Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Domenica 26 Giugno 2022

Napoli: Staj raddoppia ed apre anche al Vomero

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Asian food & mixology, arredamento cosmopolita, qualità nei dettagli. Siamo andati a conoscere i due soci di Staj e carpire i segreti di questo inaspettato successo.

Staj è prima di tutto un sogno, successivamente un progetto. Due giovani imprenditori napoletani con la voglia matta di raccontare i loro viaggi attraverso i piatti simbolo delle migliori mete turistiche. Riflettori puntati sul cibo asiatico, ricette non semplici, ingredienti e sapori da bilanciare con sensibilità millimetrica. Resterà deluso chi si aspetta il sushi, non ne parliamo del sushi cotto ed italianizzato. Qui la scelta del menu è stata, per così dire, colta. Più vicina alla verità delle culture.

Dunque cibo asiatico, ma tradizionale e autentico, senza concessioni marketing. Si chiamano Rosario Del Priore e Lucio Paciello i due soci, le anime del progetto Staj, quest’ultimo anche executive chef del locale. Il loro primo Staj Noodle Bar apre nel 2019 nel cuore del quartiere Chiaia, a Napoli, e va detto: il successo arriva subito, nonostante il covid ci abbia messolo zampino. Il pubblico s’incuriosisce, ripaga lo sforzo, impara cos’è un ramen preparato a regola d’arte e, per Staj, parte la scalata dei quartieri altolocati.

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Ammettiamolo: il lungomare già inflazionato di movida, con il suo target extra young & open mind, accoglie Staj come un fratello. Ma su al Vomero è diverso, nella cosiddetta Napoli “bene”, target altospendente, tradizionalista, diffidente, i nostri eroi osano e stavolta meritano il premio audacia. Rosario Del Priore e Lucio Paciello aprono a testa alta, ed anche se l’inaugurazione è recentissima, il progetto prosegue a vele spiegate: cosmopolita nell’idea, urban nell’arredo, innovativo nell’offerta food & drink. Noi siamo stati a mangiare da loro in un mercoledì qualunque ed eravamo circondati da un bel movimento di avventori. Pubblico fresco, variegato, turisti compresi. Come un loft newyorkese e nessuno avrebbe avuto da ridire.

Cosa si mangia (e come si beve)

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Ad accoglierci in sala, il bar manager Umberto Campioni, curriculum vitae denso di esperienze importanti, per esempio al ristorante Caracol, una stella Michelin a Bacoli. Sua la carta dei vini ed il compito di lasciarci familiarizzare con un ambiente semplice nella forma, ma colmo di contenuti da raccontare, non scontati, spesso vere e proprie chicche. Affidatevi con piacevolezza. 

Bao, dumpling, noodles, ramen. Tutti i piatti e le salse proposti sono realizzati senza basi e semi-lavorati. La direzione della cucina è affidata, lo ribadiamo, a Lucio Paciello, ai suoi viaggi ed al suo passato nelle cucine stellate (come in quelle più tradizionali campane). Ci sono tutti i grandi classici delle cucine orientali e, su tutti, vi raccomandiamo un assaggio di Okonomiyaki e di Pad Thai. Origini giapponesi per il primo, tailandesi per il secondo. Due chicche per intenditori, realizzati alla perfezione, con momento sentimentale garantito. Piatti che non si trovano facilmente in Italia, soprattutto a Napoli. Per completezza, precisiamo che nel menu sono presenti anche diverse proposte vegetariane.

Al Vomero, Staj non è solo ristorazione, ma anche aperitivo. Sfoggia una drink list curata da Giuseppe Cioffi che non esclude i super classici della mixology, ma sa pure giocare con interessanti creazioni home-made. Quelle che vi suggeriamo di sorseggiare direttamente al bancone, in compagnia di un raviolo cinese o di un bocconcino di polpo in pastella.

Ebbene sì, anche questa è Napoli. Sempre più internazionale, divertente e all’altezza di sé stessa. Bravi, ragazzi.

Info utili

Staj Vomero

Via Gian Lorenzo Bernini, 87 A. Napoli.

Tel. +390813799194

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