Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Giovedì 24 Giugno 2021

Domenico Schingaro, chef di Borgo Egnazia, inaugura la stagione con un menu “healthy”

Domenico Schingaro festeggia 11 anni di Borgo Egnazia. Per l’occasione lo abbiamo incontrato e con lui abbiamo parlato delle prospettive per l’estate alle porte e del nuovo menu incentrato sui principi del viver sano.

Domenico Schingaro ci racconta come in questi lunghi mesi di “sospensione” a Borgo Egnazia il lavoro non si sia mai fermato. In questo luogo dell’anima si trova il benessere al centro. E fondamentale anche per tutta l’esperienza di viaggio: Borgo Egnazia diviene sempre più un luogo in cui stare bene, in perfetta armonia con la natura e con la cultura del luogo. 

Il benessere è declinato anche nella nuova proposta gastronomica basata su “Regole Auree” ovvero principi del viver sano, scientificamente riconosciuti e declinati considerando il patrimonio delle tradizioni e le conoscenze della cucina contemporanea.

Come ti senti dopo un anno di lockdown? Tre aggettivi per descriverti.

“Sereno, vista la riapertura di Borgo Egnazia e la ripresa dell’operatività. Carico, ho una grande voglia di lavorare bene e far stare bene chi lavora con me. In realtà, sono anche un po’ arrabbiato per il tempo “perso” e per quello che abbiamo vissuto tutti in questi mesi. Mi è dispiaciuto molto vedere Borgo chiuso e mi è mancato poter accogliere gli ospiti al Due Camini, dove solitamente lavoriamo quasi tutto l’anno”.

E tre aggettivi per descrivere il mondo della ristorazione ora?

“Concreto, responsabile e attento al fattore umano”.

Per quest’anno e per il prossimo, come sta cambiando e cambierà il mondo della ristorazione?

“Vedo una cucina più attenta al mondo del vegetale e alla ricerca dei piccoli produttori. Alla base delle scelte per i menu dei nostri ristoranti a Borgo Egnazia c’è una rete di contatti umani che abbiamo creato negli anni con i professionisti che ogni giorno ci offrono il meglio del loro lavoro e delle loro materie prime. Credo ci sia anche bisogno di recuperare una dimensione umana e meno frenetica, semplice e appassionata”.

C’è voglia di tornare al ristorante?

“Certamente! C’è tanta voglia di stare bene e recuperare un po’ di serenità e sana convivialità. Questo vale per gli ospiti ma anche per chi lavora in questo settore. Io e la mia squadra siamo pronti e carichi di entusiasmo”.

Quali sono le soluzioni alternative che hai trovato in questo anno e nel 2020?

“A Borgo Egnazia abbiamo eliminato il buffet delle colazioni e abbiamo introdotto un servizio alla carta con proposte interessanti e preparate al momento, cercando di avere zero sprechi e offrire una esperienza gustosa, salutare e innovativa. Per il ristorante Due Camini abbiamo scelto di proporre solo tre menu degustazione, eliminando il menù alla carta: “Apulia”, con un omaggio alla mia terra da nord a sud, “Radici”, un viaggio tutto vegetale nella biodiversità pugliese e “Mediterraneo”, un sorprendente percorso alla scoperta degli ingredienti protagonisti della cultura mediterranea del cibo.

Inoltre, a Borgo Egnazia ci siamo concentrati su una nuova visione dell’offerta food, profondamente legata al concetto di benessere sul quale si basa tutta l’esperienza dell’ospite. Per questo abbiamo creato le “Regole Auree dell’alimentazione” e abbiamo allineato tutta l’offerta a questi principi. Non si tratta di una «dieta», ma di principi del viver sano, declinati considerando il grande patrimonio delle tradizioni e le conoscenze della cucina contemporanea”.