Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 03 Aprile 2020

Bevi Naturale: una bottiglia al giorno per affrontare la quarantena

vino

In un momento difficile come quello che l’Italia sta vivendo è importante che ognuno di noi faccia la propria parte nel contrastare la diffusione del Covid19. Dobbiamo restare a casa? Allora usiamo il vino (con moderazione) per trascorrere qualche momento di serenità e di evasione, visitando idealmente i luoghi in cui è prodotto. Abbiamo costruito una selezione di 14 vini naturali per affrontare le prossime due settimane a casa. Eccovi di seguito i primi sette.

In un momento difficile come quello che il nostro Paese sta vivendo è importante che ognuno di noi faccia la propria parte nel combattere il subdolo nemico che ci assedia. L’epidemia di Covid19 sta mettendo a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale, soprattutto nelle regioni che attualmente risultano più colpite e il compito al quale siamo chiamati tutti quanti è quello di proteggerci e di proteggere tutti gli altri dal contagio rispettando le disposizioni dettate dai decreti emanati dal governo.

In circostanze come questa avremmo di sicuro tutti quanti bisogno di allentare la tensione, e magari farlo con un calice di buon vino.

Visto che però non è possibile uscire dalle nostre case per andare a consumarlo in uno dei nostri wine bar preferiti, perché metteremmo a rischio la nostra salute e quella degli altri, possiamo stappare qualcuna delle bottiglie che abbiamo a casa o, se ne siamo sprovvisti, è possibile acquistarle in uno dei tanti locali che in questi giorni si sono attrezzati per consegnarci a domicilio bottiglie e piatti pronti, o ancora possiamo acquistarle online attraverso uno dei numerosi siti dedicati al vino.

Certamente il vino (come tutte le bevande alcoliche) non disinfetterà il nostro cavo orale, debellando il virus, ma ci consentirà, consumandolo con moderazione, di trascorrere qualche momento di serenità e di evadere con la mente, viaggiando idealmente per visitare nuovamente luoghi che già conosciamo o per scoprirne di nuovi.

Se non sapete quali vini scegliere, non abbiate paura, vi aiutiamo noi con una selezione di 14 vini naturali per affrontare le prossime due settimane a casa. Eccovi di seguito i primi sette.

Menfi DocNero d’Avola “Lu Cori” 2018 – Cantine Barbera 

Questo Nero d’Avola nasce da una vendemmia che solitamente si svolge verso la prima metà di settembre. Le uve raccolte e trasportate in cantina subiscono una macerazione a freddo precedente alla fermentazione, atta a estrarre le sostanze aromatiche più fragranti e fruttate. Dopo aver fermentato grazie all’attività di lieviti indigeni, matura per 6-8 mesi in vasche d’acciaio mentre una piccola parcella del vino riposa per circa 6 mesi in un tino di rovere di Slavonia. Dopo l’assemblaggio delle due masse, affina 3 mesi in bottiglia.

Rosso femminile e sensuale, decisamente più fine ed elegante di quanto ci si possa solitamente attendere da un Nero d’Avola, questa meravigliosa creatura di Marilena Barbera si mostra nel calice di una veste rosso rubino brillante che sfuma verso il violaceo. Profuma intensamente di more e lamponi, a cui si aggiungono aromi di salsedine e capperi incorniciati in piccola parte da una leggera speziatura (noce moscata e pepe rosa). Ad un naso fine ed elegante fa eco una bocca, dove, senza l’intensità e struttura che spesso caratterizza la tipologia, Lu Cori spicca in freschezza e perde in muscolatura, bilanciando piacevolmente le sue morbidezze con l’abbondante salinità data dalla posizione delle vigne, distante poche centinaia di metri dal mare. Con lui potrete catapultarvi mentalmente sulle spiagge di Menfi e godere della brezza marina mentre state comodamente sul divano di casa vostra.

Barbagia Igt “Granazza Sulle Bucce” 2015 – Sedilesu 

L’uva da cui è ottenuto questo vino è la Granazza di Mamoiada, antica varietà autoctona della Barbagia, per secoli confusa con la Vernaccia di Oristano anche dai coltivatori locali. Questo vitigno antico si è conservato in pochi esemplari di viti ad alberello centenarie sparse tra i vecchi vigneti di Cannonau ed è stata riscoperto e valorizzato dalla cantina Sedilesu che con esso ha dato vita ad un orange wine ottenuto da una macerazione di 4-5 giorni delle bucce nel mosto. La fermentazione si svolge spontaneamente grazie all’azione dei lieviti indigeni in contenitori d’acciaio oppure in tradizionali vasche di cemento, ricorrendo a basse quantità di solfiti e senza ricorrere a chiarifiche o agenti stabilizzanti.

