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Bevi Naturale, una bottiglia al giorno per affrontare la quarantena: i vini della seconda settimana

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L’emergenza Coronavirus prosegue e anche la nostra permanenza forzata tra le mura domestiche, tra smart working, pulizie di casa, letture, serie tv e fornelli stremati. Per accompagnare a dovere questi momenti, eccovi la seconda parte della selezione di vini naturali da stappare in quarantena (e da consumare sempre con moderazione).   

L’emergenza Coronavirus prosegue in Italia e anche nel resto del mondo. Al momento è fuori questione anche solo ipotizzare che la situazione possa tornare alla normalità nel giro di qualche giorno e che ognuno di noi possa tornare alle proprie abitudini. L’unica cosa che possiamo fare, è continuare a rispettare le prescrizioni che le istituzioni ci hanno imposto e resistere. Visto che, in fondo, la permanenza forzata tra le mura domestiche è un sacrificio di poco conto rispetto a quello che stanno portando avanti quanti combattono in prima linea conto il virus, cerchiamo di non lamentarci troppo e andiamo avanti tra smart working, pulizie di casa, letture, tv e piattaforme streaming, fornelli stremati e furiose liti con la bilancia.

Per accompagnare a dovere alcuni di questi momenti e per consentirvi di evadere con la mente (non vi azzardate a farlo fisicamente se non avete un motivo valido) da quella che vi sembra ogni giorno di più la vostra prigione, dopo i suggerimenti della settimana scorsa, eccovi la selezione di vini naturali da stappare nella seconda settimana di quarantena (e da consumare sempre con moderazione).

Langhe Doc Nebbiolo 2018 – Ferdinando Principiano  

Questo Nebbiolo di Ferdinando Principiano nasce da 3 ettari di vigneti a Monforte d’Alba e Serralunga esposti a sud e sud-ovest, a circa 350 metri sul livello del mare, con viti che hanno un’età che va dai 10 ai 40 anni. Gli acini, una volta raccolti e portati nei locali adibiti alla vinificazione, fermentano alcoolicamente in vasche d’acciaio grazie alla presenza di lieviti indigeni (la fermentazione e la macerazione durano dalle due alle tre settimane) dove poi rimangono ad affinare per un periodo di 10 mesi. Terminata la maturazione il vino è pronto per essere imbottigliato.

Nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino, tipicamente scarico.Tutte le note giovanili del Nebbiolo qui sono in evidenza, dalla violetta alla marasca, passando per la mora di rovo e note vinose alle quali si aggiungono leggeri tocchi boisé. In bocca è fresco e morbido, con una bella sapidità ferrosa che esalta il frutto croccante, il sorso è ingentilito da un tannino setoso e da una buona struttura. Figlio di una magnifica annata, questo 2018 anche se è un goloso rosso di pronta beva vi farà innamorare per l’eleganza aristocratica del nebbiolo nascosta sotto l’esplosività dei suoi profumi floreali, scacciando almeno per un po’ l’angoscia da reclusione forzata.

Lazio bianco Igp “Coenobium Ruscum” 2018 – Monastero Trappiste Vitorchiano 

Verdura, frutta e ortaggi coltivati nella propria terra, marmellate e olio extravergine sono tra principali fonti di autosostentamento del Monastero delle Monache Trappiste di Vitorchiano, che realizzano e vendono due vini bianchi prodotti grazie alla collaborazione con il grande vignaiolo umbro Giampiero Bea.

Il Coenobium Ruscum, l’unico macerato, è la punta di diamante della produzione. Lavorato con metodi artigianali e senza aggiunta di chimica è un vino di grande espressività territoriale. Proviene da un mix di tre varietà locali antiche, già conosciute e attestate nel Medioevo: Trebbiano, in percentuale maggiore, Malvasia e Verdicchio. La vinificazione avviene tramite processi non invasivi, in cui l’intervento umano è praticamente nullo. Il contatto con le bucce si prolunga per 15 giorni, conferendo al vino un carezzevole tannino e una struttura più complessa al gusto e all’olfatto. Nel calice si presenta avvolto da un abito giallo paglierino carico, leggermente opaco, con sfumature dorate. Al naso regala un ampio bouquet di aromi che disvela una complessità sempre crescente squadernando note di camomilla, albicocca  e pera matura, fieno, erbe di campo, menta piperita, mela cotogna e sorba matura, fino ad una chiusura che ricorda la vernice e una fresca nota marina. In bocca ha grande larghezza e profondità, il sorso è caratterizzato da ritorni di frutta matura, sentori erbacei e miele esaltati in chiusura da una grande sapidità che assieme al tannino carezzevole gioca un ruolo importante nel donare a questo vino grande equilibrio e una straordinaria facilità di beva.

