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Dove mangiare a San Giovanni: 7 indirizzi da provare subito

Dove mangiare a San giovanni

Tra osterie contemporanee, giapponesi, bistrot, street food e ristoranti di pesce San Giovanni è sempre una scoperta. Ecco 7 indirizzi da provare subito.

Con le sue chiese, i monumenti, le strade piene di negozi, gli uffici e tantissimi studi professionali San Giovanni è una zona di Roma sempre in fermento, che non smette mai di stupire. Frequentato dai giovani, amato dai turisti e meta fissa dei pellegrini, è un quartiere che nonostante le difficoltà degli anni recenti continua ad essere sempre gettonatissimo dai ristoratori per aprire nuovi locali. Ecco quindi tra new entry, restyling, piacevoli scoperte e vecchie conferme 7 indirizzi tutti da provare per mangiare a San Giovanni e dintorni.

Dogma: il bbq di pesce

Dogma è il nuovo ristorante di pesce con brace di San Giovanni, ma è anche la realizzazione di un sogno, quello di una giovane coppia nella vita e nel lavoro. In sala c’è la brava Alessandra Serramondi classe 1995, cubana con un bagaglio di tante esperienze in giro per il mondo, e ai fornelli suo marito, lo chef Gabriele Di Lecce classe 1994. Gabriele prima di approdare qui ha lavorato in molte cucine blasonate, al fianco di chef del calibro di Nino di Costanzo, Anthony Genovese e Lele Usai (dove incontra sua moglie Alessandra). Tanta passione, tecnica e ricerca in questo piccolo locale molto minimal, aperto a fine febbraio 2022 a piazza Zama.

Dogma si fa notare soprattutto per la sua cucina di mare alla brace, dall’ottimo rapporto qualità prezzo, e per una carta dei vini breve ma curatissima, piena di vini di nicchia e naturali.

In carta piatti originali, raffinati ma senza strafare, basati su un ottimo pescato ma di taglio piccolo: scorfanetti, tracine, occhiate, sararaghi, paranza. Il passaggio sulla brace è fondamentale e regala sovente una piacevole nota d’affumicatura che non risulta mai aggressiva. Il sapore del mare è protagonista, ma certi pesci bisogna saperli trattare e qui si vede tutta l’esperienza di Gabriele: sfiletta subito, e trasforma le materie prime in fumetti, brodi, bisque, fondi con le lische tostate sulla brace per dare intensità. Altra nota distintiva è poi un buon gusto per le vegetalità importanti, e la capacità di realizzare ottime salse, che fanno risaltare ogni piatto. 

È evidente una grande cura nella selezione di ciascun ingrediente: le verdure sono quelle dell’orto di famiglia a Maccarese, il pesce arriva giornalmente dal litorale laziale e dall’Adriatico, farine di grani siciliani e Senatore Cappelli sono invece alla base di pasta e pane, tutti fatti in casa. Degna di menzione la focaccia cotta alla brace e servita con l’olio evo come entree. Gradita coccola per l’ospite.

Il menù degustazione da 5 portate (a 40 euro vino escluso) ben racconta la filosofia del locale: si inizia bene con Tra il grano e il mare, una piacevolissima fresella appena bagnata con fumetto di pesce e guarnita con alice marinata, cipolla in agrodolce in due consistenze, e capperi fritti. Segue poi un gustosissimo carciofo alla matticella con salsa alla giudia e carpaccio di ombrina: un piatto in cui si viene travolti dal sapore del carciofo, che ben si sposa con la freschezza del pescato. Il primo è un trionfo di sapore, con la chitarrina fatta in casa condita con un’avvolgente salsa di pesce da zuppa e impreziosita da piccoli filetti.

Il secondo è il pescato alla diavola con verdura di stagione, che solletica le papille gustative con le note piccanti e fumè del sarago grigliato, accompagnato da una stuzzicante salsa di peperoni arrostiti e peperoncino. Accanto una squisita bieta all’agro profumata di braci, è il perfetto comprimario del pesce. Si chiude in gloria con ottimi dessert home made. Su tutti il Paris Brest con crema alla nocciola: una di quelle cose di cui non ti stancheresti mai.  

Piazza Zama 34 Roma. Tel.06 86679819

All’Alberone: la trattoria contemporanea

All’Alberone Cucina con Cantina, è il locale di proprietà del giovane e capace chef Alessandro Di Crisci che, a gennaio 2020, ha aperto questa piccola “ambasciata del gusto”, affacciata sul mercato dell’Alberone nei dintorni di San Giovanni.

