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Prima stella Michelin per Aria, il ristorante di Paolo Barrale

Paolo Barrale: a 5 mesi dall’apertura, il suo ristorante Aria Restaurant ha ottenuto la prima Stella Michelin. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare alcuni aspetti della sua filosofia di cucina.

Dopo solo 5 mesi dalla sua apertura, Aria Restaurant, il ristorante dello chef Paolo Barrale, ha ottenuto la sua stella Michelin, il meritato riconoscimento per una cucina speciale che gioca con i contrasti in una formula innovativa ma rispettosa della tradizione.

Paolo Barrale, classe 1973, nasce a Napoli, dove sorge anche il suo ristorante Aria, ma è cresciuto a Cefalù, tra la pasticceria di famiglia e l’istituto alberghiero dove si è diplomato. La sua brillante carriera inizia sin da subito all’interno di prestigiose cucine come quella de La Pergola al Rome Cavalieri, dove ricopre l’incarico di Chef de Partie Entremetier e Patissier sotto la guida di Heinz Beck. Nel 2005 approda poi al Sorbo Serpico, a capo della brigata di cucina del Marennà, dove ottiene la sua prima stella.

Nel 2014, viene anche eletto Ambasciatore dello Stoccafisso, grazie alle sue ricette a base di Stoccafisso di Norvegia. Negli anni lo chef Barrale ha poi continuato a collaborare con grandi nomi tra cui, per esempio, Gualtiero Marchesi e Peter Wyss, fino ad arrivare nel 2021 ad aprire il suo ristorante dove porta in tavola la veracità e l’intimità di Napoli tra sperimentazioni e tradizione.

Aria è un locale di quasi 450 mq, situato in in via Loggia, a due passi da Piazza Giovanni Bovio, dove lo chef accoglie i suoi ospiti in quello che sembra essere un antico salotto della borghesia napoletana nonché una dimora intima, con sole 30 sedute più altre 10 nella sala privata.

Oltre al consueto menù alla carta, ad Aria, lo chef Barrale ha pensato a due menù degustazione, “Aria di casa” e “Boccata d’Aria“, che rispecchiano rispettivamente la cultura gastronomica partenopea e il pensiero più creativo dello chef.

Noi lo abbiamo intervistato e ci siamo fatti raccontare alcuni aspetti della sua cucina.

Chef, cosa ha significato per te ottenere una stella Michelin dopo soli cinque mesi dall’apertura del locale?

“Non ci siamo neanche resi conto che sia passato così poco tempo in effetti- ci racconta- Abbiamo cominciato almeno sei mesi prima a sistemare la cucina ed elaborare una linea adeguata…. Siamo stati completamente sommersi da chiamate, ringraziamenti, complimenti.. inutile dire che un investimento del genere ci ha facilmente portato a essere chiacchierati, ma se non ci fosse stata sostanza, la rossa avrebbe sicuramente glissato”.

E quanto fa la differenza in un ristorante? Pensi sia corretto dire che la prima stella sia riferita solo alla cucina?

“Questo è il mio trentesimo anno di attività in cucina e non ho mai, mai pensato che l’ottenimento di certi risultati sia dovuto soltanto all’attività di cucina, soprattutto in un ristorante del genere. Solo la coralità tra accoglienza, sala e cucina può portare a grandi risultati”.

Cosa si deve aspettare invece un ospite dalla tua cucina?

“Un caldo abbraccio” ci risponde.

Quanto invece è legata la tua cucina al territorio?

“La nostra cucina è rigorosamente legata al territorio, ma in alcuni casi guardandolo con occhi diversi….”

Se dovessi descriverti con tre pregi e tre difetti?

“Allegria, condivisione, pazienza da vendere….”e aggiunge ridendo “bellissimo, intelligente e Smart”.

Un consiglio su altri ristoranti da visitare vicino a te

“Sicuramente Palazzo Petrucci, Mimì alla ferrovia, George, Veritas, il Comandante, Caracol, Re santi e Leoni”

Ultima domanda, cosa ti aspetti dalla prossima stagione estiva?

“Quiete tempestosa…”

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