Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 28 Settembre 2022

Prima Classe, il vagone del gusto a Caserta

prima classe

Una pizza che unisce la tradizione verace napoletana alle tecniche più contemporanee. Un menu che conta ben 36 condimenti differenti e un locale che ricorda gli scintillanti vagoni di un moderno treno. Tutto questo è Prima Classe a Caserta.

Prima Classe nasce dalla voglia di creare una sorta di vagone del gusto dove consentire agli ospiti saliti a bordo di percorrere un viaggio tra i sapori. Abbiamo infatti deciso di riprodurre nel locale una serie di elementi che ricordassero e richiamassero il treno e sicuramente la forma rettangolare dell’immobile ci ha aiutato”, racconta Giuseppe Mosca, responsabile del reparto pizzeria del locale di via Mascagni a Caserta.

Entrando, si percorre un lungo corridoio dove è un attimo sentirsi un po’ come Agatha Christie a bordo dell’Orient Express: la sala è moderna e funzionale, attraversata da lunghe lavagne che elencano le proposte del mese.

Dopo aver preso le redini al banco degli impasti dal precedente titolare e pizzaiolo, Enzo Bastelli, Giuseppe, da circa un anno propone la sua interpretazione di pizza, un mix tra impasto contemporaneo e stesura tradizionale napoletana. 

L’impasto

Originario di San Giovanni a Teduccio, quartiere dell’area orientale di Napoli, racconta: “ho messo presto le mani in pasta, nei pressi del mio quartiere, per lo più in pizzerie da asporto. Ho fatto tanta gavetta: ho iniziato portando le pizze al tavolo, sono passato poi al forno fino ad arrivare al banco.

Caserta, io l’ho sempre identificata con la pizza “canotto” ma, quando arrivai circa quattro anni fa da Prima Classe, subito notai il modo di stendere la pizza, 100% napoletano con il classico cornicione meno pronunciato e mi colpì tantissimo.

Diversamente però, allora come oggi, la farina che utilizziamo in pizzeria è di tipo 1. L’impasto è diretto, in massa, con un’ora di puntata a temperatura ambiente. Frigo a temperatura controllata di 4° gradi per 48 ore cui segue “l’appretto” cioè lo staglio della pizza, circa 4 ore prima dell’uso mentre l’idratazione è al 64%.

Di questo impasto, molto più leggero e profumato rispetto quello cui ero abituato, mi sono innamorato ed è nata in me anche una forte passione per condimenti”, spiega il giovane pizzaiolo.

La pizza

C’è pizza e pizza. Nell’ormai patinato mondo del disco di pasta in forno, vigono diverse scuole di pensiero. Pizza alta, bassa, impasto molto idratato, gourmet, verace. Quella di Prima Classe è un mix tra impasto “contemporaneo” e stesura che richiama la tradizione napoletana con cottura leggermente più lunga che la rende crunch. Dalla classica partenopea si allontana per una consistenza più strutturata pur mantenendo il cornicione assolutamente sotto controllo.

Questa elaborazione sulla tradizione napoletana condotta da Giuseppe ha il fine di mantenerne i lati più interessanti mentre ne scarta alcuni non funzionali al risultato desiderato: quello di una pizza leggera sia ai sensi che alla digestione.

Una “nuova via”, che non oblitera ciò che è stato e non ne pregiudica l’esistenza, ma opera a partire da quei temi capaci di originare un diverso modo di concepire la pizza.

Il menu

A leggere la lista delle pizza in carta, ci si perde. L’offerta è molto ricca: 36 proposte suddivise tra classiche e speciali che presentano maggiori combinazioni di ingredienti e tanta fantasia di farciture.

La cena può iniziare stuzzicando qualcosa prima dando un’occhiata alla lavagna o al menu, sezione “Antipizza”, un lunapark di frittatine. Si passa dal concentrato della frittatina alla parmigiana di melanzane a quella pezzente (con salsiccia pezzente e crema di peperoni grigliati), dal “ritorno al passato” (besciamella e fonduta di caciocavallo al tartufo nero) alla contaminata Nusr_et con pulled pork, pasta kataifi e fonduta di cheddar. Saporitissime e fresche, come a casa, le patate fritte con la buccia.

La regina delle pizze è la classica Margherita con pomodoro San Marzano e fior di latte di Agerola. Una ruota di carro più gentile rispetto la classica napoletana, con cornicione alveolato ma croccante e un buon equilibrio tra gli ingredienti.

La Norcina si presenta con i condimenti (fonduta di parmigiano reggiano, fior di latte di Agerola, salsiccia di maiale casertano, funghi porcini e tartufo nero) equamente distribuiti su di un disco abbastanza sottile e sul cornicione “scrocchiarello”. Peccato per il tartufo non fresco, nonostante la stagione perfetta per il tartufo nero estivo. 

La Prima Classe con patata schiacciata, macinato di scottona, ‘nduja di Spilinga, fior di latte e cacioricotta del Cilento, si presenta molto generosa nei condimenti.

Il servizio di sala è attento, paziente e garbato mentre la carta dei vini sorride ai piccoli produttori locali e si spinge su prodotti che esprimono freschezza e acidità per accompagnare piacevolmente i lievitati. Si tratta per la maggior parte di etichette del territorio ma si può trovare anche qualche bottiglia non locale. Stesso vale per le birre, di nicchia e ben selezionate. 

Se siete collezionisti di pizzerie e volete avere un quadro completo delle molteplici sfaccettature che il territorio casertano ha da offrire, un viaggio in Prima Classe, è da percorrere o meglio, da gustare.

Info utili

Prima Classe

Vicolo Pietro Mascagni, 6/A, 81100 Caserta

Tel: 0823 344220

Orari: aperto tutti i giorni a cena. Venerdì, sabato e domenica anche a pranzo

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