Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Martedì 13 Novembre 2018

Halal Made in Italy: la start up dei prodotti italiani ammessi dalla religione Islamica

halal made in italy

“Halal” è un termine arabo che signifca che qualcosa è lecito secondo i dettami di Allah e quindi della legge islamica. E “Halal Made in Italy” è proprio il nome della start up lanciata da due giovani milanesi che mette in contatto i produttori alimentari dello Stivale con tutti gli appartenenti alla comunità musulmana qui residente e che gli assicura cibi permessi dalla loro religione.

Giorgio Agrifoglio e Omar Vincenzo hanno partecipato e vinto con “Halal Made in Italy” il premio Dr. Startupper, concorso istituto nel 2013 in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano dall’Università Cattolica di Milano, che i due frequentano al primo anno del master in Economic and Finance.

Perché “Halal Made in Italy”

Perché la religione islamica impone un certo tipo di trattamento dei prodotti alimentari per essere ammissibili in tavola. C’è un documento (figlio di complessi processi burocratici) che attesta questo pieno rispetto delle regole in termini di genuinità degli iter di lavorazione in ogni fase di produzione (ad esempio nella macellazione delle carni per ottemperare ai dettami della Scarica) e che viene rilasciato dall’ente Halal Italy Autorithy, in rappresentanza dell’Autorità Internazionale di Certificazione Islamica. Naturalmente non è affatto semplice per i produttori italiani approcciarsi in materia, ed è qui che interviene “Halal Made in Italy”.

Come funziona “Halal Made in Italy”

L’idea è di mettere in comunicazione i produttori italiani di formaggi, carne, conservati e biscotti con il mercato halal, al fine di fornirgli tutte le informazioni necessarie su come ottenere la licenza e favorire il loro ingresso nel mercato musulmano. In tal senso non solo si aiutano le aziende Made in Italy a intercettare le esigenze di una comunità, quella islamica, sempre più numerosa sul territorio nazionale, ma si promuove anche la cultura del buon mangiare italiano tra la folta popolazione musulmana, aumentando di conseguenza anche il livello di integrazione nel nostro Paese.

Giorgio Agrifoglio e Omar Vincenzo

Halal Made in Italy, vincendo il contest Mr. Sturtupper, si è guadagnata sei mesi di incubazione con Corefab, che li aiuterà a trasformare l’intuizione iniziale in una vera e propria impresa per l’e-commerce che coinvolgerà circa 400 aziende certificate dell’agroalimentare italiano, anche grazie alla collaborazione con l’ente italiano di certificazione Halal, che metterà a disposizione la lista dei marchi che rispettano la conformità degli standard islamici durante tutto l’iter produttivo.