Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Domenica 09 Agosto 2020

L’Orvietan, l’antico elisir umbro rivive all’ombra del Duomo

l'orvietan

Sulla rupe di Orvieto rinasce l’amaro erboristico che nel ‘600 conquistò le piazze di tutta Europa

La storia de L’Orvietan nasce nel lontano 1603 quando, sulla rupe di tufo dove svetta il piccolo gioiello umbro, Girolamo Ferranti ottenne dal Comune la licenza per la vendita del suo speciale medicinale nella pubblica piazza.

Si trattava di una polvere solubile composta da un mix di oltre 25 piante ed erbe officinali come angelica, genziana, rabarbaro, malva e mirra, cannella, lavanda e assenzio. Lo speciale composto, perfetto per favorire la digestione e per guarire da numerosi malanni compreso, si dice, l’avvelenamento, conquistò da subito tutti i cittadini di Orvieto, diffondendosi ben presto in tutte le principali piazze d’Europa.

Il successo de L’Orvientan durò per circa duecento anni, raggiungendo Venezia (dove fu prodotto fino dal 1636 al 1792), la Germania, l’Inghilterra, l’Olanda, l’Austria, il Belgio e perfino la corte francese di Luigi XIV, il Re Sole da cui deriva il simbolo apposto tutt’oggi sulle bottiglie del famoso elisir inserito, nel 1655, nel trattato sulla farmacopea di Johannes Schröder.

La fama de L’Orvietan non risparmiò neanche il teatro (usato come primo metodo di pubblicità, soprattutto in Francia) e la letteratura. Nella prima stesura dei Promessi Sposi, la ventisettana, infatti anche Alessandro Manzoni suggerì, tramite la figura di Donna Prassede, l’uso di questo antidoto. De L’Orvietan parlarono anche Molière, che addirittura lo citò come rimedio al “mal d’amore”, Voltaire e Leibniz, Balzac e Chateaubriand decantandone le proprietà guaritive.

L’Orvietan ai giorni nostri

Nel corso della storia moderna, le tracce de L’Orvietan si sono un po’ perse. La produzione di questo storico antidoto si è col tempo interrotta. Almeno fino ad oggi. Sì, perché per merito della curiosità e della passione per la storia di Lamberto Bernardini, L’Orvietan ha finalmente rivisto la luce grazie anche alla collaborazione con Aurelio Visconti, noto erborista, Patrizia Catellani e Renzo Console, professori dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena.

Oggi, non si tratta più di un mix di erbe ma di un amaro denso e dal colore giallo intenso con sfumature verde rame, ottenuto dall’essiccazione, dalla macinazione al mortaio e dalla macerazione a freddo in alcool puro (a 96 gradi per ben 20 giorni) delle 25 piante officinali, dal gusto amaricante, digestive e antisettiche, coltivate in Italia e in Oriente.

Lasciata affinare per circa un anno in botti di legno, questa corroborante bevanda alcolica, prodotta in un laboratorio che, tra cimeli, documenti e libri del ‘600, ricrea l’ambientazione delle antiche spezierie locali, può esser usata in molti modi: calda, unita all’acqua o al latte tiepido e addolcita con un po’ di miele o fredda, con ghiaccio e una spremuta di lime e un pizzico di zenzero. O ancora nel caffè o nell’impasto di dolci al cucchiaio e biscotti (qui trovate tutti i consigli e le ricette).

Mi sono avvicinato allo studio de L’Orvietan circa venti anni fa. – ci racconta Bernardini – Qui in città ormai non lo conosceva più nessuno così mi sono documentato scoprendo un modo dietro questo prodotto. Ripercorrendone la storia , sono arrivato a toccare diversi ambiti, dalla farmacopea, prima praticata nelle strade e poi nelle spezierie, divenute con il tempo farmacie vere e proprie, alla letteratura e all’arte. Ci sono citazioni dell’Orvietan nei quadri de Louvre e, soprattutto, nelle opere teatrali. Questo perché i venditori ambulanti di Orvietan, in Francia, avevano intuito che, attraverso delle piccole scenette sul palcoscenico, potevano vendere più facilmente il loro prodotto. Si tratta dunque della prima forma di pubblicità. Per noi oggi è normale, ma per l’epoca era avanguardia pura”.

“Quattro anno fa poi, ho deciso di iniziarne la produzione per regalarlo ai miei amici. Il risultato è piaciuto talmente tanto che ho deciso di metterlo in commercio. La produzione è molto bassa (circa 4 mila bottiglie l’anno) ma è, per me, un risultato straordinario. Si tratta infatti di un liquore particolare, non dolcificato e ruffiano come tutti quelli in commercio”.

Ovviamente, la dose di spezie contenute in una bottiglia non è la stessa dell’antico medicinale ma è quella riportata nella licenza fatta da Re Sole per la vendita in Francia e indicata per una corretta digestione. Trovare il giusto dosaggio è stata la parte più complicata del nostro lavoro perché sul foglio sono riportate le unità di misura del seicento che oggi non usiamo più.”

Non ho interesse ad ingrandirmi perché voglio fare tutto da solo. – continua a raccontarci – Vendiamo L’Orvietan solo qui in città, nel mio negozio e in alcune enoteche, bar e ristoranti perché qui sulla rupe, dobbiamo promuovere il territorio”.

Info utili

L’Orvietan

Negozio: Via del Duomo 74, Orvieto

Tel: 0763 341060

Laboratorio: Vicolo dei Dolci 6, Orvieto

Tel: 348 4124418 (visite su appuntamento)

Prezzo: 26 euro a bottiglia

Mail: info@lorvietan.com

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