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Il Ristorante Niko Romito: cosa si mangia nel nuovo progetto capitolino dello chef abruzzese

Il Ristorante Niko Romito

Cucina di ricerca, realizzata con ingredienti semplicissimi. Questo il segreto del fine dining di successo per lo chef abruzzese che noi abbiamo incontrato nel nuovo Il Ristorante Niko Romito.

Il Ristorante Niko Romito del Bulgari Hotel di Piazza Augusto Imperatore fonde gusto ed eleganza all’insegna dell’italianità e della contemporaneità. Un progetto quello che unisce lo chef abruzzese e Bulgari Hotels & Resorts che dura da ben sei anni, a cominciare dal primo ristorante Bulgari Niko Romito aperto a Pechino.

Quella capitolina dello scorso giugno, tanto attesa (e tanto discussa), è stata un’apertura che ha impegnato oltre allo chef Romito anche il giovanissimo Emilio Di Cristo, già sous Chef del Bulgari Resort Dubai e ora head chef del Bulgari di Roma insieme alla sua brigata.

Il ristorante che si trova al 5° piano dell’hotel è nato grazie all’opera di mecenatismo del gruppo Bulgari il quale si è impegnato, con donazioni, sia nella riqualificazione della piazza e del Mausoleo di Augusto, che nel riportare a nuova vita l’edificio di circa 17 mila metri, costruito negli anni 30, e un tempo sede dell’INPS. Al piano terra dello stabile si trova il Caffè affiancato da qualche settimana anche dalla pasticceria su strada, dove si possono acquistare sia le creazioni del pasticcere Gianluca Fusto che, a brevissimo, i panettoni all’albicocca realizzati in edizione limitata, in esclusiva per Bulgari, da chef Romito.

Il Ristorante Niko Romito

Al ristornate si accede attraversando il lungo corridoio con volta a botte realizzato completamente in legno di mogano, concluso il quale si apre la sala, sviluppata verticalmente, con divanetti di due toni che che corrono lungo le pareti, tavoli scuri e pavimentazione chiara. Le luci calde completano l’ambiente abbracciando l’ospite nelle atmosfere eleganti della sala, moderna e trasudante stile.

Il progetto gastronomico dei ristoranti Bulgari di Niko Romito segue l’intento, solo apparentemente semplice, di proporre al mondo una cucina italiana contemporanea e per molti aspetti unica.

Nell’immaginario comune, il fine dining viene visto quasi sempre come qualcosa di complicato, da me soprattutto a Casadonna, si trova invece quella che è una cucina di ricerca con ingredienti semplicissimi che poi mi impegno a trasformare. Penso che in generale il fine dining tutto stia andando verso un modello di cucina chiara, semplice, diretta e concreta. La gente ha bisogno di concretezza e semplicità” racconta lo chef.

Parlando del progetto che lo lega alla maison Bulgari invece aggiunge: “Il progetto con Bulgari è un progetto che mi piace molto, e mi è piaciuto sin da subito. Mi ha dato e mi da modo di portare la mia cucina italiana, la cucina italiana vista da me, nelle più grandi e importanti capitali del gusto. È un progetto internazionale – continua – che da cuoco mi permette di seguire ristoranti in tutto il mondo, oggi infatti abbiamo due ristoranti in Cina, uno in Giappone, uno a Dubai, uno a Parigi, Roma e Milano”.

L’esperienza gastronomica

La cena si apre con la selezione di pane con Sfoglia con paprika dolce sesamo bianco e rosmarino, Grissini con miele di castagno Thun, Pagnotta di pane dello chef con farine solina e saragaolla, patata lessa e lievito madre, il tutto accompagnato da un assaggio di olio Karma del frantoio di Bulgari a Civita di Bagnoregio.

A seguire l’Assoluto, un estratto di carota, sedano e cipolla, stemperato con Champagne, olio e salvia servito tiepido in tazza. Si sorseggia un concentrato di gusto dato dai tre ortaggi più classici della cucina italiana lavorati in estrazione, cioè senza aggiunta di acqua.

Si prosegue poi con l’Antipasto all’italiana in due parti con otto assaggi che raccontano i grandi classici della nostra cucina: Bruschetta con pomodoro infornato, Vitello tonnato con maionese al tuorli sodo, ventresca di tonno, polvere di capperi e pomodoro, Sugherello arrostito limone e funghi chiodini, Carpaccio di manzo con maionese al pomodoro e misticanza, Alice alla beccafico con gel di carpione, Cardoncello sotto vuoto e arrostito in padella con pepe e purea di prezzemolo, Polpo alla Luciana, Frittatina di pasta con bucatini di parmigiano.

Per primo in questo autunno imprescindibili i Tubetti Oro di Gragnano con cavolfiore maturato con aromi, zucchero, aceto e vino, dal gusto che ricorda la preparazione di un piatto alla cacciatora. Vitello brasato con cottura in umido, pasta di nocciole e tartufo bianco per secondo accompagnato da Barolo delle Langhe Perarmando.

A concludere Babà al limone con sorbetto alla mandorla, canditi di limone, gelato di mandorla – cremosissimo, più cremoso di cremosissimo – e cocktail tipo Daiquiri in micro coppetta da sorseggiare in accompagnamento.

Ne Il Ristorante Niko Romito si mangia rigorosamente su incantevoli piatti firmati Ginori che si alternano tra le collezioni Oriente Italiano e Oro di Doccia.

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