Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 20 Ottobre 2020

Tre giardini segreti a Milano da vivere anche in autunno

Nonostante le temperature si stiano abbassando, nulla è perduto. Ecco 3 giardini segreti da vivere e in cui assaporare esperienze gourmet nel pieno centro di Milano.

Le prime piogge e il cielo che diventa grigio. A Milano l’autunno è iniziato, ma le previsioni fanno sperare in un autunno “in ripresa” che lascerà spazio anche al sole.

Ecco tre giardini segreti in pieno centro di Milano dove vivere esperienze gourmet circondati dalla natura.

ETRO Garden nel giardino del Four Seasons Hotel

ETRO e Four Seasons Hotel Milano inaugurano uno spazio esclusivo nel cuore del Fashion District milanese, rendendo il giardino privato dell’hotel un nuovo indirizzo lifestyle, dove assaporare uno speciale aperitivo e godere di tutto il glamour di una delle case di moda più eclettiche e all’avanguardia. 

Lo speciale set up, caratterizzato da colorati divanipoltrone e cuscini rivestiti con iconici tessuti Paisley, simbolo distintivo di ETRO, prende vita nell’esclusivo indirizzo di via Gesù, per creare un nuovo punto d’incontro, nei diversi momenti della giornata e soprattutto per l’immancabile aperitivo milanese. 

Proprio durante l’orario dell’aperitivo, sarà disponibile un esclusivo menu di cocktail, creato dal Bar Manager dell’hotel Luca Angeli, ispirandosi alla filosofia del marchio di moda, alla ricerca di colori e profumi esotici e rivisitando cocktails classici con un tocco di innovazione e prodotti internazionali; il Milano Moonlight, il Bergamot Gimlet, sono solo due must-have a scelta degli ospiti. Allo Chef Fabrizio Borraccino, invece, l’arte della creazione di proposte gourmet che accompagnano i cocktails. 

Qualche esempio? Potrete assaggiare – tra i Bites – l’Olive ascolana, mondeghilli e salvia fritta, gli Spring roll di verdure e salsa agrodolce, la Frittura di calamari e gamberi, salsa tartara, la Ricciola marinata, avocado e tosazu; le Alette di pollo con pane alle spezie, yogurt al lime; la Polenta croccante e culatello di cinturello orvietano; il Salame dop di Varzi con pane carasau.

Tra i cocktail da provare, il Passion Spritz a base di Martini Fiero, Prosecco, Passion fruit, Elderflower soda; il Cherry Fizz – Gin Glacialis, Cherry liqueur, lime, Soda; il Rosemary – Belvedere infused in rosemary, Italicus, Prosecco, Grapefruit soda; il Vintage Negroni   – Gin Bombay Star, Marini Riserva Speciale Rubino, Campari aged in oak barrel; il Pisco Cranberry Sour – Pisco Barsol, Cranberry cordial, Lime.

Voce in Giardino alle Gallerie d’Italia

Gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, alla guida del ristorante bistellato Aimo e Nadia, fanno ancora centro. “VOCE in giardino” infatti. permette di riscoprire il favoloso Giardino di Alessandro Manzoni, situato tra le Gallerie d’Italia e l’antica Casa del Manzoni. Tra natura e storia, in questo angolo verde nel cuore di Milano, si possono ammirare alcune sculture di arte contemporanea realizzate da grandi artisti quali Joan Miró, Giò Pomodoro, Jean Arp e Pietro Cascella, oltre ad un’antica fontana a edicola con busto di Alessandro Magno.

La grande arte e la bellezza del giardino di Alessandro Manzoni incontrera quindi la visione, i valori e la filosofia in cucina del Luogo di Aimo e Nadia in uno spazio all’aperto in cui sarà possibile godere di pranzi e cene indimenticabili preparati dalla brigata di VOCE, ma anche di eccezionali drink e aperitivi, grazie all’allestimento di uno speciale cocktail bar, la “finestra sul giardino” affidato alla guida di Filippo Sisti, talentuoso barman ed esperto di cucina liquida.

Il nuovo menu autunnale comprende, tra gli antipasti la Vitella Fassona Piemontese battuta al coltello con crema d’acciughe, tuorlo d’uovo e bagnetto verde; la Pappa al pomodoro con burrata di bufala e basilico. Come primo si possono assaggiare il Risotto Gran Riserva Carnaroli con capperi, limone e sugo d’arrosto e gli Spaghettoni con acciughe, olive e pomodorini. Si continua con il Cosciotto d’agnello brasato con crema di zucca e puntarelle e con il Pescato del giorno con passatina di legumi e spinaci. Dolcezza finale con il Tiramisù e la Tagliata di frutta fresca.

Il giardino del Bvlgari Hotel Milano con la cucina di Niko Romito

Che dire, il classico dei classici. In via Privata Fratelli Gabba, a due passi da via Montenapoleone, il Giardino dell’hotel Bvlgari di Milano è da sempre uno dei luoghi più amati da chi vuole vivere il “verde” nel centro di Milano.

La cucina è saldamente nelle mani dello chef tristellato Niko Romito, che ha studiato – per tutti gli hotel Bvlgari – una proposta che fa conoscere la cucina italiana più elegante, essenziale e autentica. Da non perdere l’antipasto all’italiana che racconta in una sequenza di otto portate i sapori della nostra Penisola. Troverete la bruschetta al pomodoro, vitello tonnato, la frittatina di pasta, il cocktail di scampi, il  baccalà mantecato, il pane e ragù, il finocchio in bagna cauda e la ricciola al pomodoro.

Assolutamente da non perdere i Tortelli di pomodoro, burrata e basilico e il Merluzzo, maionese di patate e peperone. E il vero must è la Cotoletta di vitello alla Milanese, un piatto che ha richiesto anni di studio.

La base è una costoletta di vitello con osso alta due centimentri e mezzo.  Per evitare la problematica del “distaccamento della panatura” in cottura, Niko Romito cuoce il carré cinque coste per intero a vapore con unatemperatura al cuore di 58 gradi. Una volta cotta la carne la fa raffreddare e riposare per minimo 2 giorni a 4 gradi. Questo tempo di maturazione permette alla carne di concentrare il gusto e di stabilizzare i succhi. 

A questo punto si taglia la carne a singole porzioni e si passa in una pasta di acqua e amido di riso, poi si impana con pan grattato. La carne impanata riposa altre tre ore in frigorifero. Si cuoce in burro chiarificato, ma lo chef ama anche la cottura con olio di semi, che non incide sul sapore della carne. Al Bvlgari la cotoletta è servita con il suo osso sul piatto, senza alcun condimento per apprezzarne la nettezza del sapore.