A vederlo da fuori con le sue ampie vetrate e i tavoli in legno, questo sembrerebbe un bistrot parigino e invece è una sorta di trattoria contemporanea, dall’impronta mediterranea.

Caldo, informale, accogliente All’Alberone Cucina con Cantina è entrato piano piano nel cuore degli abitanti del quartiere, che siedono numerosi ai suoi tavoli tutti i giorni della settimana, perché è un posto dove ci si sente come a casa, ma con in più tanti deliziosi piatti gourmet mai scontati. Di Crisci, che vanta anche diverse esperienze in locali stellati, firma una cucina audace, fatta di contrasti forti, dove tradizione e innovazione si intrecciano senza soluzione di continuità. La proposta segue la stagionalità e spazia tra i piatti di mare e di terra. Grande attenzione alle materie prime: infatti lo chef personalmente ogni giorno va “a caccia” di eccellenze nei mercati e presso piccoli e medi produttori, per realizzare i suoi piatti. Altra caratteristica qui sono le porzioni gustose e abbondanti, ma senza rinunciare all’eleganza e alla cura nella presentazione.

Tra i cavalli di battaglia: l’ottima Tartare di manzo, puntarelle, alici e arance, il Baccalà mantecato al tartufo e il Maialino, con crema di patate alle erbe e salsa vino rosso. Mentre chi ama la pasta aldilà del classico trio di primi romani tra cui spicca l’amatriciana, apprezzerà lo squisito Tonnarello con salsa di cicoria ripassata, guanciale e pecorino.

Crudi di pesce freschissimo e primi quali la linguina di Gragnano al gambero rosso, pecorino e basilico saranno invece la gioia di chi preferisce la cucina di mare. Menzione speciale per i dolci molto creativi e invitanti. Un esempio è la “Cura” una “Pillola gigante” di cioccolata bianca mousse vaniglia e limone, mele renette, uvetta, caramello e crumble speziato. La cantina, piccola ma molto ben strutturata, propone alcune “chicche” abruzzesi come lo chef. Aperto dal martedì alla domenica è perfetto per un pranzo di lavoro o per cenare con amici e famiglia.

Via Francesco Valesio,5 Roma. Tel 391 712 7198

Schietto: cucina romana 2.0

“Nomen omen” per questo piccolo locale con dehor, a due passi da piazza Re di Roma. Quest’osteria contemporanea intima, dalla proposta genuina e dalle porzioni abbondanti, è uno di quei gioiellini nascosti di San Giovanni, che è sempre un piacere scovare.

Un posticino “schietto” veramente, dove qualità e semplicità vanno a braccetto, e trovano espressione in una cucina dalla forte identità romana, in cui la creatività affianca la tradizione.

Speciale attenzione va alla stagionalità e alle materie prime di qualità, prevalentemente da piccole realtà laziali. L’ambiente è decisamente informale, qui si viene per rilassarsi: arredamento essenziale con pochi tavoli in legno e comode poltroncine blu, qualche pianta, un bancone per la colazione, e una cucina a vista. Mise en place minimal, con divertenti ferma tovaglioli con frasi come “Stacce”o “Fatte ‘n boccone” dichiarano il forte legame con la romanità e predispongono al buon umore.  

La proposta è sia alla carta (breve e razionale), che esposta su una grande lavagna sulla parete: qui i tanti piatti del giorno, che variano in base a cosa offre il mercato. In cucina c’è chef Emiliano Valenti, con la sua ventennale esperienza, alla corte di grandi maestri tra cui: Igles Corelli, Bruno Barbieri, Luigi Nastri, Angelo Troiani, Cristina Bowerman. I piatti sono ricchi di sapore e sono una bandiera della semplicità, declinata in chiave gourmet: nessuna artificiosità inutile, ma ingredienti di prima scelta e tanta tecnica per rivisitare i classici. Ne è un ottimo esempio il Crostone con pomodorino del piennolo tiepido, che non è la solita bruschetta, ma la quint’essenza del pomodoro elevata a potenza. Per iniziare suggerisco l’insalata tiepida di anatra con puntarelle: dove la carne grassa, tenera e succosa dell’anatra trova il giusto contrappunto nella freschezza delle verdure croccanti e amarognole, stuzzicando l’appetito.

