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Hostaria Po: storia e “ten best” del salotto del gusto del quartiere Coppedè

Hostaria Po

Dieci piatti come dieci sono le candeline che quest’anno Giorgio Di Iulio spegne per la sua insegna di gusto del quartiere Coppedè di Roma. Hostaria Po festeggia l’importante traguardo con un menu esclusivo a base delle portate che l’hanno resa celebre, anno dopo anno.

Hostaria Po raggiunge un traguardo importate e spegne le sue prime dieci candeline. Un’occasione che ha reso impossibile per il gestore, Giorgio Di Iulio, non organizzare una celebrazione speciale che si concretizza in dieci piatti storici riproposti attualmente in menù tutti sotto la dicitura Ten Best, inseriti in carta dal 27 di settembre.

I piatti sono scanditi negli anni di apertura e ripercorrono il lungo cammino di Hostaria Po: dalla passione, al consolidamento, fino alla festa!

La storia

Dopo una vita passata dietro il bancone di un bar a San Pietro, Giorgio decide nell’agosto 2013 di cambiare radicalmente vita e di intraprendere una nuova avventura prendendo la gestione della già esistente Hostaria Po, che allora però si chiamava Da me. In una prima fase la cucina viaggiava sui binari della tradizione e della semplicità. Con il Covid, però, le cose sono forzatamente cambiate. Questo ha dato a Giorgio la spinta decisiva per trasformare Hostaria Po, da osteria classica a osteria con delle note a margine d’estro e di creatività, com’è oggi.

Ten Best

In menu, ogni piatto dei Ten Best ha scritto l’anno di creazione accanto e ne troviamo numericamente due negli antipasti, tre nei primi, tre nei secondi, e uno nei dolci.

Per gli antipasti ci sono i golosi Fagottini di pasta fillo alle verdure e taleggio con fonduta di parmigiano e mosto d’uva (piatto del 2013) e i Gamberoni al lardo e rosmarino su crema di patate e zenzero (piatto del 2014) in cui la freschezza dei crostacei ben si sposa con la succulenza del lardo che li circonda. Fuori dalla selezione Ten Best negli antipasti anche un’ottima Caponata di melanzane e cucunci e il Vitello tonnato con uova di quaglia salsa tonnata e foglie di cappero. L’abbinamento consigliato? Uno vino spumante brut metodo classico Stefanoni dal fine perlage realizzato con uve Roscetto nella zona di Montefiascone, a pochi passi dal Lago di Bolsena.

Per la sezione dei primi i piatti Ten Best troviamo quindi la Linguina al nero di seppia, curcuma, lime e crudo di gamberi (piatto del 2021), ma anche l’ottima Amatriciana, servita invece che con pasta secca con gnocchi acqua e farina (piatto del 2020) e i Paccheri con pesto di pistacchio, gamberi cotti e crudi (piatto 2015 di cui vi abbiamo raccontato la ricetta), ideali con il moscato secco Colle De Poggeri IGP, sempre per rimanere nel Lazio con il wine pairing.

Le pagine dei secondi invece sono due, una di carne e una di pesce. Per la sezione Ten Best troviamo il Pollo in salsa al curry, riso sushi e verdure al vapore (piatto del 2017), la Bistecca di manzo panata e fritta (piatto del 2018) e il Petto d’anatra al fumo di ciliegio, mirto e mirtilli (piatto del 2022) che Giorgio consiglia abbinato a un calice di Fanum della Cantina Stefanoni, un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Quest’ultimo, servito in tavola sotto una cloche di vetro, è un piatto che, con il suo intenso profumo, inebria il naso per poi colpire le papille gustative con un perfetto bilanciamento di dolcezze e sapidità.

Interessanti, tra i secondi, anche le proposte come lo Stinco di maiale con senape e miele cotto a bassa temperatura e la Tagliata di picanha con pan tomato, avocado e coriandolo. Semplicità e bontà sono alla base anche dei piatti di pesce in menu come il Calamaro arrostito al timo, la Tagliata di tonno scottato e il Trancio di pescato del giorno al forno con fiori di zucca e crema di peperoni.

Il dolce è il momento di un grande classico di sempre, il Tiramisù Hostaria Po (piatto del 2016) servito al tavolo “scomposto” con una tazzina di caffè. A deliziare come fine pasto ci sono invece le ciambelline al vino e finocchietto in forma di biscottino e la deliziosa crema al limone con vaniglia fresca. Sia i dolci che il cestino del pane, che comprende pane a levitazione naturale e focaccia, da Hostaria Po sono fatti in casa.

La carta dei vini

Giorgio, che è sommelier, insieme al suo responsabile di sala Vincenzo, hanno scelto per la carta dei vini di inserire almeno un’etichetta per regione seguendo quella volontà di rappresentare tutta l’Italia con almeno una referenza, partendo dalla Val d’Aosta fino alla Sicilia e alla Sardegna. Ovviamente maggiore spazio viene lasciato al Lazio e alle regioni di spicco come Piemonte e Toscana. La cantina di Hostaria Po è arrivata così ad avere una selezione con ben 100 etichette, un traguardo importante per una realtà così raccolta.

Il locale ha infatti a disposizione 40 posti a sedere, è sempre aperto sia a pranzo che a cena 7 giorni su 7. Un locale sobrio e accogliente che punta all’essenzialità sia negli ambienti che nella mise en place, quest’ultima elegante con tovaglia e tovagliolo in stoffa bianchi.

Info utili

Hostaria Po
Via Po, 118/122
00198 Roma
Tel. 06 8552016
Sito

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