Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Domenica 25 Luglio 2021

Lo charme della Sicilia orientale tra vigneti, ristoranti e alloggi che raccontano il territorio

Viaggio tra Marzamemi e Pachino alla scoperta della “terra del vino buono“.

Culla di vitigni pregiati come il Moscato e il Nero d’Avola, patria di vigneti secolari e di un sapere maturato nel tempo, il territorio che va tra Marzamemi e Pachino, può essere definito, a pieno titolo, “terra del vino buono”.

Ma non è tutto. Se non bastasse l’alta qualità enologica di questo territorio della Sicilia orientale a spingervi a visitarlo, anche solo per un fine settimana, la presenza di strutture turistiche di grande appeal e di ristoranti che portano la firma di prestigiosi chef saranno le motivazioni perfette per spingervi a intraprendere un viaggio, non necessariamente lungo, in questa parte del territorio siciliano. 

Cantina Ramaddini

Il nostro viaggio inizia con la visita alla cantina Ramaddini, ì cui vigneti declinano dolcemente dall’altopiano di Noto verso il mare di Marzamemi, coltivati con il tradizionale metodo ad alberello e con il più moderno metodo di allevamento a controspalliera. Frutto di un lavoro meticoloso e di altissimo livello, la qualità dei vini è anche il risultato della convergenza di una serie di fattori naturali come la benevolenza del clima, l’impareggiabile lavoro della luce e la posizione geografica.

Il terreno bianco luce, con la complicità del sole incessante e della brezza marina portata dal vento imponente diviene, infatti, culla amorevole per la vite  che qui cresce rigogliosa.

L’influenza di due mari, il Mediterraneo a Sud e lo Ionio ad Est, la cui salsedine è adagiata sulle viti dal vento favorisce, inoltre, l’arricchimento e la maturazione delle uve. A questo si unisce la naturale fertilità del terreno, tendenzialmente calcareo, che nasconde un sottostrato lavico dovuto alla presenza di vulcani nella zona. Queste caratteristiche conferiscono un apporto minerale che permette di ottenere uve con altissime qualità organolettiche, conferendo ai vini aromi particolari e importanti proprietà antiossidanti che ne garantiscono la longevità.

Dall’utilizzo delle antiche tecniche di lavorazione delle vigne, alla cura scrupolosa dei viticoltori nelle delicate fasi della vendemmia manuale, della pigiatura e della fermentazione, produciamo i nostri vini con un occhio attento e sempre vigile alla salvaguardia dell’ambiente utilizzando tecniche di coltivazione naturali, prive dell’utilizzo di pesticidi e concimi chimici. Questa attenzione ci ha fatto ottenere la certificazione bio dalla vendemmia 2018”ci racconta Carlo Scollo, florovivaista modicano che ha fatto della sua passione per il vino, che lo accomuna alla moglie Concetta,  la sua attività principale.

Nei 20 ettari di proprietà dell’azienda, caratterizzati da suolo molto calcareo con tessitura fine, vengono coltivati Nero d’Avola, Syrah, Cabernet Franc, Chardonnay, Catarratto, Grillo, Moscato Bianco che diventano i protagonisti di vini fortemente identitari. Biglietto da visita dell’azienda il Perla Marina, spumante dal perlage fine ed elegante, naso dalle note intense e sorso fragrante e persistente. Tra ì bianchi oltre ad un apprezzabile Grillo, Nassa, che del vitigno ha tutte le caratteristiche peculiari tra cui la freschezza e ì profumi intensi, da non perdere il Quattroventi IGT, un blend di Chardonnay e Cataratto Biologico dal naso intenso di fiori gialli, ananas e pesca matura, erbe aromatiche e zucchero a velo e dal sorso morbido, avvolgente, buona freschezza. 

Fiore all’occhiello aziendale poi è  il Patrono, Nero d’Avola in purezza con un naso di  fiori appassiti, frutti rossi a bacca piccola, scorza d’arancia amara disidratata e cuoio in bocca intenso e sapido dal tannino vellutato e dal finale persistente. Dulcis in fundo, Al Hamen DOC Moscato Passito di Noto Biologico, dal naso  di frutta candita, confettura di albicocche e miele che tornano in bocca con grande equilibrio tra morbidezza e freschezza, che ne scongiura la stucchevolezza rendendolo a lungo persistente al palato. 

Cortile Arabo

Dopo tanti sorsi pregiati si rende altamente consigliato un doveroso “pit stop” nel  ristorante  più famoso di Marzamemi, il Cortile Arabo, osteria di mare. Nel cuore del vecchio borgo marinaro, in uno degli angoli più intimi e caratteristici della località. La brigata di cucina è magistralmente guidata dallo chef Massimo Giaquinta. Qui tra essenze di timo, basilico salvia e menta peperita gli ospiti vengono inebriati con un menù disegnato per sedurre il palato avvolgendolo con sapori semplici ma dal forte impatto sensoriale. Il pescato fresco, l’olio siciliano, gli aromi e le erbe appena colte dall’erbario privato dell’Osteria, sono interpretati dalla maestria e creatività dello chef  per la realizzazione di piatti che ne valorizzano le caratteristiche peculiari.

