Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Sabato 20 Luglio 2019

Shiroya, un angolo d’Oriente nel cuore di Roma

Come per effetto di una sorta di teletrasporto ci si trova d’incanto in un angolo di vita tipicamente giapponese. Tutto è perfettamente ordinato come solo la grande e antichissima sensibilità nipponica sa rappresentare.

Nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori, proprio all’inizio di Via dei Baullari (civico 147/a), è nato un fiore nipponico dal nome Shiroya.

Questo ristorante di tipica cucina giapponese è stato creato all’interno di un locale che rappresenta pienamente l’idea di Sabrina Bai e di Dario Laurenzi (Laurenzi Consulting). Le mura sono state riportate all’originale aspetto, quello dei vecchi palazzi di Roma costruiti con mattoncini a vista spesso di risulta dalle antiche mura romane. Alle pareti, a raccontare della straordinaria e complessa storia della cuisine of Japan, ci sono bellissime grafiche che ricordano i lavori di Hayao Miyazaki, su tutte, un bellissimo airone segno di pace, fortuna e longevità!

Tutto è perfettamente ordinato come solo la grande e antichissima sensibilità nipponica sa rappresentare.

Come per effetto di una sorta di teletrasporto ci si trova d’incanto in un angolo di vita tipicamente giapponese.

Molti sono i locali di cucina ispirata al Sol Levante presenti a Roma ma pochi di essi possono dire di rappresentare la storia e la bellezza di quella Terra. A conforto, per quanti volessero provare, tra hashi e donburi, il menù vi porterà come d’incanto tra mille proposte culinarie assolutamente tradizionali.

I piatti assaggiati sono trai migliori in assoluto alla mia memoria, capaci di raccontare quell’impareggiabile armonia di sapori e tecniche di cottura.

Si percepisce nitida e viva l’impronta classica che Sabrina ha voluto portare all’interno delle sue proposte.

shiroya
Chawanmushi

Splendido è il Tamagoyaki, la magnifica profumatissima omelette, umida e morbida che, servita a piccoli tranci, lascia al palato una sensazione di dolcezza quasi vellutata, direi suadente (6 euro). Novità di grande tradizione, ancora poco diffusa, è il Chawanmushi. Questo budino di uovo e funghi cotto lentamente al vapore nella ciotola in cui verrà servito (all’assaggio è bollente!) trova una vera sublimazione nelle vongole, uova di salmone e polpetta di pesce bianco con cui viene guarnito prima del servizio (12 euro).

Ottimi i Gyoza (ravioli) di pollo, maiale e verdure miste (6 euro). Ottimo è anche l’Uramaki (ripieno di magnifico salmone) perfettamente arrotolato, morbido e compatto allo stesso tempo.

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Anguilla affumicata

Non posso chiudere questo breve racconto senza citare la splendida anguilla grigliata condita con soia e lo strepitoso Miso Ramen (14 euro). L’armonia finale di questo piatto appaga completamente. Il brodo di miso e maiale (cotto come da tradizione almeno 12 ore) accoglie in un caldo abbraccio dapprima i noodles e poi l’arrosto di maiale, l’uovo marinato, le alghe, i germogli, l’erba cipollina, il mais e il bambù. Shiroya non è il ristorante di Sabrina, è casa sua.

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Info utili

Shiroya

Via de’ Baullari 147, Roma

Tel: 06 6476 0753

Orari: aperto tutti i giorni dalle 11:30 alle 23:45

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