Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 30 Settembre 2020

Situazione pizzerie: l’intervista a Ciro Salvo di 50 Kalò

situazione pizzerie

Pizzerie: come si stanno riprendendo? Abbiamo intervistato Ciro Salvo, maestro pizzaiolo di 50 Kalò a Napoli

Pizzerie in Italia: un punto sulla situazione; è proprio il format di ristorazione “pizzeria” l’attività che reggerà di più in futuro? Abbiamo intervistato il pizzaiolo Ciro Salvo di 50 Kalò, maestro dell’impasto di Napoli, che proprio ieri ha ricevuto il premio come Miglior Pizzeria d’Europa fuori i confini nazionali all’edizione 2020 di 50 Top Pizza (ve ne avevamo parlato qui).

Come sta andando la situazione nelle pizzerie e a Napoli in questo momento? E’ tornata ai livelli normali?

“Più che di ritorno alla normalità, direi che la squadra si sta abituando a lavorare con le nuove misure di sicurezza. Anche se sono molto restrittive, è fondamentale continuare a lavorare evitando pericoli per la salute dei collaboratori e dei clienti”.

Come è cambiata la tua clientela post pandemia? Quali sono i cambiamenti che sono stati necessari?

Anche i clienti si sono abituati a rispettare le restrizioni in vigore e sono molto disciplinati. Oltre alle misure dettate dalla normativa vigente, abbiamo applicato un nuovo sistema per la gestione della fila, attivato il delivery e ridotto il numero dei posti a sedere per garantire il distanziamento che il governo richiede”.

Hai cambiato il tuo menu o la proposta è rimasta inalterata anche parlando di prezzi?

“Il menu non ha subito variazioni se non quelle legate alla stagionalità degli ingredienti e i prezzi non hanno avuto alcuna variazione”.

La situazione a Napoli si è stabilizzata? Pensi sia possibile un ulteriore lockdown?

L’allerta è sempre molto alta, soprattutto in questo periodo dopo le vacanze. Mai come ora è importante essere responsabili e prudenti per evitare una seconda ondata”.

Se ci fosse pensi di poterlo sopportare economicamente?

“Credo che il settore food e ristorazione, uno dei più colpiti dalla crisi, non possa permettersi un altro lockdown”.

Qual è la ricetta per una vera ripartenza del settore ristorazione?

“La ristorazione ripartirà alla grande se avremo il sostegno del governo: ci aspettiamo appena possibile una diminuzione dei divieti e delle limitazioni, aiuti economici veri e meno terrorismo psicologico sulla diffusione del virus”.

Pensi che la pizza possa essere comunque un piatto che tutti si possono permettere e che non tramonterà mai a prescindere dalle condizioni?

La pizza non è solo cibo, è un’esperienza, è rito, condivisione; è il sabato sera passato con gli amici; è il premio dopo una settimana di lavoro; è scoperta, fa parte del patrimonio genetico degli italiani e mi auguro davvero che tutto questo sopravviva al virus”.

Hai fatto delivery e asporto durante la pandemia? Lo facevi già? il lavoro è aumentato?

Abbiamo attivato il delivery durante il momento critico della pandemia per essere vicini ai nostri clienti e devo dire che sta funzionando bene e per questo abbiamo deciso di mantenerlo attivo anche in questa seconda fase”.

Cosa vuoi dire ai colleghi che sono in forte difficoltà?

Di avere fiducia e di trovare un modo per riorganizzare la propria attività in modo da gestire al meglio questo momento”.

Quando pensi sarà tutto superato?

“Ho molta fiducia nelle ricerca scientifica e nella possibilità di trovare un vaccino efficace“.