Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 21 Ottobre 2020

Cantina Palmeri: la Sicilia del vino tra speranze per il futuro, degustazioni e riconoscimenti internazionali

cantina palmeri

Cantina Palmeri: la storia, l’intervista all’enologo e la degustazione delle etichette di punta. La Sicilia del vino riparte (anche) dall’estero

Che in un momento di grave crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria globale una cantina siciliana ottenga degli importanti riconoscimenti ad un prestigioso concorso enologico dedicato ai vini internazionali è, sicuramente, una notizia che riempie d’orgoglio non solo i siciliani, e gli italiani in genere, ma che fa anche ben sperare in una promettente e pronta ripresa dell’enogastronomia italiana all’estero.

Stiamo parlando della Cantina Palmeri di Avola che ha ricevuto una medaglia d’oro e due argenti al Grande Premio Internazionale dei Vini Biologici 2020, un concorso per vini di qualità ottenuti da uve coltivate con metodo biologico, approvato dall’Ue con metodo di valutazione Par.

Cantina Palmeri, la storia

La Cantina Palmeri è una bella realtà sita nel cuore del territorio del Nero d’Avola e si estende per circa 12 ettari di vigneti. La sua filosofia produttiva è incentrata sulla ricerca costante della qualità, sull’attenzione alla sostenibilità, sulla coltivazione in biologico.

Il titolare dell’azienda è Ueli Breitschmid, svizzero che diversi anni fa si è innamorato della Sicilia e, in particolare, di Avola. Un amore condiviso dalla moglie Erika e dalla figlia Nora, anche loro impegnate nell’attività produttiva.

La storia della cantina Palmeri inizia con la famiglia Lutri. Dal XV secolo, questa nobile stirpe ha plasmato il sud della Sicilia: ad esempio il “Palazzo Lutri”, nel cuore di Avola, è una testimonianza del patrimonio di questa famiglia che, in estate, utilizzava la struttura in cui oggi sorge la cantina come residenza estiva, da sempre dedita all’agricoltura.

Nel 2002 Erika e Ueli Breitschmid-Heiniger acquistarono Palmeri mettendo a frutto la lunga esperienza di successo maturata nel settore della  viticoltura biologica in Svizzera considerando naturale continuare questa tradizione di famiglia anche ad Avola.

Nel 2005 piantarono  le prime viti su un terreno di 4,5 ettari. Nello stesso anno iniziò anche il restauro di alcuni edifici minori della Tenuta e la costruzione della nuova cantina. Si dovrà, tuttavia, aspettare il 2009 per la prima produzione di vino che non rappresenta l’unica produzione dal momento che sul terreno crescono anche olive, arance, mandorle, limoni e melograni, che vengono raccolti ogni anno in piccole quantità.

La cantina della tenuta sorge nel mezzo dei vigneti e quindi l’uva vi arriva pochi minuti dopo essere stata raccolta. La cantina è divisa in due parti: fermentazione e maturazione hanno luogo in appositi locali specializzati mentre la vinificazione avviene in una zona situata un po’ più in alto. Qui l’uva viene dapprima refrigerata, in modo che mantenga la maggior freschezza possibile. Soltanto in seguito viene selezionata e si procede con la lavorazione. I vini fermentano in grandi contenitori di legno e in condizioni controllate. Più in basso è situata la cantina di stoccaggio. Qui i i vini si muovono solo per la forza di gravità e vi permangono a volte per anni.

La cantina è stata costruita in parte all’interno della collina e gode, quindi, di condizioni climatiche ottimali. Qui i vini maturano all’interno di barrique.

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Intervista all’enologo

Noi abbiamo intervistato l’enologo Antonio Campisi circa il delicato momento che sta attraversando l’azienda. Ecco cosa ci ha raccontato.

Come sta vivendo la cantina il momento di crisi?

Il momento di crisi dettato dall’emergenza coronavirus è stato duro per tutti. Abbiamo fermato programmi, iniziative e attività, ma abbiamo rimandato ai prossimi mesi perché l’azienda Palmeri è in fase di forte espansione e vuole continuare. Quello che non si è mai fermato, ovviamente, è il lavoro nei vigneti e in cantina: abbiamo coltivato le nostre piante come sempre, rispettando i cicli della natura, e abbiamo curato i nostri vini. Il prodotto è pronto e più buono che mai, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi. 

