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Salaparuta: la resilienza attraverso la vigna e i sapori locali

Salaparuta

Alla scoperta di Salaparuta, dopo il sisma la resilienza all’insegna delle tradizioni locali, sapori, vini ed enoturismo.

Salaparuta è uno dei primi insediamenti arabi della Valle del Belice sorto intorno al 1100 d.C. Nato come un casale, ha visto un forte incremento demografico solo intorno al XVI secolo. Caratteristica del paese erano i casamenti borghesi, cioè abitazioni rurali che si accentravano intorno ad un grande cortile unifamiliare.

Situato nella valle del fiume Belice, posizionato su una collina sopra il livello del mare, Salaparuta ha subito nel 1968 un violento terremoto che ne ha distrutto la città e cancellato per sempre il passato e la storia di tutta la valle di cui oggi restano solo i ruderi. Il nuovo centro abitato fu ricostruito a pochi chilometri di distanza dal centro originario a partire dagli anni Settanta.

Il punto di riferimento era il Castello dei Paruta nelle cui vicinanze sorgeva la Chiesa Madre, edificio seicentesco la cui facciata ricalcava quella della Chiesa del Purgatorio di Trapani. Ricostruita interamente dopo il terremoto, ha perso però la sua connotazione originaria.

Ad oggi, l’attività principale è rappresentata dall’agricoltura. Infatti, il territorio di Salaparuta è cosparso di vigneti che rappresentano una delle principali fonti di reddito del comune; il vino prodotto ha ricevuto il riconoscimento Salaparuta DOC l’8 febbraio del 2006. Diverse sono le cantine sociali e private presenti nell’areale dove si produce un vino di alta qualità. Oltre alla filiera vitivinicola, l’olivicultura e i campi di seminato sono ben rappresentati.

Cosa bere

Vini Vaccaro

Tra le realtà di spicco di questo territorio del Trapanese, Vini Vaccaro rappresenta in pieno uguale Valore Famiglia. Fondata negli anni Settanta da Giacomo Vaccaro e sua moglie Caterina con l’acquisto di un piccolo podere a Salaparuta, oggi l’azienda si estende per 90 ettari tra le suggestive colline della Valle del Belìce, attraversata dal fiume omonimo che lambisce le province di Palermo, Agrigento e Trapani.

“Questa azienda racconta la storia della mia famiglia e della dedizione e abnegazione al proprio lavoro grazie al quale oggi siamo riusciti a realizzare il sogno di una cantina al passo con i tempi, dal design raffinato e contemporaneo che, tuttavia, non dimentica il passato ma si pone come trade union verso le tante iniziative future che intendiamo organizzare per valorizzare le bellezze del nostro territorio gravemente penalizzato dal sisma ma resiliente come noi abitanti che lo amiamo e intendiamo occuparcene sempre di più e sempre meglio” ci racconta Catia Vaccaro, Brand Ambassador della cantina di famiglia.

L’azienda Vini Vaccaro, con le sue circa 800 mila bottiglie prodotte in una filiera corta, dai vigneti alla tavola, grazie a una catena di imbottigliamento all’avanguardia e automatizzata in grado di soddisfare le richieste dei clienti dell’Ho.Re.Ca. distribuiti in diversi Paesi europei, e anche in Cina, Giappone, Kazakistan, Asia centrale, è il volto della Sicilia che non ti aspetti. Ha nella valorizzazione delle sue radici, la linfa per tracciare nuove prospettive. In biologico dal 2000, si coltivano vitigni internazionali ed autoctoni. Il Catarratto in primis che, usato anche in blend, è il biglietto da visita di Vini Vaccaro. 

Cinque le linee di prodotto, Luna, Terrabedda, Top Line, Esclamativo, Grappoli e tra i premi ed i riconoscimenti ottenuti, da menzionare i 17 points dalla critica internazionale Jancis Robinson per il Sofè 2020, 100% Nero d’Avola, lo stesso per Zoe 2019 e per Liddali 2022. O ancora, i 92 points attribuiti da James Suckling per Timè 2020, 100% Grillo.

Un’azienda dinamica che con la linea Esclamativo, un bianco frizzante e un rosso da uve leggermente appassite, con un packaging trendy che utilizza in etichetta i meme, strizza l’occhio ad un pubblico giovane. L’impegno per la sua amata terra, lo spirito imprenditoriale e la visione lungimirante di Giacomo Vaccaro diviene interesse a beneficio di tutta la comunità, impegnandosi in prima persona nella fondazione del Consorzio di tutela dei vini Doc Salaparuta nel 2006, in quanto la viticoltura è la chiave di volta per la rinascita di un territorio a lungo dimenticato. Giacomo Vaccaro guida l’azienda che porta il suo nome insieme ai suoi figli Laura, Carmelo (enologo) e Catia (responsabile commerciale), e al nipote Luigi (responsabile marketing), che rappresenta oggi la seconda generazione dell’azienda.

L’enoturismo

salaparuta

La nuova bottaia della Vini Vaccaro, da poco rimodernata e di recente inaugurazione, rappresenta il punto di partenza per una nuova sfida: accogliere gli enoturisti e farli sentire a casa. Un ambiente moderno e semplice, dove le vere protagoniste sono le botti disposte lungo il perimetro del salotto come ad avvolgere gli ospiti in un caloroso abbraccio.

