Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Domenica 07 Marzo 2021

Alla scoperta dei vini Todaro nella Valle dello Jato, culla di Carricante e Perricone

todaro

Viaggio immaginario attraverso la Valle dello Jato alla scoperta dei vini della cantina Todaro, perfetta sintesi di artigianalità e agricoltura biologica.

L’Alta Valle dello Jato, in provincia di Palermo, è un territorio ad alta vocazione vitivinicola già noto in epoca romana quando una ricca colonia jatina coltivava vigne traendone vino di qualità. A favorirla un microclima particolare, dovuto alla conformazione della vallata, caratterizzato da temperature fresche (con inverni freddi e presenza di neve), ottima ventilazione e forti escursioni termiche. 

Todaro: l’azienda

Questo areale rappresenta, infatti, una delle zone vitivinicole della Sicilia occidentale più interessanti per il suo terroir poiché il clima ideale e il fiume Jato, alimentato dalle acque pure del Vallone della Procura e del Vallone della Cannavera, favoriscono la produzione di uve ad alto tasso di acidità. Questo permette la realizzazione di vini di carattere e personalità rilevante che riescono ad esprimere caratteristiche uniche che è possibile riscontrare nei vini Todaro. L’azienda in questa zona possiede 25 ettari di vigneti, con altimetrie che variano dai 400 ai 900 m slm, in cui si coltiva Grillo, Nero d’Avola, Perricone, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot.

Altra caratteristica degna di nota di questo comprensorio è il terreno la cui tessitura costituita da pietre argillose genera in primavera una riserva idrica che sarà, poi, disponibile naturalmente nel suolo nei periodi di maggiore siccità estiva. 

Fermamente convinti che una sana agricoltura rispettosa dell’ambiente e della natura delle viti possa generare la migliore espressione di terroir, dal 2002 la piccola cantina a conduzione familiare abbraccia interamente la filosofia del biologico. I vigneti sono coltivati, ancora oggi, secondo gli insegnamenti di nonno Giuseppe, rispettando fasi lunari e antiche tecniche conservative per la potatura, seguendo i delicati equilibri naturali dei cicli biologici delle piante, senza il ricorso ad alcun fertilizzante o concime chimico sostituito dal favino che consente di arricchire naturalmente il terreno di sostanza organica mediante sovesci.

L’azienda ai giorni nostri

Oggi l’azienda è in mano ai due fratelli Giuseppe, classe ‘88, e Adriano (‘91). Forti degli studi in ambito agrario e dell’esperienza acquisita da papà Calogero, hanno deciso di puntare sul duro lavoro in vigna ed in cantina per ottenere importanti risultati qualitativi.

“«Prima di ogni raccolto selezioniamo le parcelle migliori. La vendemmia è manuale con piccole cassette, così l’uva giunge intatta alla vicina cantina conservando la sua peculiarità – ci racconta Giuseppe, manager aziendale – In cantina, con le moderne tecniche di controllo della temperatura, monitoriamo l’andamento delle fermentazioni, accompagnando i nostri vini, in cui  trasformiamo e conserviamo ciò che Madre Natura offre senza stravolgerlo“.

“Il vino per noi è come una persona cara da trattare con cura e dedizione in ogni momento, dalla potatura alla raccolta effettuata a mano fino all’invecchiamento in barriques di rovere francese – continua Adriano, enologo della cantina – L’ultima vendemmia ci ha regalato davvero delle ottime soddisfazioni con l’estate medio-calda che abbiamo avuto e la quasi totale assenza di piogge, precipitate fortunatamente solo nei momenti di massimo fabbisogno idrico, i futuri vini si preannunciano davvero molto interessanti. Le alte temperature, infatti, hanno accompagnato le uve a piena e completa maturazione, prevenendo l’insorgere di complicazioni fitosanitarie” ha concluso.

La cantina

La cantina si trova in Contrada Feotto, a circa 28 km da Palermo,  circondata da montagne che toccano anche i 1.000 metri (Monti Signora e Dammusi) e nasce dalla passione della famiglia Todaro per la natura e per il vino. 

Al fine di mantenere più “naturali” possibile i suoi vini, lo staff aziendale  attua ogni giorno, tra vigna e cantina, una lunga serie di accortezze di cui la manualità è il filo conduttore che conduce a individuare nell’artigianalità il tratto distintivo dei vini Todaro.

Esemplificativa è, in tal senso, la scelta di puntare su un vitigno come il Perricone, in passato “emarginato” a causa delle scarse rese, per portarlo all’attenzione del pubblico, con impegno nella valorizzazione dei terroir che lo ospitano, al fine di scongiurare l’estinzione di un vitigno straordinario che rappresenta l’identità vera di questo angolo di Sicilia. 

Todaro: i vini

Grazie ad una leggera essiccazione in pianta e ad una fermentazione “all’antica” in mastelli all’aperto, pratica che rimarca fortemente l’identità territoriale dell’azienda fino a diventarne il segno distintivo, è così arrivato “ il fiocco rosa” in casa Todaro,  un rosato ancestrale ottenuto da una  spremitura estremamente soffice di uve Perricone, attualmente ancora in vasca, che presenta un naso caleiodoscopico di sentori floreali e note fruttate e un sorso sorpendentemente fresco ed intenso, destinato a diventare leggermente frizzante con la seconda fermentazione.  

Perricone

Proprio dal Perricone nasce uno dei vini più rappresentativi dell’azienda. Un rosso affinato in barrique di primo e secondo passaggio per 24 mesi di cui abbiamo assaggiato le annate 2014, 2016 e 2017 che hanno evidenziato l’eleganza come tratto comune. Denominatore comune anche i frutti rossi come marasca, more e ciliegie e i sentori speziati di ginepro e pepe nero. La 2017 ha poi evidenziato alcuni tocchi vegetali più marcati e un’ampia ricchezza palatale dal sorso  ampio, con finale leggermente mandorlato.

Carricante

Degna di nota anche un’altra creatura in casa Todaro che ha appena visto la luce. Si tratta del primo Carricante in bottiglia in purezza in Sicilia occidentale. Questo vitigno, infatti, è già presente in altri areali siciliani  solo in blend, per la finezza che è in grado di conferire ad altri vitigni autoctoni come il Catarratto, l’Inzolia, la Minella, o internazionali come lo Chardonnay. Nella Valle dello Jato, coltivato a 550 mt di altitudine in un suolo fertile, permeabile e argilloso, offre interessanti caratteristiche varietali uniche e altamente identitarie. Ne deriva un vino di grande finezza, di cui noi abbiamo assaggiato la 2019, con predominanti note fruttate di mela cotogna, zagara e sentori agrumati e “green”insieme ad una tipica freschezza che gli conferisce una bella struttura e una buona longevità. 

Info utili

Azienda Agricola Todaro

Via Terra di Giulia, 11, 90048 San Giuseppe Jato (PA)

Tel: 346 105 6393

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