Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Sabato 20 Ottobre 2018

Quattro grandi chef per una sera tra i Templi di Paestum

Una serata unica destinata alla raccolta fondi per gli savi stratigrafici di Paestum. Protagonisti assoluti, quattro gradi chef del panorama mondiale: Massimo Bottura, Heinz Reitbauer, Sven Elverfeld e Franco Pepe

In collaborazione con LSDM, che si svolgerà a Paestum il 23 e 24 maggio (ve ne avevamo parlato qui), con AIS Campania e AMIRA Paestum, il 30 luglio è stata organizzata una cena finalizzata alla raccolta fondi destinata agli scavi stratigrafici dell’antica città dei templi cioè lo studio che permetterà di scoprirne le evoluzioni nel tempo e la funzione dei templi nella vita quotidiana.

Ai fornelli ci saranno tre grandi chef di livello internazionale: Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, già icona della cucina italiana, 3 stelle Michelin e da anni ormai sul podio della The World’s 50 Best Restaurants; Heinz Reitbauer, chef del ristorante Steirereck di Vienna, 2 stelle Michelin e al decimo posto della The World’s 50 Best Restaurants; Sven Elverfeld del Aqua at The Ritz-Carlton di Wolfsburg, 3 stelle Michelin e tra i migliori chef al mondo sempre per la 50 Best. A completare il dream team Franco Pepe, maestro pizzaiolo di fama mondiale, della pizzeria Pepe in Grani, al primo posto della classifica stilata da 50 Top Pizza, al quale sarà affidata l’“ouverture” di quello che si preannuncia come un grande concerto del gusto.

La cena sarà la conclusione di una raccolta fondi finalizzata a conoscere meglio la “cucina del sacrificio in terra greca” cioè quelle pratiche rituali e commensali che si svolgevano intorno ai templi antichi come il Tempio di Nettuno a Paestum.

La donazione da devolvere direttamente al Parco Archeologico di Paestum, per essere invitati alla cena è completamente deducibile dalle tasse.

Crediamo fortemente – sottolineano Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori del Congresso Internazionale di cucina d’autore LSDMche in un Paese come l’Italia, la commistione e il lavoro sinergico di cibo e cultura siano fondamentali e questo evento ne è la riprova. Ci auguriamo che iniziative del genere vengano replicate anche altrove per promuovere e valorizzare i tesori della nostra terra”.

“La cucina del futuro è quella che a fianco dell’estetica ha una profonda etica – sottolinea Massimo Bottura – Il buono senza il bello fa infatti fatica ad esprimersi appieno. Scegliere i prodotti, le materie prime, essere a fianco di contadini, allevatori, pescatori e casari, significa dare il proprio contributo allo sviluppo di un territorio intero, aiutandolo a sopravvivere e a proiettarsi nel futuro. L’ingrediente più importante del cuoco del futuro sarà dunque la cultura, perché è solo la cultura a generare conoscenza e quindi senso di responsabilità. E oggi, così come accadeva un tempo nelle botteghe rinascimentali, abbiamo il dovere morale di trasmettere questi valori facendo formazione. Ma ciò che più conta a mio avviso è cercare di dare un risvolto sociale al lavoro dello chef. Esemplare sotto questo punto di vista, a favore di un uso consapevole del cibo e contro lo spreco alimentare, è il progetto dei Refettori, che ci vede raccogliere fondi e trasmettere le nostre conoscenze ai volontari che fanno da mangiare a chi non ha niente. Perché dopo aver ricevuto tanto è il momento di restituire. Vogliamo rendere visibile l’invisibile”.

Per ulteriori informazioni scrivere a: pae.fundraising@beniculturali.it.