Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Venerdì 20 Aprile 2018

Le Asiatique e le stanze dell’Omotenashi

In una delle piazze più intime di Roma, Largo della Fontanella di Borghese, all’interno di un palazzo del ‘700, un affascinante labirinto di 6 stanze tematiche dedicate alla culto dell’ospitalità e alla cucina orientale, interpretata in chiave fusion e contemporanea attraverso la contaminazione tra ricette della tradizione e prodotti del Mediterraneo. Apertura al pubblico il 17 dicembre

«In Giappone esiste una parola, Omotenashi, che significa “intrattenere gli ospiti con tutto il cuore”, in modo disinteressato ed amorevole. Vorremmo che Le Asiatique fosse proprio questo».

Volevo iniziare così il mio racconto di Le Asiatique, con questa frase di Stefano Calò che, assieme a Michelle Sermoneta e dopo i numerosi viaggi in Asia, rimangono talmente colpiti dal valore e dalla piacevolezza dell’ospitalità orientale da volerla riproporre in chiave fusion in una delle piazze più intime di Roma: Largo della Fontanella di Borghese.

Ad accoglierci un grande raffinato bancone con una parete di mosaico di specchi sul fondo da cui si snoda uno spazio dinamico che si muove con grande eleganza tra sale tematiche e simboliche, tavoli di mogano lucido, divani e poltrone di velluto color prugna, cuscini, grandi sedute, pareti di grandi dipinti, opere d’arte, mura sui toni del grigio. Un luogo del bello e del buono interamente e concettualmente dedicato al culto dell’Oriente attraverso un linguaggio visivo e gastronomico interculturale e contemporaneo, che mescola assieme grandi materie prime e tecniche orientali, colori, profumi e consistenze con spunti coreani, giapponesi, thailandesi, vietnamiti e cinesi.

«Al centro di tutto deve esserci il cliente», spiega Michelle, «i suoi bisogni, i suoi desideri, semplicemente la sua felicità». Questa attenzione si trasforma in un caldo benvenuto, quello della prima sala, dove un grande bancone “saluta” il cliente e lo catapulta da una piazza del centro di Roma al vivido centro della cultura orientale.

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Il progetto, che prende forma in uno spazio di 300 mq (sviluppato da Laurenzi Consulting e impreziosito dall’architetto milanese Matteo Crippa), è il risultato è un unicum nel panorama romano: all’interno di un palazzo del ‘700, un labirinto di 6 stanze che si aprono come scrigni. Ogni stanza è dominata da un simbolo della cultura asiatica: lo specchio (a mosaico, riflette e amplifica lo spazio all’infinito), lo shoji (la parete scorrevole giapponese, qui composta da grafiche orientali surrealiste), il kimono (creato con migliaia di francobolli provenienti da tutto il mondo, esposto anche al Museo di Shanghai e alla Triennale di Milano nel 2007), le due geishe e il ventaglio.   

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In questo contesto unico, si inserisce una proposta gastronomica studiata da un team di cucina dall’esperienza internazionale, guidato dallo chef Daniel Cavuoto (prima allo Sketch di Pierre Gagnaire a Londra, Avenue 31 a Monaco, Restaurant La Laja a Tenerife): l’obiettivo è quello di contaminare le ricette della tradizione orientale con i prodotti della cultura mediterranea.

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Il menu tocca quindi tutte le corde della cucina asiatica, creando piatti e combinazioni uniche ed offrire piatti come “Gyoza di anatra e foie gras con fonduta di parmigiano 36 mesi”, “Fiore di zucca in tempura con mozzarella di bufala, ponzu, mayo e riduzione di soia”, “Poke di salmone con riso, tartare di salmone selvatico, mango e uova di salmone”,  “Ramen di maiale grigio con noodles, pancetta di maiale, funghi e alga nori”,  e poi ancora “Black Cod Le Asiatique”, ovvero Merluzzo nero marinato al miso su crema di cavolfiore; “Guancia di Manzo brasata in salsa bordolese, pesto di Osaka, funghi selvatici e gel di lime”, “Wagyu Beef nella variante italiana o giapponese marinato in salsa di soia e gochujang, con gel ai frutti rossi e scorzonera”, “Astice in 3 consistenze”, “Pancia di maiale, cotta a bassa temperatura e glassata in salsa agrodolce” e, per tornare alla base “Sashimi, Nigiri, Gunkan e Crispy Rice Sushi”.

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Protagonisti assoluti i cocktail creati con spezie, liquori e ingredienti orientali. Tra questi, quattro innovative proposte Asiatique Special, drink da bere ma anche da mangiare che uniscono la parte liquida alla parte di prodotto alimentare, come l’Oriental Bloody, con Tequila, I-sakè, Bloody morgan’s mix n. 1, succo di pomodoro e gamberone marinato, oppure La Perla Nera, con Vermouth dry, gin o vodka, Morgan’s Shrub N.1, acqua d’ostrica e ostrica. 

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Accanto ai cocktail, Le Asiatique propone anche una carta di vini e bollicine con 60 etichette di provenienza prevalentemente italiana e francese, con una particolare attenzione allo champagne; una selezione di tè per pasteggiare o accompagnare la pausa del pomeriggio; una lista di sakè e oltre 100 distillati, tra cui whiskey e shochu, che completano un’offerta assolutamente internazionale, pensata per un pubblico cittadino e cosmopolita, curioso ed esigente.

Le Asiatique aprirà al pubblico sabato 17 dicembre, ore 12. Orari: tutti i giorni dalle 12 alle 24. Chiuso il lunedì.