Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 30 Ottobre 2020

Coronavirus: è crisi nel mondo dello street food

messina street food fest

25 mila gli operatori a rischio in un comparto che in Italia registra perdite di circa 200 milioni di euro. Ma le soluzioni potrebbero essere a portata di mano.

La crisi economica causata dalla pandemia e dal conseguente lockdown non ha risparmiato nessuno. Ma se da una parte i ristoranti, tra proteste e rivolte regionali, già pensano al futuro e alla probabile riapertura il 1 giugno, un settore in grave difficoltà è quello dello street food con oltre 25 mila operatori solo in Italia.

Se infatti nei ristoranti si prospettano misure di sicurezza come il distanziamento sociale e le barriere in plexiglass, il mondo dello street food basato su festival in piazza e grandi aggregazioni, spesso stagionali, sembra non vedere la luce infondo al tunnel.

Secondo le stime, il danno economico del settore ammonterebbe a circa 200 milioni di euro. A questi vanno poi aggiunti i milioni di euro di merce invenduta, prossima alla scadenza.

Una situazione drammatica che ha investito non solo l’Italia ma tutto il mondo mettendo a dura prova migliaia di famiglie.

Per questo motivo Alfredo Orofino, imprenditore e ideatore del Festival Internazionale dello Street Food, ha deciso di scendere in piazza, a tutela di tutta la categoria, avanzando proposte e facendo specifiche richieste alle istituzioni, nazionali, regionali e comunali per scongiurare la chiura.

“Vorrei riflettere su quello che sarà del nostro Paese. – afferma Alfredo Orofino – Penso che dovremo considerarlo come l’anno zero: “andrà tutto bene” se tutti saremo parte attiva ognuno nei propri ambiti e con le proprie peculiarità. Come imprenditore sono naturalmente preoccupato per la mia famiglia ma non di meno per tutte le famiglie, che ruotano intorno alla mia attività.”

Idee e proposte. L’International Street Food Take Away

Tra le richieste, contributi a fondo perduto per le aziende del settore, l’azzeramento degli oneri fiscali per l’anno in corso e la semplificazione burocratica.

Ma non solo. Orofino ha anche strutturato un progetto chiamato International Street Food Take Away per affrontare l’imminente “fase 2”. Si tratta di un mercato temporaneo, della durata da 7 a 10 giorni, che verrà allestito in diverse aree delle città, adeguatamente limitate e controllate. Ogni truck (1 per tipologia di cucina fino ad un massimo di 10) sarà disposto a distanza di 3 metri dall’altro. Gli operatori dovranno indossare guanti e mascherine e gli ingressi del pubblico dovranno esser contingentati, con obbligo di controllo della temperatura. Non saranno posizionati tavoli e panche per non creare assembramenti e vigerà il divieto di consumazione nell’area, i clienti potranno accedere all’area per acquistare il proprio cibo take away e gli operatori, attraverso prenotazioni telefoniche o via app, effettueranno consegne a domicilio.

Niente assembramenti dunque, niente code e banchetti in compagnia ma solo take away e servizio delivery per agevolare una categoria in lockdown da fine febbraio.

La domanda è una: cosa ne penseranno le istituzioni?