Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 11 Agosto 2020

Patrizia Di Benedetto riparte con grinta tra il Bye Bye Blues di Palermo e il Raya di Panarea

patrizia di benedetto

La chef stellata Patrizia Di Benedetto riapre le porte del suo Bye Bye Blues di Palermo e da il via a un altro progetto che profuma d’estate: il Raya di Panarea.

È innegabile che il lockdown, dovuto all’emergenza sanitaria globale, sia stato un momento difficile che ha messo a dura prova non solo la capacità di resistenza di ognuno di noi, ma anche quella, non meno importante, di sapersi reinventare attingendo a risorse che  neanche sapevamo di avere o che credevamo di aver perso.

Tuttavia, non tutti hanno reagito allo stesso modo ai due mesi di clausura forzata. Se, da una parte, c’è stato chi ha deciso di “esorcizzare” il momento critico esponendosi a una forte visibilità mediatica tramite ì tanti canali social a disposizione che, soprattutto durante la quarantena, l’hanno fatta da padroni, dall’altra c’è stato chi ha preferito restare “in anonimato” stando a guardare gli accadimenti, mostrandosi, solo apparentemente, schivo e poco disponibile a mettersi in gioco mentre, in realtà, stava semplicemente riprendendo fiato per decidere la mossa più saggia da fare quando sarebbe arrivato il momento della tanto agognata ripartenza

Bye Bye Blues

È questo il caso di Patrizia Di Benedetto, chef patron del ristorante stellato Bye Bye Blues di Palermo, prima chef donna ad ottenere l’ambita stella Michelin, che ha finalmente deciso di “rompere il silenzio” con cui ha affrontato il periodo non semplice di chiusura del suo ristorante. Oggi è pronta a far risplendere la sua stella con la grinta e la determinazione che hanno fatto di lei un vero e proprio fiore all’occhiello dell’alta ristorazione siciliana a livello internazionale.

Dopo la lunga assenza dai fornelli sono pronta a ripartire con grinta riproponendo ai miei clienti lo stile moderno dai sapori intensi della tradizione siciliana ai quali li ho, da sempre, abituati e che continuano a richiedere, anche e soprattutto, dopo questo lungo periodo di blocco dell’attività di ristorazione. Uno stile creativo che ha fatto degli ingredienti di primissima scelta, esaltati da moderne tecniche di cucina il biglietto da visita inconfondibile del Bye Bye Blues” racconta la chef palermitana.

Tra I piatti in menù da non perdere, non solo perché degni di nota, ma anche perché consigliati dalla chef in persona come suoi cavalli di battaglia i Cavatelli neri in salsa di pesce e schiuma di ricci e il fritto di mare in tempura (preparata con la farina di riso, prezioso dono di influenza nipponica, che ne accentua la consistenza croccante). Tra I dessert la Torta di limone e mandorle con gelato alla vaniglia e piccola crème brulè, il Biscuit di zucchero nero e Tiramisù siciliano o la Cagliata al gelsomino su gelo di anguria e meringhe alla cannella.

Raya

Ma non è tutto. Oltre alla riapertura del Bye Bye Blues nel pieno rispetto delle norme anti-Covid19 previste dall’ultimo DPCM del 15 giugno 2020, l’energica chef palermitana con la passione per il “Paese del sol levante”, ha accettato l’ambiziosa sfida di gestire la brigata di cucina del ristorante del Raya a Panarea, il noto “Hotel de charme” premiato con il Marco Polo Awards nel 2004 dalla scelta di un pubblico internazionale che lo ha eletto il migliore del Mediterraneo. In questa avventura in cucina c’è anche lo chef Flavio Mannoia, che fa parte dello staff della chef palermitana sin dai suoi esordi.

Arroccato sul pendio della collina, piccolo borgo eoliano emergente in un giardino di ulivi, limoni e buganvillee, il Raya si protende con tutte le sue terrazze verso lo Stromboli,  affacciato sul mare dal quale emergono Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro e le Formiche. Un “Cult Hotel” dove  gli amanti della natura, della serenità e della quiete possono finalmente ritrovare sé stessi.

“Nel ristorante all’interno dell’hotel ho deciso di proporre una cucina semplice e raffinata basata sui prodotti del territorio, accuratamente selezionati, biologici e biodinamici provenienti da cooperative che coltivano secondo le stagioni, le fasi lunari e i ritmi della terra, la cui qualità esalterò portando il tratto distintivo della mia cucina senza, tuttavia, stravolgere e modificare l’autenticità di prodotti che parlano del territorio – ci  spiega Patrizia di Benedetto e conclude – ci sono luoghi in cui bisogna entrare in punta di piedi per non alterarne e snaturarne  la bellezza poiché la Natura fa già tutto da sé. Panarea è uno di questi. Il mio compito, come quello di qualsiasi chef, sarà quello di valorizzare le materie prime di questo luogo straordinario e di restituirle ai clienti esaltandole nella loro migliore espressione”. 

Tra i cavalli di battaglia da non perdere il Polpo fritto e insalatina eoliana e i Rigatoni con pomodoro crudo, melanzana alla brace e ricotta salata.

Tra i dessert nessun dubbio: scegliete la Crostata con gelo di anguria e crumble di farina di riso o la Tartare di frutta estiva con cremoso al profumo di gelsomino e non ve ne pentirete.