I primi sono un tripudio di quantità e gusto. Si va dai classici da manuale, vedi la loro amatissima Carbonara, fino alle saporitissime Linguine con il Tonno, ma rivisitate con Pomodorini Secchi E Pesto. Interessanti i Tagliolini al ragu bianco e limone e ottimi i piatti”veg friendly” come i Rigatoni con pesto di zucchine, noci e menta. Tra i secondi da provare assolutamente c’è un‘eccellente Faraona con insalata di fave, piselli, lattuga e fondo di cottura. Anche i dessert “home made” meritano: tra torta di mele, brownies, tiramisù e creme brulè. Vero must è però la loro Crostatina con ricotta, composta di arance e praline di cioccolato. Servizio cortese sempre col sorriso, e amari fatti in casa da “Distillerie Capitoline, coronano una piacevole esperienza. Ottimo rapporto qualità prezzo.

Via Vercelli, 6 Roma Tel. 3517600079

Umami: l’izakaia giapponese a Roma

E se vi dicessi che a San Giovanni esiste un pub giapponese?

È il nuovo corso di Umami, creatura della scuderia di Pucciotti, il “re” dei ristoratori del quartiere, che di recente si è sdoppiata, trasferendo la gloriosa trattoria giapponese con i suoi ramen in via Meneghini a Caffarella, e dando vita invece nello storico indirizzo di via Veio, a un’Izakaya.

Umami è ora infatti un pub nipponico, dove gustare il meglio dello street-food e del comfort-food del Giappone accompagnati da birre, vini, distillati e fermentati made in Japan.  

Qui si viene a godere di appetitosi gyoza, croccanti tempura di gamberi o vegetali, zuppa di miso, fagioli di soia cotti al vapore, onigiri di pescato del giorno e morbidi bun al vapore con ripieni stuzzicanti di carne, di pesce o veg. Aldilà di tutto in questa izakaya è doveroso ordinare il pezzo forte della casa: il Katsu Sando, un sontuoso panino con una dorata cotoletta di maiale.  In particolare sono altamente consigliati i gyoza di maiale croccanti e tradizionali. Da bere in abbinamento a tutte queste delizie nipponiche tante birre artigianali con luppoli e ingredienti giapponesi, shochu, sake, e la kombucha, bevanda a base di tè zuccherato fermentato e leggermente frizzantina.

Chi gradisce i liquori apprezzerà l’umeshu, liquore ricavato dalla fermentazione della ume (prugna) nell’alcol (o sakè o shochu) ma avrà da scegliere anche tra gin tonic, rum, distillati giapponesi e tanti cocktail. Aperto dalle 18:00, Umami è un bel posticino adatto anche per un tè e un dorayaki. Aperto dal martedi alla domenica a cena e dopocena.Lunedi chiusi.

Via Veio 45 Roma. Tel.0653096313

Spiedo: lo street food di fattoria

Hai presente quel bel pollo della domenica con le patate arrosto, come lo faceva tua madre? Qui puoi ritrovarlo!

A due passi da piazza Re di Roma c’è un piccolo sorprendente street food di fattoria (puoi mangiare sul posto ma anche fare take away), che porta a San Giovanni i tipici sapori di campagna.

Spiedo Gipsy Kitchen, si caratterizza per una cucina casalinga, genuina e gustosa con ottime materie prime. Al centro della proposta c’è il girarrosto, uno dei metodi di cottura più ancestrali.

Pollo allo spiedo, galletto ruspante, cosce di pollo marinate, panini sostanziosi e verdure dell’orto: questi i cardini del menù di Spiedo, che tenendo i piedi ben piantati in Italia, guarda un po’ pure alle ricette dal mondo.

Aperto a fine 2018, e recentemente entrato tra i locali consigliati dal Gambero Rosso, si è guadagnato nel tempo la fiducia degli abitanti di San Giovanni, che vengono qui per il suo delizioso pollo rigorosamente biologico, succoso e incredibilmente tenero.

Per iniziare ci sono le poll-pette con mayo alle erbe, o le vegetariane polpettine di melanzana con mayo allo yogurt. Così buone che una tira l’altra. Molto originale è pure il riso cuzco, saltato con uova, pollo speziato, cipollotto soya e zenzero. Perfetto se cerchi un piatto unico con un pizzico di esotismo.

Qui però si viene soprattutto per ordinare il classico “Pollo A.Roma”: un pollo con salvia e rosmarino, che con il suo sapore autentico risveglierà in te ricordi felici dei pranzi in famiglia di un tempo.

Voglia di un pollo un po’ speciale? Per te c’è il Pollo Macho o “Pollo a la Brasa”: è preparato secondo la ricetta tradizionale peruviana, con una marinatura a base di cumino, zenzero, salsa di soja, aglio, paprika, Aiji panca e lime. Il suo sapore speziato ti conquisterà. Nondimeno sarà cn lo stuzzicante “pollo alla diavola” limone e aneto.