Per permettere alle peculiarità del vitigno di svilupparsi ed esprimersi in tutta la sua ricchezza, la fase di maturazione in grandi botti di rovere neutro ha una durata variabile e può arrivare a durare persino 3 anni (come accaduto nel primo anno di produzione). La Granazza Sulle Bucce di Sedilesu è un vino caldo, intenso e mediterraneo che esprime con forza ed energia il carattere autentico della Barbagia. Giallo oro intenso, al naso esprime note di nespole mature e albicocca disidratata, accompagnate da sbuffi di erbe aromatiche (timo, salvia e santoreggia) e macchia mediterranea, zafferano e miele.

Il sorso è caldo, secco e concentrato, con una struttura importante, e assicura al vostro palato una coccola di frutta matura, spezie e miele esaltata dalla sapida complessità delle erbe mediterranee in grado di farvi avvertire l’energia pulsante del cuore antico e montuoso della Sardegna.

Cerasuolo d’Abruzzo Doc “Briscola e Tressette” 2018 – Podere San Biagio

Controguerra, con i suoi saliscendi fatti di vigne e colline, incastrato tra le Marche (letteralmente a due passi) e il vicino Adriatico, è un paesello che ispira visioni romantiche di una vita che scorre a ritmo lento, legate ad un mondo genuino, fatto di incontri e convivialità. Quello che in questi giorni ci manca più di ogni altra cosa, visto che l’uomo è un “animale sociale”.

Per provare a rivivere mentalmente quegli attimi di socialità che speriamo di riassaporare presto lasciatevi guidare da questo Cerasuolo d’Abruzzo ottenuto da uve di Montepulciano, lasciate poche ore a contatto con la buccia. Vino con una grandissima beva ma per nulla banale e scontato, anzi. Bevetelo immaginando di trovarvi in una delle osterie che avete senz’altro incontrato nel vostro passato, dove le giornate erano scandite da interminabili partite di briscola e tressette. Melograno cerasuolo brillante.

Il vino che l’esuberante Jacopo Fiore ha dedicato a suo nonno, che amava giocare a carte nelle osterie di questo piccolo borgo abruzzese, sorprende per eleganza con un bel bouquet succoso e pimpante tutto marasca, uva appena premuta e melograno, ingentilito da note di rosa e accenni di macchia mediterranea. Il sorso è ricco, pieno, caratterizzato da piacevoli rimandi di frutta matura e vivacizzato da una bella vena sapida e da una considerevole freschezza. Muscoli ruvidi ma gentili, quelli di questo cerasuolo un po’ rock, un po’ punk e un po’ folk dalla beva appagante e dalla buona persistenza. Il consiglio è quello di stappare la bottiglia per accompagnare una bella partita a carte con chi condivide con voi queste giornate casalinghe. Se siete soli il vino sta bene anche un solitario.

Lazio Igt Bianco “Botte 22” – Damiano Ciolli

Nello splendido borgo medievale arroccato di Olevano Romano, a sud-est di Roma, Damiano Ciolli, un ragazzone simpatico e di talento, realizza con la complicità di un territorio collinare e montagnoso di origine vulcanica grandi rossi da uve Cesanese d’Affile. Un giorno in cantina arriva una botte nuova per il Cirsium (una delle due etichette di Cesanese prodotte) e Letizia (sua compagna nonché enologa) che fa? Si inventa, per “sgrassare la botte”, un esperimento di vino bianco, il primo per l’azienda. L’esperimento è così convincente che Damiano e Letizia decidono di farci un’etichetta ad hoc e commercializzarlo. Così nasce il Botte 22, un bianco ottenuto da un blend di Trebbiano verde (70%) e Ottonese (30%) da vecchie vigne impiantate su terre rosse vulcaniche ad una altitudine di circa 350m sul livello del mare. La vendemmia è manuale, generalmente verso fine settembre. Dopo lo scarto del raspo, macerazione a contatto con le bucce per una notte a bassa temperatura, segue svinatura e premitura per effettuare la fermentazione in botti di rovere austriaco. Fermentazione alcolica spontanea in botte di rovere senza il controllo della temperatura. Maturazione per circa 11 mesi in botte a contatto con i propri depositi, travaso dopo 11 mesi in vasche di cemento dove rimane per circa un mese prima di essere imbottigliato. Nel calice si presenta di un giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Fragranti sentori di frutta gialla matura e di fiori bianchi anticipano note di burro e mallo di noce, su uno sfondo leggermente affumicato. Sorso pieno e fresco, con le morbidezze del burro e della frutta matura sono bilanciate da una grande sapidità che tradisce la matrice vulcanica dei suoli e regala un finale lungo di mandorle salate e noci.

