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Sa Tanca ‘e Bore: famiglia, fuoco e identità nel cuore della Baronia

sa tanca 'e bore

Ci sono luoghi che non si raccontano partendo dal piatto. Si raccontano partendo da un sogno. Sa Tanca ‘e Bore è uno di questi: 31 anni di lavoro, visione familiare e identità

Nel 1995, ai piedi del possente Monte Latu, Graziano Vedele e sua moglie Albarosa aprivano le porte di quello che allora era un agriturismo. Non un’operazione commerciale, ma una visione semplice e concreta: portare a tavola la cucina tipica tradizionale sarda, quella delle domeniche vere, dei malloreddos che profumano di casa, del maialetto che cuoce lento, del vino che nasce nella propria terra.

Dopo pochi anni quell’agriturismo si trasforma in turismo rurale. La struttura cresce, vengono realizzate le camere, ma l’anima resta la stessa. Oggi, nel 2026, Sa Tanca ‘e Bore – una creazione di Graziano Vedele – celebra 31 anni di attività. Trentun anni attraversati senza mai perdere la rotta, con coerenza, lavoro e una visione familiare che non si è mai interrotta.

Crescere dentro un sogno

sa tanca 'e bore

Sa Tanca ‘e Bore non è semplicemente un ristorante. È una casa che nel tempo è diventata identità.

Matteo, Livio e Salvatore sono cresciuti tra queste mura. Hanno visto il padre accendere il fuoco, servire ai tavoli, costruire giorno dopo giorno un luogo che oggi è riferimento per chi cerca autenticità. Accanto a lui, la madre, presenza costante e fondamentale.

Oggi sono loro a portare avanti l’attività. Non si tratta di un passaggio generazionale improvviso, ma di una continuità naturale. Livio è diventato il custode della brace, Salvatore guida la cucina tipica con rispetto e concretezza, Matteo accompagna il cliente nella scelta, raccontando ogni selezione con competenza e misura. Tre ruoli diversi, un’unica identità.

Turismo rurale: accoglienza raccolta, mai impersonale

La struttura dispone di dieci camere, pensate per un’ospitalità intima e curata. Ogni stanza può ospitare un massimo di tre persone più una culla; non esistono camere quadruple. È una scelta precisa, quasi dichiarata: privilegiare la qualità dell’accoglienza rispetto ai grandi numeri.

Chi soggiorna qui entra in un ritmo diverso, circondato dalle vigne di proprietà che custodiscono il Cannonau della casa. Tra le etichette spicca “Graziano”, dedicato al fondatore, e il rosso celebrativo dei trent’anni di attività. Vini che non cercano distribuzione esterna, ma che raccontano un legame diretto con la terra e con la tavola. Sono bottiglie che parlano di famiglia prima ancora che di enologia.

La braceria: un rito che si svolge davanti ai tuoi occhi

Se c’è un elemento che oggi distingue Sa Tanca ‘e Bore tutto l’anno, è la braceria. Qui la carne non è un prodotto da esporre in carta: è una materia viva che va conosciuta, rispettata, ascoltata.

L’esperienza inizia appena si varca la soglia. Le selezioni sono esposte nella stessa sala in cui si viene accolti. Le marezzature raccontano già la loro storia, i colori cambiano a seconda della provenienza, la fibra rivela struttura e carattere. Matteo accompagna nella scelta con un racconto preciso, spiegando differenze, intensità, dolcezza, persistenza aromatica. Non si tratta di vendere un taglio, ma di trovare quello giusto per chi si siede al tavolo.

Tra le carni presenti si incontrano wagyu dalla marezzatura fine e dalla scioglievolezza elegante, selezioni come il Wagyu Sudtirol in cui dolcezza e intensità trovano equilibrio, lo Swami – incrocio tra Jersey e Angus – dalla succosità marcata e dalla profondità aromatica importante. Ci sono carni dal carattere deciso come la Rossa delle Fiandre, strutturate e con personalità, e selezioni più equilibrate come la Mooi Mooi, dal sapore pulito e dal finale rotondo. L’Hereford Cross, tenera e ricca, rappresenta invece quella comfort steak capace di mettere tutti d’accordo. Accanto a queste, rotazioni internazionali dry aged raccontano Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia e Regno Unito.

Ma la selezione è solo l’inizio.

Poi entra in scena Livio. Il fuoco non si improvvisa. La qualità del carbone è fondamentale, la distanza dalla brace è studiata, i tempi di cottura sono calibrati in base al taglio e alla marezzatura. La carne viene mostrata, pesata, preparata. Si sala nel momento giusto, non prima. Ogni gesto è consapevole.

Dopo la cottura, la carne riposa sotto la lampada. Non è scenografia, è tecnica pura: serve a stabilizzare la temperatura, a distribuire i succhi, a permettere alla fibra di distendersi prima del taglio. Il taglio avviene a vista, davanti al cliente. Viene servita su piatti di fondo in ghisa per mantenere il calore e accompagnare la carne fino all’ultimo boccone.

Tutto accade davanti agli occhi di chi è seduto. Si vedono le vetrine, si vede la griglia, si vede la cucina. Il cliente non assiste soltanto: partecipa. È un rito preciso, quasi millimetrico. La cottura è centrata, la fibra si apre nel punto esatto, il grasso si scioglie senza invadere. In quel momento la tecnica diventa emozione.

La cucina tipica: il cuore da cui tutto è partito

Accanto alla braceria, la cucina guidata da Salvatore continua a custodire la memoria gastronomica della Baronia. Il percorso degustazione “Oggi come ieri” racconta la Sardegna attraverso salumi regionali delle migliori norcinerie sarde, ricotta vaccina con miele di cardo, melanzane alla Bore, pecorino fuso su pane carasau, salsiccia arrosto, malloreddos con ragù di manzo e suino sardo, ravioli di ricotta e menta.

Tra i secondi spiccano il maialetto allo spiedo e il diaframma di manzo sardo alla brace, ma il vero simbolo resta il porceddu cotto in sa domo de su porcheddu, la piccola costruzione in pietra dove il maialetto cuoce come una volta, senza automatismi, con controllo manuale del fuoco e della rotazione. Solo tempo, esperienza e rispetto.

È una cucina che non rincorre effetti speciali. È diretta, sincera, radicata.

Sa Tanca ‘e Bore: trentun anni di persone

Nel 2025 Sa Tanca ‘e Bore entra tra le 50 migliori Steak House d’Italia, ottenendo la prestigiosa fiamma, riconfermata nel 2026. Un riconoscimento importante, ma che non ha cambiato il modo di lavorare della famiglia Vedele.

Perché qui non si mette in scena l’autenticità. La si vive.

Amici diventati famiglia, clienti che tornano anno dopo anno, figli cresciuti dentro questo sogno e oggi protagonisti. Trentun anni di storia che parlano di persone prima ancora che di piatti.

E il fuoco, sotto il Monte Latu, continua ad ardere.

Info utili

Sa Tanca ‘e Bore
Una creazione di Graziano Vedele

Ristorante Tipico | Braceria | Turismo Rurale
Siniscola – Strada Statale 125 km 2
+39 329 628 2578
Sito

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