormente le potenzialità enologiche dell’isola, acquistando 8 ettari nella piana di Sibà, zona particolarmente vocata alla produzione dei vini bianchi secchi, sempre più richiesti dal mercato, che si aggiungono a quelli coltivati dai nostri 320 conferitori a Pantelleria (e ai 150 coltivati nelle tenute di famiglia nella Sicilia occidentale)”

Kheirè Grillo Sicilia DOC BioGorghi Tondi

130 ettari tra natura e viti: Gorghi Tondi prende il nome dai laghetti della tenuta, oggi riserva naturale del Lago Preola e Gorghi Tondi e parte del patrimonio dei principi Saporito, che tenevano come riserva di caccia per oltre 130 ettari. Kheirè è un vino che racconta di una nuova veste del grillo, significa “benvenuto” in greco antico, ed è stato lanciato nel 2006, quando il grillo era ancora un vitigno poco conosciuto. ll finale, leggermente salino, ci fa sentire in riva al mare anche se ci si trova in città. Per un ricordo di Sicilia da portare a casa.

Etna Bianco Grotta della Neve

Etna, una giovane vignaiola, quarta generazione della famiglia (e cantina) Serafica, è Ausiliaria Serafica che racconta della sua Grotta della Neve 2019 Etna Doc (90% Carricante e 10% Catarratto): “esprime al meglio l’eleganza del versante Sud del vulcano, artefice della mineralità che contraddistingue questo straordinario terroir che da un lato guarda l’Etna e dall’altro il mar Jonio” ci racconta.

Kiké- Terre Siciliane IGT Cantina Fina

Un traminer dal cuore siciliano e che riporta in etichetta la palma nana, simbolo stesso della potenza siciliana, mosaico all’interno del Palazzo dei Normani. Un traminer in Sicilia? Francesca Fina racconta così il vino che le hanno dedicato, con il suo nomignolo: “Attraverso i nostri vini, raccontiamo una Sicilia continente vitivinicolo,
una terra dove coesistono varietà autoctone e internazionali, frutto di meticolosi studi di zonazione condotti negli anni dall’enologo Bruno Fina. Per questo, i nostri vigneti sono collocati in diverse zone, siano esse collinari, montuose o sul livello del mare, sfruttando al massimo i differenti microclimi che attraversano la nostra terra, rendendo i calici di Sicilia unici”.

Testa di Moro- Grillo- Kàrima- cantina Musita

Musita, il nome deriva dall’arabo e significa in “pendii del colle”, nel luogo dove sorgeva una moschea con cinquanta ettari di vigneto. Stupenda la linea “i mori”, un omaggio alle radici moresche, con design delle famose teste di moro. E Kàrima, un grillo in purezza che racconta della provincia di Trapani, in Sicilia, Salemi, un territorio dal fascino antico, che rivela storie e culture dei popoli, che lo rendono unico: scenario delle guerre tra Selinunte e Segesta, restano oggi le tracce delle dominazioni, che si sono succedute. Il 14 maggio del 1860 Salemi viene proclamata “capitale d’Italia”.  Nel 1968 viene colpita dal terremoto: nonostante gli innumerevoli danni, non sono mai venuti meno nei suoi abitanti il coraggio e la forza nel credere nel futuro.

I nuovi vini di Serra Ferdinandea di Planeta e Oddo Vins

Una vigna circondata dai boschi, che guarda dall’alto quel tratto di mare dove nel 1831 comparve per pochi giorni l’Isola Ferdinandea, che francesi e italiani si contesero. Un mostro marino che sott’acqua diventa un innocuo cavalluccio, il racconto di un mistero, quella “dell’ isola che non c’è”. Si dice che i primi a posizionare la bandiera fossero i francesi, fino a quando non sprofondò di nuovo nelle acque. E per questo rappresenta un omaggio al sodalizio tra la famiglia siciliana Planeta e Oddo Vins & Domaines. Tre Sicilia DOC, che rappresentano la Trinacria e unitamente la Francia, con i vitigni internazionali, con un 50% Grillo e 50% Sauvignon; 50% Nero d’Avola e 50% Syrah e il rosè con 70% Nero d’Avola e 30% Syrah.

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