Con una capienza totale di 21.500 lt, di cui 35 tonneau (500 lt) di rovere francese, 2 botti grandi da 2000 lt di rovere francese e sloveno, è nei tonneaux che affinano per circa 4/6 mesi i vini della Top Line: Eycos Salaparuta Doc, blend di Catarratto e Chardonnay e il Timè Salaparuta Doc, Grillo in purezza. Il Zoe Salaparuta Doc, blend di Nero d’Avola e Merlot, invece, per circa 12 mesi. Nelle due botti grandi, il Nero d’Avola che viene riservato per il Sofè Salaparuta Doc, che affina per circa 14 mesi e il Nero D’Avola Riserva Salaparuta Doc che affina invece per almeno 24 mesi destinato all’edizione limitata di “Giacomo”, il primo tassello della collezione di famiglia, in cui c’è il profondo legame tra le diverse generazioni. È nato infatti dalla volontà di Carmelo Vaccaro che, in occasione della nascita del figlio Giacomo, ha voluto esprimere in questa Riserva Salaparuta Doc, l’amore di un figlio verso il padre e di un padre verso il proprio figlio. “A te Giacomo che mi hai dato la vita e a te Giacomo a cui la vita l’ho data” si legge nella retro etichetta.

La nuova bottaia vuole essere un luogo magico dove condividere piacevoli sensazioni e far sentire gli ospiti parte della famiglia. Al centro della bottaia sono presenti due lunghi tavoli in legno che consentono di accogliere e guidare nei tasting ben 35 persone con posto a sedere. La capienza massima della bottaia è di circa 150 persone. E qui è possibile fare un viaggio a ritroso nel tempo dalle prime etichette “custodite” fino ai nostri giorni.

Cosa mangiare

U Cannatuni

Durante il periodo di Pasqua a Salaparuta si prepara il tipico dolce di antiche tradizioni salitane creato con grande maestria dalle mani sapienti di persone competenti e abili nel fare dei veri capolavori artistici. Questo dolce rievoca le antiche tradizioni popolari salitane, che risalgono ad usanze molto sentite specialmente prima del sisma del ’68. Infatti, questo tipico dolce composto da un impasto di farina finemente lavorata con decorazioni disparate e forme varie (campane, cestini, fiori, colombine etc.) con al centro delle uova sode di svariati colori, veniva donato ai bambini che potevano mangiarne le uova solo dopo la domenica di resurrezione. Il giorno di Pasqua era usanza portarli con sé all’Incontro, ovvero una rievocazione dell’incontro tra Maria e l’angelo che annuncia la resurrezione di Gesù. Oggi si usa adornare la tavola di Pasqua e mangiarli a fine pasto.

Dove dormire

Camagna Country House

La Country House è la soluzione ideale per le famiglie con bambini, per le coppie o per i grandi gruppi di amici o parenti che cercano una vacanza a contatto con la natura ma al tempo stesso ricca di attività. Per Country House si intende un tipo di ospitalità fatta presso un’azienda agricola o una fattoria di campagna. Si accompagna quindi la possibilità di mangiare i piatti tipici e genuini preparati generalmente con i prodotti fatti dai padroni della Country House e spesso accompagnati dai vini locali. Inoltre la vacanza in Country House è alla portata di tutte le tasche. Nei dintorni della Country House, è spesso possibile fare passeggiate, andare in mountain bike, praticare equitazione e pescare, approfittare di degustazioni di vino locale, percorsi eno-gastronomici e visite culturali. Per le tue vacanze estive, i tuoi week-end con la famiglia, scegli Country House a Partanna, nel cuore della Sicilia!

Hotel Don Giovanni Sambuca

La  struttura, tipica degli antichi bagli siciliani, si caratterizza per l’ampio cortile interno, “accogliente e caldo d’inverno, dorato di sole e d’arenaria e fresco d’estate. Le camere sono dotate di tutti i servizi, si affacciano su Monte Adranone, sul Lago Arancio e sulle chiazze di verde dei vigneti e degli uliveti che avvolgono il Don Giovanni.

La sua posizione permette di raggiungere facilmente luoghi tutti da scoprire, autentici gioielli sconosciuti, all’interno delle province della Sicilia Occidentale di Agrigento e Palermo.

L’hotel dispone anche di un percorso “Salute e Relax”  appositamente ideato dalla  équipe per  recuperare un equilibrio tra Mente e Corpo. La cucina del ristorante  propone sapori di antica memoria nel pieno rispetto della tradizione siciliana. Tra le proposte interessanti degli antipasti caponata tiepida di polpo e polpettine di cozze in foglia di limone. Tra i primi busiati con mandorle e code di gamberoni, pappardelle al ragù di cinghiale e bucatini con sarde e finocchietto selvatico;  Degni di nota anche i dolci tra cui spiccano le minni di virgini (tipicità locale di Sambuca di Sicilia) e i ravioli (dolci) di ricotta anch’essi tipici del Trapanese.


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