Quali sono le prospettive di ripresa?

È tutto ancora tutte da capire: la ristorazione ha appena riaperto ma con tutte le cautele del caso, gli alberghi arrancano, il turismo è fermo. Quello che è continuato è il mercato privato ma si capisce che non ha lo stesso traino degli altri.

Quali strategie ha messo in campo la cantina per il rilancio?

Noi non ci siamo fatti trovare impreparati, anzi abbiamo rilanciato. Abbiamo creato una newsletter per informare i nostri clienti affezionati delle novità, abbiamo attivato una linea di e-commerce azzerando le spese di spedizione. Un modo per rimanere vicini ai nostri clienti in questo periodo complesso e un’idea per fare un regalo che può essere apprezzato. D’altronde nonostante il lockdown e l’impossibilità a festeggiare la gente ha continuato a compiere gli anni. E cosa c’è di meglio che regalare una bottiglia di ottimo vino?

Cosa è cambiato nelle esportazioni?

Per quanto riguarda le esportazioni, noi facciamo parte di un gruppo presente sui mercati internazionali e stiamo lavorando per rafforzare la nostra linea commerciale all’estero. La nostra cantina si sta affacciano adesso. Le regole non sono cambiate e l’iniziale diffidenza verso i prodotti italiani è stata presto accantonata dato che la pandemia ha colpito tutto il mondo. Anzi, l’Italia e la Sicilia hanno dimostrato di saper reagire e adesso è il momento di rilanciare. D’altronde il vino si associa a bellezza, gusto, allegria e, in questo momento, abbiamo proprio bisogno di queste cose per ripartire.

Ci sarà una riapertura al pubblico?

La cantina è già aperta e disposta ad accogliere appassionati ed enoturisti. Rispettiamo tutte le regole di igiene e salute e l’ingresso contingentato permette di non creare nessuna situazione di assembramento e di poter mantenere le distanze anche negli interni.

Riconoscimenti internazionali

Tornando ai riconoscimenti ottenuti, in  particolare l’azienda ha ricevuto, una medaglia d’oro e due d’argento per i vini presentati al prestigioso concorso che si è svolto a Frasdorf, in Baviera. In particolare, a ricevere l’oro, con un punteggio Par di 94, è stato il Palmeri Celeste del 2018 (blend di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon Doc), ovviamente prodotto in biologico. Argento, rispettivamente con 89 e 85 punti per il Palmeri Ocra (Moscato Doc) del 2019 e il Palmeri Rosa (Nero d’Avola Doc) del 2019.

Questi riconoscimenti – afferma l’enologo – dimostrano il grande lavoro svolto nella nostra azienda e la bontà della scelta della produzione in biologico”.

Noi abbiamo assaggiato tutti I vini premiati di cui, di seguito, troverete le note degustative.

La degustazione

Palmeri Ocra 2019, Moscato Doc

Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso offre intense note speziate di noce moscata e  piacevoli sentori mielati. Al palato è fresco con note floreali che chiudono con un residuo dolce. E’ un vino che si presta all’aperitivo grazie al sorso fresco sorretto da una consistente acidità.Sarà perfetto con antipasti ma anche con piatti indiani e curry tailandesi.

Palmeri Rosa 2019 (Nero d’Avola Doc)

Rosato da Nero d’Avola. Rosa tenue con riflessi brillanti. Al naso sentori di piccoli frutti rossi, rosa e melograno. In bocca fresco e sapido seduce il palato con un sorso ricco e avvolgente che resta a lungo impresso nella memoria. Perfetto da abbinare a tutto pasto con antipasti di terra, mare, fritti e verdure in pastella. Perfetto con primi a base di pesce ma anche con sughi leggeri al pomodoro crudo, carpacci, caprese e pizza.  

Palmeri Celeste  2018 (blend di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon Doc)  

Rosso rubino profondo. Al naso offre un bel mix dei sentori tipici dei due vitigni che vanno dalle note di frutti rossi a quelle di peperone verde proponendo un connubio armonioso e ben equilibrato. In bocca ritorna il frutto intenso e succoso sorretto da una buona spalla acida che lo rende a lungo persistente al palato. Perfetto, oltre che con carni rosse e salumi, anche con piatti tipici della tradizione siciliana come parmigiana, caponata e peperoni imbottiti.