L’attaccamento alla tradizione  è il punto di partenza da cui prendo ispirazione per i miei piatti creati, con un forte legale al modo di cucinare di una volta e alle materie prime. Per me la ricerca e la raccolta di materie prime di qualità autoprodotte costituiscono la base del gusto di un piatto. Per questo motivo con grande dedizione e abnegazione cerchiamo di non alterare il sapore degli ingredienti, curando tutti i metodi di cottura, dalle basse temperature alla cucina a legna, con vari tipi di corteccia a seconda dell’esigenza, dal legno di carrubbio al legno di ulivo- ci racconta chef Giaquinta e continua– si tratta di un lavoro di squadra necessario e fondamentale per la riuscita di ogni servizio, questo è per me l’ingrediente principale di ogni mia creazione” conclude. 

Bàcula ‘Nzicula

Dopo aver mangiato e bevuto non resta che  rilassarsi in una struttura che sia in grado di offrire tutti comfort di un albergo ma che, al contempo, conservi l’appeal di una struttura “casalinga” in cui sentirsi accolti come a casa di vecchi amici. Per trovare tutto questo, e anche di più, basterà recarsi da Bàcula ‘Nzícula, termine che in dialetto vuol dire bilancia siciliana e sta a indicare uno degli strumenti antichi che nell’immaginario ci riportano immediatamente con la mente nelle case di campagne delle nostre nonne.

Qui Enza Latino, l’adorabile padrona di casa di cui vi innamorerete dopo ì primi cinque minuti di conversazione, vi trasmetterà tutta la sua passione e abnegazione per il proprio lavoro che toccherete con mano sin da quando troverete in stanza un cadeaux con ì suoi biscotti di frolla e marmellata e un vino passito e altre cortesie per gli ospiti che vi faranno sentire coccolati. A questo si aggiungerà la presenza, sempre gradita, di una confortevole piscina che vi offrirà refrigerio durante la calura estiva e, come se non bastasse, una prelibata colazione a base di golosità tutte rigorosamente autoprodotte. A cominciare dalla granita di mandorle tostate accompagnate da brioche fragranti, lo yogurt , la ricotta, le marmellate di frutta di stagione (tra cui una strepitosa ai gelsi bianchi). E, ancora, biscotti, cornetti tutti rigorosamente homemade. 

Questo luogo nasce con lo scopo di allietarvi e coccolarvi durante il vostro soggiorno senza farvi mancare nulla. Ci stiamo anche impegnando nella salvaguardia e nel rispetto della natura oltre che di tutti gli esseri viventi. Pertanto,  abbiamo cercato di ridurre al minimo indispensabile l’uso della plastica, della carta e di materiali inquinanti. Ecco perché non troverete bicchieri e posate e cannucce di plastica Le nostre marmellate sono prodotte con frutta di stagione dei nostri alberi e sono esposte non in porzioni monodose in modo da evitare sprechi. Il miele è prodotto da un apicoltore locale ed è di una bontà unica. Biscotti, torte e tutto ciò che troverete, è esclusivamente stato fatto da me utilizzando farine locali a km 0, uova delle nostre galline cresciute libere- ci racconta Enza e conclude– La cosa più importante di quando si fa una vacanza è il sapore che ci lascia in bocca ed io faccio di tutto perchè sia il più buono possibile”.

Vidi

Degna conclusione di un fine settimana all’insegna della bellezza e della bontà non può che essere un pasto da re. Per farlo senza alcun dubbio ci spostiamo a Portopalo, in provincia di Siracusa, al ristorante ViDi in cui ad accoglierci troviamo lo chef Roberto Pirelli con la moglie Paola Tosi perfetta narratrice  della cucina  in sala.

Il ristorante si affaccia sulla splendida terrazza di Castello Tafuri, da dove si può assistere all’incontro tra i due mari Ionio e Mediterraneo. È proprio da questo luogo incantevole che nasce l’ispirazione dei piatti dello chef Roberto Pirelli.

Le tradizioni siciliane vengono “contaminate” elegantemente da esperienze personali, costanti ricerche e da originali spunti creativi. Ingredienti semplici, freschi, erbe aromatiche e spontanee, profumo di agrumi in connubio con la vera cultura dell’accoglienza.

Il Ristorante ViDi, prima a Noto, nell’estate 2017 inaugura la sua nuova sede all’interno del Castello Tafuri residenza storica di charme a Portopalo di Capo Passero (SR), sull’estremo lembo della Sicilia orientale. Punto di forza è la terrazza a strapiombo sul mare, location di rara atmosfera sulla quale cenare in pieno relax.

Chef Pirelli propone una cucina mediterranea di ispirazione siciliana. Ricerca i profumi dei piatti più antichi e li ripropone in modo equilibrato con un pizzico di creatività, oltre che alla carta, anche in tre percorsi di degustazione: Tempo- Reale, Scrusciu d’u mari e Classici della tradizione, tre diverse interpretazioni dei piatti della memoria che riprendono vita tra le mani dello chef e la narrazione di Paola in una alchimia che riporta a tempi lontani.