Umbria Igt Rosato “Rosé osé” 2018 – Fattoria Mani di Luna

La Fattoria Mani di Luna è un giovane progetto, nato dalla passione di tre soci, che hanno deciso di dedicarsi alla viticoltura sposando i principi della biodinamica. Siamo a Torgiano (PG) e le vigne sono coltivate in armonia con un contesto naturale ricco di boschi, uliveti e alberi da frutto selvatici. I 7 ettari sono stati piantati con le varietà storicamente presenti sul territorio, che da secoli si sono adattate al clima fresco e continentale dell’Umbria e ai terreni prevalentemente composti da sabbie, arenarie e argille. Con le due uve a bacca rossa più tipiche del territorio, il Sagrantino e il Sangiovese, questa giovane realtà realizza un rosato lontano anni luce dai modelli alla moda dei rosé sottili e delicati della Provenza, e maggiormente ispirato alla grande tradizione del nostro centro e sud Italia, fatta di rosati di buon corpo e struttura, estremamente gastronomici e versatili nell’abbinamento cibo-vino. Rosé Osé nasce da uve raccolte a mano e da una pressatura dei grappoli interi in un torchio verticale o con i piedi, secondo le più antiche consuetudini contadine. La fermentazione avviene in serbatoi d’acciaio in modo spontaneo e con lieviti indigeni. Prima d’essere imbottigliato con una dose di solfiti molto bassa, il vino riposa per alcuni mesi in vasche di cemento e acciaio. Nel calice si mostra di colore rosa molto intenso con leggere sfumature color rubino. Al naso squaderna in successione aromi ricchi e maturi di ciliegia, lampone e ribes rosso, accompagnati da sfumature di salvia, mirto e altre erbe della macchia mediterranea. Al palato ha una buona struttura con un frutto croccante e concentrato. Il finale è lungo, fresco e leggermente tannico.

Friuli Colli Orientali Doc Riesling AT 2014 – Aquila del Torre

Il Riesling “AT” è un bianco prodotto dalla cantina Aquila del Torre a partire da uve Riesling renano in purezza che nascono da vigneti di circa 15 anni, situati ad un’altitudine che va dai 175 ai 350 metri sul livello del mare. Ci troviamo sulle colline orientali del Friuli, in un terroir caratterizzato da un sottosuolo composto prevalentemente da marne e argilla, circondato da boschi e vegetazione. Raccolta manuale delle uve, diraspatura nei locali adibiti alla vinificazione della cantina e successiva pressatura degli acini. Il mosto fermenta spontaneamente in serbatoi d’acciaio grazie alla presenza di lieviti indigeni, e sempre in contenitori d’acciaio rimane durante la fase di affinamento, che si protrae per 9 mesi. Nel calice si presenta di un giallo paglierino intenso con leggerissime venature verdoline e riflessi dorati. Avvicinando il naso al bicchiere veniamo “investiti” da un treno carico di agrumi maturi (cedro e lime) e di fiori bianchi, il bouquet via via si apre e note di susine anticipano cenni sottili e fugaci di erbe aromatiche che  lasciano il posto ad una bella mineralità che si manifesta con un netto e crescente sentore di idrocarburo (cherosene). In bocca è di corpo medio, verticale e dinamico, con un sorso contraddistinto da una grande freschezza e l’evidente trama minerale, che incentiva una beva più che scorrevole. Una bottiglia dotata di diverse anime, che vi stuzzicherà soprattutto se siete tra coloro che amano divertirsi nel ricercare le sfumature dei profumi più nascosti. Ideale per una insolita serata di evasione dedicata alla caccia ai profumi e alle emozioni.

Cirò Doc Rosso Classico Superiore 2016 – Tenuta del Conte  

Cirò Marina, Vigna Armeria, una parcella di 1,5 ettari affacciata sullo Jonio. Qui le brezze marine accarezzano gli alberelli di Gaglioppo di 40 anni e regalano al vino che se ne ottiene grande sapidità mentre i terreni composti da argilla calcarea e sabbia donano finezza e longevità. È qui, da una terra tecnicamente povera e arida, ma benedetta dalla presenza del grande fratello blu e dai caldi raggi del sole che nasce il Cirò Rosso Classico Superiore di Tenuta del Conte.