Provincia di Pavia Igt Rosso Castello di Stefanago 2018 – Castello di Stefanago 

Spensierato e succoso vino quotidiano, frutto dell’unione tra uve locali quali Croatina ed Uva Rara con un piccolo saldo di Merlot, provenienti da vigne situate a circa 380 metri di altitudine e che poggiano su terreni argillosi e tufacei con substrato gessoso in quel di Borgo Priolo, nel cuore dell’Oltrepò Pavese.

Quella di Castello di Stefanago è una splendida tenuta, in cui un vero e proprio castello è circondato da 20 ettari di vigna, coltivati sia con varietà locali come Barbera, Uva Rara e Croatina sia con varietà internazionali che qui si sono acclimatate benissimo come Riesling e Pinot Nero, seguendo rigidamente i dettami dell’agricoltura biologica. Dopo la fermentazione alcolica spontanea in contenitori di acciaio inox, il vino affina alcuni mesi in vasche d’acciaio prima della messa in bottiglia. Veste rosso rubino intenso, con sfumature violacee. Naso estremamente gioviale ed appagante con netti richiami alla viola, alla prugna, alla ciliegia e al glicine. Sorso dinamico e scorrevole, centrato sul fruttato maturo e croccante per un vino che dimostra un grande equilibrio e  una propensione pressoché illimitata all’abbinamento e di una beva compulsiva. La bottiglia finisce in un amen quando accompagna la tavola di tutti i giorni ed è in grado di farvi evadere dalla monotonia e dalla routine di questi giorni di responsabile reclusione casalinga.

Vigneti delle Dolomiti Igt “Fontanasanta” Nosiola 2015 – Foradori

Su una collina di Trento sorgono le due parcelle di due ettari di vigne di Nosiola che affondano le proprie radici su terreni calcarei e argillosi e vengono allevate in regime biodinamico dall’Azienda Foradori. Le uve, vendemmiate a completa maturazione, vengono diraspate delicatamente senza essere pigiate e avviate ad una lenta fermentazione spontanea con macerazione di 8 mesi sulle bucce in anfore di terracotta spagnole chiamate ‘tinajas’, prima di affrontare un successivo affinamento in botti di acacia e rovere.

La Nosiola “Fontanasanta” è un vino bianco, o meglio un orange wine, di estrema eleganza che si presenta nel calice con una bella veste dorata, ricco di profumi complessi di guava, frutto della passione e cedro che introducono rimandi di nocciole, spezie orientali e erbe aromatiche che ammaliano il naso. Un vino di grande equilibrio e sapidità, fresco, intrigante nei suoi rimandi di frutta esotica, nocciole e agrume candito e dalla lunghissima persistenza.

Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante Docg Sui Lieviti Orsi Vigneto San Vito 2017

Il Pignoletto di Vigneto San Vito, il vino per l’aperitivo bolognese, in versione mossa e briosa, come da tradizione emiliana fermentata spontaneamente con i suoi lieviti indigeni in acciaio senza chiarifiche o filtrazioni. Il tiraggio è effettuato con mosto di Albana (2011) e di Riesling (2012) per la rifermentazione che avviene sempre spontaneamente in bottiglia con l’arrivo della primavera.

Non essendo sboccato, si presenta di un giallo oro velato (leggermente torbido se agitate delicatamente la bottiglia prima di stapparla) per via dei lieviti, che ne salvaguardano la longevità. Proprio i 12 mesi sui lieviti esaltano un sapore antico, regalando profumi netti e definiti di scorza di limone, susina e fiori bianchi, accompagnati da aromi di panificazione, frutta secca e una leggera traccia minerale. Il sorso è tattile, succoso, stuzzicante e lungo, dal finale balsamico. Ideale per ricordarvi che appena tutto questo sarà finito ci saranno tante occasioni per fare festa e brindare con altre bollicine.