Immancabili i contorni come le patate di Avezzano al forno o la verza stufata al vino con l’uvetta.

In alternativa al pollo intero poi, ci sono i succulenti Spiedoni: una coppia di deliziose sovracosce di Pollo italiano marinate in stile Provenzale con senape ed erbe aromatiche. Disponibili pure nelle versioni Sweet BBQ o Hot Texano. Infine in uno street food di campagna non poteva mancare (solo il sabato) un bel panino verace con la porchetta. Dulcis in fundo: strudel homemade fatto in casa con mele del Trentino, che ti fa sentire come a casa di nonna.

Via Cerveteri 4, Roma. Tel.06 4807 1262

Sacro e Profano: tradizione e innovazione

A via Siria ecco un ristorante unico nel suo genere. Sacro e Profano è un locale dal doppio volto, quello “sacro” della tradizione e quello “profano” della rivisitazione contemporanea. Questa dualità si rintraccia nei menù proposti ma anche nella location che rispecchia queste anime:

la sala “sacra” è all’insegna di un arredamento classico in colori caldi, la sala profana è tutta moderna e all’insegna del bianco.

Il menù, improntato sulla stagionalità dei prodotti, si dipana tra piatti della cucina tradizionale italiana e piatti in cui le ricette classiche vengono completamente riviste in chiave creativa, con risultati davvero interessanti.

Un efficace esempio è la Carbonara di Gasperino: dove anziché la tradizionale carbonara ti arrivano dei ravioli al carbone vegetale dal cuore di cacio e pepe, accompagnati da zabaione salato e guanciale croccante.

Ma stesso discorso vale per tutti gli altri piatti: ad esempio il lesso alla Picchiapò lo puoi gustare sia tradizionale che trasformato nelle originali polpette alias “Bollette picchiam’po’”.  

Tra i piatti consigliati: il flan di carciofi con cuore di pecorino che rivisita “il sacro” carciofo alla romana, buono come il maialino in” versione profana” ovvero le costolette cotte al Bbq a bassa temperatura speziate e glassate, rivisitazione del classico stinco con le patate celebrato nel menù “sacro”. Insomma attraverso il gioco del “Sacro e Profano” in pratica si può degustare un piatto con gli stessi ingredienti sia nella versione sacra, più fedele alla tradizione, che nella versione profana, e cioè rivisitato in versione creativa. Non mancano le proposte di mare come Paccheri con genovese di polpo o le Alici fritte.

Inoltre la carta cambia spesso e ogni mese c’è anche un menù declinato con riferimento alle tipicità di una regione italiana in particolare. Tutte queste opzioni rendono l’esperienza in questo ristorante sempre nuova e stimolante. Fiore all’occhiello del locale è la carta dei vini, più di 180 referenze. Nata dalla passione dei proprietari per il buon bere è totalmente composta dalle etichette dei piccoli produttori della FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti .

Via Siria, 16, Roma. Tel.06 5513 6181

Salotto Stadlin: food & cocktail pairing

Salotto Stadlin, spin off dell’omonimo e già rodato club in zona Ostiense della famiglia Coticoni, ha aperto da pochissimo a San Giovanni e si candida già a locale d’elezione per tutti quelli che amano mangiare sorseggiando ottimi drink, o rilassarsi in un after dinner. Si tratta di un Premium Concept Bar con cucina, che vede tra i suoi soci anche Brando Giorgi, attore e noto volto televisivo. Una location chic e accogliente, cui accedere attraverso una porticina nascosta, che conduce in questo salotto oldfashion in stile Belle Époque. Tra pezzi di design, oggetti d’antan e luci soffuse lo Stadlin evoca i “secret place” e gli speakeasy del probizionismo. Al bancone il capo mixologist Pasquale Viscito e suoi barmen, preparano senza sosta cocktail particolarissimi, a base di infusi e preparazioni esclusivamente homemade.

Ai fornelli invece si cucinano i piatti di Daniele Tullio, che propone un’evoluzione dei classici rivisti in chiave pop e mediterranea. Una cucina incentrata sulla stagionalità e aperta a contaminazioni di altre culture. In un ideale percorso degustazione qui non possono mancare: la Tataki di Manzo con Salsa ai Mirtilli e Funghi Saltati, la Fettuccina al Ragù Bianco con Fonduta di Parmigiano( in copertina), la Guancia di Manzo Brasata al Cacao con Puree di Patate e il Cremoso alla Fava Tonka, composta di Ananas e Terra di Cocco. Aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 2. Chiuso il martedì.

Largo Vercelli 9, Roma. Tel. 329 414 4555. 

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