Macerazione per sei giorni, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e maturazione in acciaio per 24 mesi prima di un ulteriore affinamento in vetro di 6 mesi. Nessuna chiarifica, non filtrato. Colore rosso rubino leggero che sfuma verso il granato. Bouquet esuberante e complesso che racconta di note floreali di violetta e iris, di petali secchi e ciliegia sotto spirito, di arancia rossa e chinotto, di macchia mediterranea e cenni balsamici (eucalipto, mirto e alloro). In bocca è trascinante e succoso, il tannino palpabile e cesellato gioca a tenere in equilibrio le morbidezze dell’alcol e del frutto maturo, mentre freschezza e salinità salmastra rendono dinamico ed energico il sorso, che ha un fascino rustico e genuino che fa godere il palato. Un vino che sa di terra e di mare, che racconta di quella Calabria ionica vera e sincera, senza compromessi, come Mariangela Parrilla, che di questa cantina è l’anima. La bottiglia ha un solo grande difetto, finisce in pochissimo tempo, ma vi consente di catapultarvi con la mente e con il cuore in mezzo a un bosco di eucalipti, in riva allo Ionio a farvi accarezzare dal sole e dalla brezza marina.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “Capovolto” 2018 – La Marca di San Michele

Questo vino prende il nome dal sistema di allevamento dei vigneti usato un tempo, quando povertà e necessità di monetizzare il più possibile portava i vignaioli a richiedere alla vite di produrre una maggior quantità d’uva: il tralcio veniva curvato ad arco, cioè “capovolto”. Oggi il sistema è riproposto perseguendo però una resa minore per ettaro volta a garantire una maggiore qualità dell’uva. I vigneti di Verdicchio da cui questa giovane e bella realtà marchigiana ricava il Capovolto sono posti a 350-400 metri sul livello del mare Adriatico, presso la contrada San Michele. Tutti i lavori sulla vite vengono fatti rigorosamente a mano e con il minimo ricorso a rame e zolfo. La fermentazione avviene in acciaio senza macerazione sulle bucce, il mosto fiore sosta successivamente sulle fecce fini per un minimo di 6 mesi; una volta decantato, il vino viene leggermente filtrato e imbottigliato. Nel calice si manifesta con una bella veste giallo paglierina intensa con lampi dorati. Naso fin da subito intenso, si apre con vivaci e acidule note di mela verde e agrumi, per poi allargare lo spettro a fiori di biancospino e cenni speziati di coriandolo e chiudere con la classica nota di mandorla amara. Al gusto è pieno e succoso, molto sapido, quasi salino, di grande equilibrio e finezza nei suoi richiami agrumati (lime) e con il suo intrigante finale di mandorle e sale di buona persistenza.

Roncaie sui lieviti 2018 – Menti

Rifermentato da uve Garganega in purezza ottenute da vigneti condotti in regime di agricoltura  biodinamica su terreni pianeggianti caratterizzati da suoli vulcanici e di origine alluvionale. 

Dopo la raccolta manuale, le uve portate in cantina vengono caricate in pressa intere e pigiate. La fermentazione avviene totalmente con lieviti naturali ed il controllo della temperatura. Dopo un periodo di affinamento sui lieviti in vasca, viene aggiunto di mosto di Albina (uva Garganega passita) il quale inizia una nuova fermentazione in tutta la massa con lieviti e zuccheri naturali. A questo punto il vino viene imbottigliamento senza l’aggiunta di solfiti.

Non essendo sboccata, questa godereccia bollicina dell’Azienda Giovanni Menti si presenta di un giallo paglierino opalescente con riflessi dorati. Il naso del Roncaie sui lieviti è fin dall’inizio un tripudio di note di pera kaiser e di cedro, che rimangono costantemente sullo sfondo mentre emergono strada facendo profumi di fiori bianchi e lievi note minerali e accenni di lievito. Il sorso è tattile, succoso, caratterizzata da una freschezza dai toni agrumati, una bella sapidità e una pienezza del frutto (succo e polpa di pera), il tutto incorniciato da una bollicina lieve e stuzzicante. Dotato di basso tenore alcolico e di una estrema piacevolezza, il Roncaie sui lieviti di Menti è un vino capace di regalarvi una serata senza pensieri. Merce rara di questi tempi.

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