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Matera in tre tips: Sant’Angelo, Regia Corte e Più Sud

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Accoglienza, fine-dining e pizza: non ci siamo fatti mancare niente nella Città dei Sassi adorata dai turisti. Ma ieri? Per comprendere Matera oggi, è doveroso conoscere il suo passato.

“La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone. Le porte erano aperte per il caldo, io guardavo passando e vedevo l’interno delle grotte che non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette. Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.”

È un passaggio di “Cristo si è fermato ad Eboli”, romanzo autobiografico di Carlo Levi: era il 1945 e Matera veniva raccontata così. Fu una denuncia shock cui fece seguito il segretario del Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti, che definì la città lucana una “vergogna nazionale”. Dopo di lui, arrivarono i progetti di Adriano Olivetti e la Legge Speciale di Alcide De Gasperi per il risanamento delle grotte. Quei sassi vergognosi, lentamente e non senza scandali, divennero il simbolo di un risveglio delle coscienze, l’occasione da cogliere al volo per il riscatto del sottosviluppo meridionale.

Matera, oggi

Dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, nel 2019 Matera è stata nominata Capitale Europea della Cultura: da “vergogna d’Italia”, a baluardo di una vita contadina dura quanto autentica. <<Oggi tutti amano Matera, eppure il cambiamento ho avuto l’ardire di immaginarlo dal nulla>>. Sono le parole di Nicola Lucio Ruscigno, imprenditore e materano DOC, proprietario del Sant’Angelo Matera, del ristorante Regia Corte e di PiùSud, pizzeria premiata con “2 spicchi” dalla Guida del Gambero Rosso. Incontriamo suo genero, Biagio Spagnuolo, la nuova generazione, e con lui ci addentriamo nei sassi di oggi: se ne avete l’occasione, non perdete il giro turistico con l’Ape Calessino (nonostante il nome, non è trainato da cavalli, ma va a motore). Quarantacinque minuti tra stradine e scorci straordinari, con giovani materani nella veste di moderne guide turistiche, pronte a svelare i segreti più nascosti dell’enigmatica Città dei Sassi.

Sant’Angelo Matera e Regia Corte

Ventitre camere e suite scavate nel tufo, per l’esattezza si tratta di un albergo diffuso: tra grotte, scalinate e vicoletti antichi, la luce si riflette sui sassi e cambia continuamente, ad ogni ora. Sfruttiamo senza resistenze le terrazze che si affacciano sulla piazza principale della città vecchia, ipnotizzati da un’atmosfera primordiale che sembra uscire, come un grido, da ogni angolo della Citta dei Sassi.

La ristorazione, prima colazione compresa, è affidata all’adiacente ristorante Regia Corte: sapori mediterranei, con un tocco di eleganza che accogliamo con gioia. La nuova Matera racconta anche questo e siamo certi che qualsiasi tradizione, anche la più radicata, possa rinascere solo aggiornandone i codici di accesso. Piatti ben pensati e costruiti, un ponte tra la gastronomia locale ed il punto di vista dello chef Pompeo Lorusso: proposte ricche di materie prime eccellenti, accompagnate da un’accurata selezione di vini italiani ed internazionali. Della cantina (e non solo) se ne occupa il maître-sommelier Francesco Contini, anche lui materano DOC.

PiùSud, la pizzeria

Attraverso le pizze, facciamo un viaggio nel Sud d’Italia. Prodotti di altissima qualità da mangiare sul momento e da acquistare, subito dopo, in bottega. Una vetrina importante per i piccoli produttori e per gli artigiani del territorio. Sulle pareti della pizzeria leggiamo che “Il mondo ha bisogno di riscoprire i valori del passato, di tornare ad apprezzare l’autenticità e la genuinità. Il mondo ha bisogno di Più Sud”. Visione contemporanea e vincente, raccontata all’interno di spazi curatissimi ed illuminati alla perfezione: come un passato che ha trovato la forma giusta per resistere e addirittura innovarsi.

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