Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Mercoledì 23 Gennaio 2019

Hemelswater: la birra fatta con la pioggia

Sfrutta le continue alluvioni nei Paesi Bassi e riutilizza l’acqua piovana come risorsa di produzione. L’idea è venuta a due giovani olandesi. Che assicurano: «E’ più sana di quella fatta con acqua potabile». Ecco perchè

In una società sempre più abituata a continue innovazioni di tipo “ecologico”, c’è ancora spazio per lo stupore grazie all’originale trovata di due giovani olandesi, Joris Hoebe e Thomas Gesink, che hanno inventato una birra… a base di pioggia! Proprio così: si chiama Hemelswater, letteralmente “acqua del Paradiso”, ed è figlia del dibattutissimo problema moderno del cambiamento climatico.

Più precisamente, la birra prende spunto dal piano “Amsterdam anti-pioggia” lanciato nella città dei tulipani dalle istituzioni per sensibilizzare i cittadini al tema del riassorbimento dell’acqua piovana – venuta giù a bizzeffe negli ultimi tempi – al fine di evitare pericolose inondazioni. «Per hobby produco birra – spiega l’imprenditore Hoebe – e ho constatato che per farlo ho bisogno di un grande quantitativo di acqua. Allora ho pensato di unire l’utile al dilettevole utilizzando proprio la moltissima pioggia che scende tutto l’anno da queste parti». E al grido di “No rain, no beer”, come da slogan scelto, è nata la Hemelswater realizzata con l’amico e collega Gesink.

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Hoebe e Gesink si servono di due serbatoi ubicati nell’Università di Scienze Applicate di Amsterdam e sono supportati nella buona riuscita del progetto da quattro studenti del dipartimento. Solo nel maggio scorso, approfittando del grande accentramento di piogge verificatosi nei Paesi Bassi, hanno raccolto ben mille litri di acqua piovana, e con l’aiuto del famoso birrificio De Prael, partner ufficiale della Hemelswater, l’hanno trasformata in birra.

Dubbi sulla sua effettiva qualità? Hoebe tranquillizza tutti spiegando che «la birra viene bollita» e che «così facendo i batteri vengono uccisi». Rincara addirittura la dose: «I problemi più gravi semmai sono quelli legati all’acqua potabile e alla presenza in essa di farmaci ed ormoni. Crediamo che con l’acqua piovana si riesca a fare una birra ancora più sana rispetto a quella prodotta con l’acqua potabile».

La Hemelswater è una birra da 5,7 gradi amara e molto somigliante, per certi versi, a un’ India Pale Ale. Si trova con facilità in tutti i pub dei Paesi Bassi al costo compreso tra i 2 e i 4 euro.

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L’idea della Hemelswater, che a dire il vero non è del tutto originale (ricalca infatti una pratica diffusa dei birrifici medievali, che sfruttavano l’acqua piovana sorgendo nei pressi dei tetti spioventi delle Chiese), non è destinata a rimanere un caso isolato.

Hoebe e Gesink hanno già in mente di sfruttare le continue perturbazioni olandesi anche per la produzione estiva di sorbetti e limonate.

E pure il birrificio De Prael sta pensando di dotarsi di un serbatoio di acqua piovana sul tetto per rendere la sua birra più etica e sostenibile.

Insomma, il presente e il futuro dell’economia alimentare non può più prescindere dall’essere eco-friendly.