Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Sabato 20 Novembre 2021

Cioccolato, amore e fantasia: gli ingredienti del successo di Gay Odin

gay odin

Firma storica dell’arte del cioccolato artigianale, Gay Odin è un’istituzione per i napoletani perché ha una storia da raccontare che va avanti dal 1894.

Impastare con cura curiosità e invenzione, aggiungere un pizzico di fantasia e mescolare l’estro a fuoco lento. Quello che ne verrà fuori sarà un prodotto che è diventato negli anni sigillo di garanzia della lavorazione artigianale del cioccolato e che risponde al nome di Gay Odin. La storica fabbrica di cioccolato conta ben nove punti vendita a Napoli, uno a Milano e uno a Roma.

Tutto nasce dall’intuizione di Isidoro Odin, giovane cioccolatiere e fondatore dell’omonimo marchio che a fine ‘800 parte da Alba alla volta di Napoli con il desiderio di sedurre la popolazione partenopea a suon di dolci sapori.

È il 1922 quando con l’apertura della fabbrica di cioccolato a Napoli, alle spalle di Via dei Mille, viene dato inizio a quella che sarà una lunga tradizione artigianale. Una vera e propria fabbrica di cioccolato nel salotto buono della città, inondato dall’irresistibile aroma di cacao tostato. Dal 1993 l’antica Fabbrica, in cui sono ancora conservati e adoperati i macchinari dell’epoca, è riconosciuta Monumento nazionale. Varcare la sua soglia vuol dire immergersi in un luogo fiabesco dove ad accoglierci c’è Massimo Schisa, Responsabile della comunicazione aziendale e marito di Sveva Maglietta, figlia ed erede, insieme ai fratelli Davide e Dimitri, di Marisa del Vecchio e Giuseppe Maglietta, a cui Isidoro Odin passò il testimone della Gay-Odin negli anni ’60.

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Come siete riusciti a mantenere negli anni il valore della tradizione, pur restando al passo con i tempi?

“Senza dubbio, gran parte del valore della nostra produzione risiede nell’inestimabile valore del fattore umano. La nostra è prima di tutto una storia di saldi legami parentali e di forti radici. I nostri dipendenti sono considerati dei veri e propri maestri artigiani che con sapienza e dedizione lavorano i prodotti a partire dalla scelta delle materie prime, passando per le farciture e decorazioni e infine il confezionamento. Un lungo e accurato ciclo che richiede attenzione, passione e cura del dettaglio”.

Parlando di dettagli, in cosa il vostro prodotto si differenzia dagli altri?

“A me piace dire che quello contraddistingue i nostri prodotti è in un certo senso l’estetica dell’imperfezione, nella misura in cui ogni prodotto essendo al cento per cento lavorato artigianalmente rappresenta un unicum, il nostro sigillo di garanzia. A distinguerci è anche l’originalità dei nomi dei nostri cioccolatini, dovuti all’estro di Isidoro Odin, dalle ghiande, ai nudi fino alla foresta, solo per citarne alcuni”.

Anche la scelta delle materie prime determina la qualità unica del prodotto…

“Certo, infatti basti pensare che per esempio per i prodotti aromatizzati con gli agrumi, ricorriamo agli alberi da frutta di arancia e limone che si trovano proprio nel nostro cortile, una vera e propria produzione a km. Zero!”

Come avete gestito le vendite in fase di Pandemia?

“Durante la pandemia, per una nostra serenità abbiamo deciso di sospendere le attività di vendita diretta ma non abbiamo lasciato i nostri clienti a bocca asciutta. Abbiamo garantito la fruizione dei prodotti attraverso l’e-commerce e abbiamo registrato un gran numero di vendite ma ci è mancato il rapporto diretto con i clienti, nostro punto di forza e anche l’ingente fetta di turisti che affollano la città e apprezzano il nostro cioccolato”.

Quale è la vostra clientela tipo?

“Di certo contiamo su una clientela affezionata che viene da noi perché legata alla tradizione della nostra azienda. Si tratta in prevalenza di una clientela adulta per cui Gay Odin rappresenta un’Istituzione ma capita anche che siano i nipoti a portare in negozio i propri nonni per far provare loro il gelato alla cioccolata foresta, generazioni che si incontrano unite da una dolce abitudine ed è una bella soddisfazione”.

Quanto influisce il clima sulla lavorazione e tenuta del prodotto?

“Certamente la nostra produzione è legata alla stagionalità climatica e commerciale per così dire. Si registrano quindi impennate di vendita durante le feste comandate (Natale, Pasqua, Ognissanti, Carnevale) e quelle commerciali (Halloween, San Valentino). Nondimeno, contano le temperature che influenzano i tempi di lavorazione del cioccolato e poi in estate si punta maggiormente sulla produzione di gelati artigianali, su cui spicca il celebre gusto alla cioccolata foresta”.

A proposito di ricorrenze, tra poco si avvicina la festa di Ognissanti e questo vuol dire una sola cosa: il torrone dei morti…

“Il Torrone dei Morti fa parte da sempre della nostra produzione. Non mancheranno novità tra cui il torrone al gusto caffè e quello al gusto cassata, il torrone al rhum o quello al cioccolato fondente e pistacchi. Per chi ama i sapori più avvolgenti c’è il torrone arricchito con “rottami” di marroni e il torrone “Ferro” a base di caramello e mandorle tostate rifinito in superficie con diavolini di zucchero colorati.

Sapori audaci e decisi caratterizzano invece il torrone “Figaro” una mattonella di gianduia stratificata – bianca, scura e alle ghiande – rifinita da una sfoglia di cioccolato e granella di pistacchio. E ancora il torrone “Crema The” un cuore di delicata gianduia impreziosita da mandorle croccanti racchiusa in un sottile guscio di cacao”.